E’ solo maleducazione.

Stasera non ho resistito. Stavo tornando a casa, in auto, su una delle circolari interne di Milano.

Al primo semaforo vedo la signora accanto a me che si libera del pacchetto vuoto di sigarette: colpo deciso, mano convinta e zac, pacchetto per terra che rotola inerme.

Si riparte ma non per molto (che Milano ha più semafori che alberi) e mi ritrovo accanto a lei – nuovamente – al semaforo successivo. Stessa scena, questa volta però si trattava della plastica che ricopre il pacchetto di sigarette nuovo.

Argh! Non sono milanese, sono palermitano – e si sa – noi terroni siamo più sporchi, più incivili, più rozzi, più maleducati e decisamente incuranti del bene pubblico.

Però stasera non ho resistito, al terzo semaforo ho abbassato il vetro ed ho esclamato “ma hai finito di buttare tutto fuori dal finestrino?”. Così, di getto, d’istinto, senza neanche pensar troppo al tipo-poco-rassicurante che aveva accanto.

Ho rialzato il vetro e mi sono sentito libero: un peso in meno. Nello stesso tempo ho capito che non è questione di sentirsi appartenenti o meno ad una città o ad uno stato. Non è neanche questione di provenienza.

E’ maleducazione, niente di più, niente di meno.

Emanuele

22 commenti » Scrivi un commento

    • E’ che troppo spesso si evita… perché poi appena fai notare certe cose la gente reagisce in maniera incredibile. Però, cavoli, sembra che il concetto strade più sporche = più lavoro per pulire = più spese comunali = più tasse per tutti non sia chiaro! Fosse più diretto probabilmente la gente starebbe più attenta (e io sono a favore delle multe salatissime per chi sporca…).
      Ciao,
      Emanuele

    • Dici che dovevo trattarla con maggiore distacco o con maggiore rispetto? Mi è uscita fuori dalla bocca così comunque…
      Ciao,
      Emanuele

  1. succede forse solo a una ‘certa’ età, ma quando si fa un piccolo errore guidando, o quando si arriva in ospedare e ci si mette il piagiama, o quando si entra in un negozio e il commesso ti inquandra come molto dimessa, scatta immediatamente il tu…. sarebbe da capire!

    • Uhm, continuo a non afferrare il concetto. Dici che le ho dato troppa confidenza? O che quel tu la inseriva in un rapporto/vicinanza che non esiste? O che, solitamente, bisogna dar del lei? 😮
      Scusa ma son tordo (anzi, mi scusi! :-P).
      Ciao,
      Emanuele

  2. A una certa età, quando ci danno del tu ci si sente stracci da buttare. Non c’entra il fatto che hai raccontato: era solo – come si dice – una riflessione in generale. Ma sono cose che ora non puoi sperimentare.
    Comunque bellissimi i tuoi post, grazie!

    • Ah ecco, infatti non capivo. Beh dai, il “tu” non è solo segno di compassione. Può anche denotare calore… 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  3. al momento dello sfogo lei ti ha risposto?
    comunque concordo sulla maleducazione….

    Qui abbiamo iniziato a fare la raccolta differenziata dal 4 aprile e c’è ancora gente che infila di tutto di più nei sacchetti e li butta laddove prima c’erano i cassonetti…

    • No io ho rialzato il vetro. Non mi interessava battibeccare, non mi interessava una giustificazione e neanche un segno di approvazione o disapprovazione. Certe volte se scuoti le persone e poi non le lasci “sfogare” ottieni molto di più… 😉
      Comunque quel che dici lo capisco benissimo. A Palermo è partita mesi fa la raccolta differenziata porta-a-porta in via sperimentale: le persone invece di usare i contenitori che hanno ricevuto preferiscono fare un giro in auto più lungo e lasciare l’immondizia nei cassonetti fuori dai quartieri coinvolti nell’esperimento. E’ triste come si guardi solo al proprio orticello…
      Ciao,
      Emanuele

