Nuovi mostri.

L’altro ieri sono andato a vedere al teatro «Il Crogiuolo», un dramma scritto da Arthur Miller nel 1953 che sfrutta la caccia alle streghe del XVII secolo per raccontare e denunciare il maccartismo americano degli anni cinquanta.

L’opera evidenzia come la piccola società di Salem – il paese in cui la storia è ambientata – venga condotto alla pazzia attraverso la superstizione, la paranoia e la cattiveria delle persone. Ad un certo punto, un gran numero di donne e uomini furono indagati semplicemente perché l’isteria collettiva permetteva di intravedere ombre e stranezze nella vita di ognuna di esse.

Immagine maccartismo americano: Is this tomorrow con uomini e bandiera americana al fuoco

Il maccartismo americano, negli anni cinquanta, ebbe dinamiche molto simili. Le streghe medioevali furono sostituite con stereotipi e visioni distorte nei confronti di tante persone forestiere. Per comprendere la grandezza del fenomeno basti pensare che persino Charlie Chaplin fu indagato per antiamericanismo e perse il visto per rientare in America durante una sua visita in Europa.

Uscendo dal teatro mi son domandato se il 2022 non stia riaccendendo dinamiche ed emozioni simili nelle nostre vite.

In questo momento politica e informazione non fanno altro che parlarci del russo brutto e cattivo e non può che tornarmi in mente una vignetta americana degli anni ’50 che raffigurava un uomo che fugge da un orso comunista.

L’informazione, ieri come oggi, orientava attraverso certe simbologie l’immaginario collettivo.

E’ difficile parlare di Russia oggi senza esser tacciati per putinisti, come se la storia e le sue dinamiche fossero semplici come una partita di pallone dove il cuore ti fa identificare in maniera chiara verso una delle due squadre.

Non ho la pretesa di conoscere le responsabilità esatte che i vari attori di questo triste conflitto possano avere e non starò qui a dire che l’America abbia le sue colpe ma ho la certezza che il mondo sia molto più complesso di come spesso ci vien raccontato o si riduce nella nostra mente.

La moderna caccia alle streghe che sento rimbombare nella testa fin da piccolo mormora che l’oriente è diverso e per questo pericoloso.

Riusciremo mai ad abbandonare certi paradigmi e torneremo a parlare di pace?

Emanuele

5 commenti » Scrivi un commento

  1. Sante parole, carissimo, sante parole. Qui questa cosa che TUTTI i russi sono da odiare si è iniziata a vedere già intorno a Marzo, quando le vetrine di alcuni ristoranti russi furono presi a sassate da gruppi di persone che protestavano per l’inizio della guerra. Ora lo vedo nel dialogo sui social, nelle notizie dei giornali patinati che fanno tendenza, e via dicendo. Il manicheismo non mi è mai interessato, ma è un prodotto di scarto della società iperstereotipata in cui viviamo, in cui la mole di informazioni ci costringe a ridurre tutto ad un’etichetta. Sul fatto delle colpe, tu non lo dici, ma io si: l’America ha un bel po’ di colpe in come ha gestito questa situazione. Non che in Europa siano santi: tutto l’occidente ha volutamente sottostimato il potere della diplomazia e dei negoziati, perché a tutti conviene così. I governanti occidentali sono deboli e non sanno mettersi d’accordo su nulla, allora sventolano lo spauracchio di Putin per distrarre la gente dalle proprie inettitudini.

    PS: stamattina questa pagina è tutta rotta, dice che i fogli di stile sono caricati via HTTP invece che HTTPS.

    • Ciao camu, provi ad aggiornare la pagina rimuovendo la cache? Qualche giorno fa ho dovuto effettuare il downgrade di WordPress (da 6.1 a 6.0.3) in quanto l’ultima versione rompe la compatibilità delle gallerie col tema che uso (devo approfondire perché).
      Ciao,
      Emanuele

      • Si si, ora è tornato tutto a posto. All’inizio pensavo fosse un problema della mia estensione che blocca le pubblicità ed i banner dei cookie…

  2. Ma chi l’ha detto che tutti i russi sono da odiare? Si contesta Putin e la sua cricca. Gli altri, i soldati per primi, sono vittime.
    Poi ci saranno persone che condividono le sue idee e persone che non le condividono, ma non credo che le persone intelligenti dividano in bianco e nero tutto un paese.

    • Io intravedo un forte astio verso il russo che non si ribella a Putin, che non fa a sufficienza per fermare il suo despota come se fosse qualcosa di semplice in un regime. Ricordo anche della polemica per la Bicocca che fermò il corso su Dostoevskij. Ovviamente non far di tutta l’erba un fascio nelle mie parole ma la dialettica usata dall’Europa nei confronti russi molto spesso è stata borderline. Non voglio giustificare né Putin né le atrocità commesse, Putin avrà per sempre la colpa di aver colto la scintilla e acceso il fuoco ma come sai le cose in quella striscia di contatto sono complesse da tempo, con responsabilità da entrambe le parti.
      Infine, tornando alla domanda finale del mio post, penso a giornalisti come Nico Piro, da tempo impegnato nel portare avanti “il potere della pace” e ignobilmente accusato d’esser putiniano. Chi prova a parlare di pace quale strumento per la soluzione del conflitto viene attaccato immediatamente.
      Ciao,
      Emanuele

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