Quando.

Quando piove. Quando sei in auto. Quando c’è freddo. Quando piove, sei in auto e c’è freddo.

Quando tutto ciò serve solo a coccolarti. Quando il tergicristallo non puoi risparmiarlo perché le auto davanti a te alzano una nube d’acqua e tu le segui senza voler concedere loro qualche metro in più di distanza.

Quando alla radio inizia una cover di Everybody Hurts dei REM e tu, tu senti che il freddo che c’è fuori, l’acqua che schizza sul vetro che ti protegge e quella che si infrange sugli specchietti laterali per poi scappare via, come un lungo filo che descrive la tua andatura, sono li solamente per farti sorridere. Quando quella canzone ti ricorda che stai attraversando un periodo in cui ti senti in pace col mondo, che non hai discorsi in sospeso con nessuno, che potresti sorridere serenamente a chiunque incroci il tuo sguardo.

Quando la marcia inserita ti consente quel sorpasso, nonostante la strada bagnata, nonostante le luci trasformate in palline colorate dalle gocce d’acqua sul vetro. Quando te lo consente agevolmente perché i giri sono giusti, sono quelli perfetti per premere il pedale un po’ più a fondo, inserire la freccia, guardare rapidamente nello specchietto e lanciarti in corsia di sorpasso perché a te piace guidare. Ti piaceva da piccolo e continua ad entusiasmarti ogni volta che ti siedi dietro quel volante e non puoi farne a meno neanche quando tutti tendono a diminuire l’andatura.

Quando vuoi combattere il freddo esterno e giochi con quelle manopoline così pulite che ti sembra quasi un peccato toccarle. Quando il riscaldamento funziona, quando è della temperatura ideale per stare bene, chiuso in quel mondo un po’ irruento e un po’ ovattato allo stesso tempo. Quando l’aria che esce è calda e non puzza minimamente.

Quando sorpassi e quella canzone continua ad accompagnarti finché ti ritrovi immerso nella tua routine: hai appena salutato i colleghi, sei schizzato fuori dall’università e adesso stai finendo di fronte quel panificio. Solita ora, solito posto. Solite quattro frecce per indicare la sosta poco pulita. Solito sorriso della panettiera, solito “ciao” al ragazzo della cassa.

Quando pensi già alla corsa sotto l’acqua per attraversare la strada con la mano che vorrebbe proteggerti il capo in qualche modo ma sei troppo occupato a controllare che non arrivi nessuno per farlo in maniera corretta.

Quando aspetti una amica per cena e altri 3 amici subito dopo per una riunione scout.

Quando tutto questo mondo ti sembra bellissimo, tanto che credi che se durasse per sempre così, sarebbe stupendo.

Beh… quando accade tutto questo, mi sento di dire Grazie Signore, mi scappa più di un sorriso e mi sembra di vivere una magia in cui bastano piccoli particolari a rendermi contento come un bambino.

E quindi lo dico...

Emanuele

4 commenti » Scrivi un commento

  1. Che bel post 🙂 Per quanto mi riguarda con sto freddo neve o pioggia il top è un bel caminetto acceso un plaid e una persona speciale con cui accoccolarsi

    • Io non ho il caminetto a portata di mano e neanche una persona speciale… però sento ugualmente il calore di tante altre persone intorno a me ed è bello così! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  2. Bellissimo post!
    Sono finita qui per caso, mi sento di dirti che mi hai regalato un gran sorriso oggi. Sono felice di vedere che ci sono persone speciali e soprattutto grate come te! Grazie 🙂

    Valentina

    • Grazie Valentina! Di gente felice ne è pieno il mondo… solo che siamo poco abituati a notarle secondo me! In ogni caso spero lo sia anche tu e spero di rileggerti da queste parti! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

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