  4. Avrei voluto vederti!!!
    Certe scene meriterebbero l’Oscar! 😆
    E’ troppo bello poter dire certe cose senza peli sulla lingua!
    Bravo!!!
    robi

    • Io da giorni mi chiedo se sia stato giusto o meno e se debba diventare un’abitudine la mia o meno. Non sempre incontri persone che poi non si offendono talmente da volere chissà quale rivalsa…
      Ciao,
      Emanuele

  5. Hai fatto benissimo a dirle quello che hai detto; l’hai fatto anche per me e per tutti quelli che si indignano di fronte tanta maleducazione, inciviltà e disprezzo per il bene comune. Tiè! Mi è salita la pressione… queste scene proprio mi infastidiscono!

    • Uh, senza agitarci! Lo Yin e lo yang, sia nella società che dentro di noi, si bilanciano sempre! 🙂
      Comunque forse, per educazione, si evita troppo spesso di dire le cose agli sconosciuti…
      Ciao,
      Emanuele

  6. ..cosiderato che le cose di plastica vengono smaltite dall’ambiente in un periodo di tempo che varia dai 400 ai 700 anni (in base ovviamente al tipo di plastica di cui sono fatte), direi che hai fatto + che bene… 😐
    ..bè sul diventare un’abitudine sarei un pò dubbiosa…ci terrei che rimanessi vivo ancora x bel pò di decenni! 😛

    un bacio

    p.s. cmq hai ragione: è solo maleducazione!

    • Si infatti, non vorrei diffondere l’idea del “abbassa il finestrino e fanculizza il tuo vicino!” (che come slogan vedo che andrebbe a meraviglia…), purtroppo c’è anche chi per diverbi simili reagisce in maniera indescrivibile. Tengo anch’io alla mia brutta pelle! 😛
      Ciao,
      Emanuele

  7. ahhhh…dimenticavo…quando dei ragazzi mi danno del LEI…mi fanno sentire una nonna!! :timid:

  8. Oddio, non mi piace proprio l’idea di uno o una che per far rispettare l’ambiente o altro imprecasse dalla mattina alla sera contro i vicini.
    Ce n’è di gente così ed è peggio di chi sporca.

    Io ti ho ammirato proprio perchè immagino che il tuo sfogo non faccia parte della tua routine e mi sono immedesimata pensando a quanto è salutare, talvolta, dire ciò che si pensa facendolo venire fuori dalla pancia. 👿
    Anche io tengo alla tua pelle!!! 😛
    Ciao!!!
    robi

    • Robi, beh, imprecare no sicuramente… però sarebbe bello trovare un modo civile per far notare certi errori. Nello scoutismo esiste una cosa chiamata “correzione fraterna” che è sempre in bilico tra il “volemose tutti bene” e il “guarda che ti prenderei a calci in culo” (chi è scout sa di che parlo). Però funziona, la scusa della “correzione fraterna” aiuta un po’ a poter dire cose che non sempre si direbbero in faccia ad un altro, magari un altro adulto… 🙂
      Anita, sforno slogan vincenti senza neanche rendermene conto, vedi un po’ dove sono arrivato! 🙄
      Ciao,
      Emanuele

  9. Ciao Ema, è da un bel pò che non passo di qui… 🙁
    Sono sepre impicciata in questo periodo… uff….
    COmunque volevo dirti che sono assolutamente d’accordo con te e che ahi fatto bene a dire in quel modo a quella “signora”… Lo metto tra virgolette perchè lo sarà stato di nome, ma di fatto…. mmm….
    Approfitto del mio giretto per augurare una buona Pasqua a te ed alla tua famiglia…
    A presto… 🙂

    • Tranquilla, il tempo vola per tutti! Io pure fatico a star dietro tutti i blog che seguo! 🙂
      Comunque chissà se quella signora ogni tanto ripensa a quella scena e si ricorda di cambiare stile, ogni tanto – in questi giorni – me lo son chiesto!
      Tanti auguri per una buona Pasqua anche a te ed i tuoi…
      Ciao,
      Emanuele

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