[…] Ma in realtà il trapassato remoto è un modo di pensare la storia, ed è un modo di capire il tempo. Non è la stessa cosa dire: ebbi cantato piuttosto che cantai. Perché tra i due tempi c’è una linea di separazione. Un qualcosa di avvenuto e di concluso, una sistemazione del disordine della vita. Usare il trapassato remoto è un modo per archiviare davvero, ma non è un modo per dimenticare.

(Via: Il trapassato remoto che non usa più nessuno)

Emanuele

Brick by brick.

Sabato ho festeggiato il compleanno. Ventidueanni e non sentirli. Ultimamente è facile che mi trovi fuori casa per lavoro e così, l’anno scorso ho festeggiato i trenta in Cina, quest’anno invece mi son ritrovato in Inghilterra. Nel weekend ho fatto … Leggi ancora →

On the road.

Ho passato il weekend a Palermo: tre giorni velocissimi, in fuga dal freddo milanese con l’ottima scusa di un compleanno da festeggiare. Ieri sera sono tornato in polentonia e stamattina, all’alba, l’ennesimo aereo mi aspettava verso l’Inghilterra. Palermo, Milano, Leicester. … Leggi ancora →

Ukraine is burning.

Trenta minuti ben spesi se, come me, avvertite che l’informazione pubblica stia trascurando (quasi in maniera sospetta) una rivoluzione che sta avvenendo, in queste settimane, a pochi passi da casa nostra. Emanuele