Viaggiare (con la mente).

Gli amori vanno via, ma i sogni, i sogni… no.

Fabrizio Moro – Eppure mi hai cambiato la vita

L’altro giorno andando al lavoro, sulla solita strada, osservavo un enorme prato. Da queste parti, vuoi anche per il tempo, l’erba cresce spontanea, è verde e si preoccupano semplicemente di tagliarla a dovere. Mentre guardavo mi son tornati in mente i miei colleghi (un uomo e una donna), più grandi di me, con figli piccoli che alle 18 li aspettano a casa.

Un mio collega qualche giorno fa ha avuto la recita all’asilo: qui stranamente oltre a organizzare la recita dei bambini, i genitori preparano sempre qualcosa. L’anno scorso è toccato alle mamme, quest’anno ai papà.

E io immaginavo tutti questi papà messi su un palco. Chi ha fatto il giocoliere, chi ha suonato qualcosa, chi si è vestito per rappresentare una fiaba, “Biancaneve e i sette nani”, con qualche modifica.

E poi son tornato ad osservare il prato, e pensavo ai papà che porteranno li la famiglia la domenica, con un pallone, qualche racchetta, qualcosa da sgranocchiare e magari una grande tovaglia su cui sedersi.

Mentre viaggiavo, sognavo ed era una strana gara: per quanto andassi veloce, la mente era sempre più avanti.

Emanuele

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