Se rido, se piango, c’è sempre un motivo.

Mi sono accorto che, in realtà, esiste un post che adoro. Ogni frase era piena di significati, immagini, ricordi e sensazioni che potevano esser tradotte solo da me e da chi era il destinatario della dedica.

E’ un esempio di ciò che dovrebbe essere la stesura di un libro per me… ma sono sicuro che non sarei in grado di fare una cosa simile moltiplicata per un centinaio di pagine.

Il problema forse è trovare l’ispirazione adatta.

I grandi scrittori del passato, in fin dei conti, avevano sempre qualcuno cui destinare i propri scritti.

Anche quelli odierni dedicano i loro lavori ad una persona. Padre, madre, zia, sorella, moglie, figlia…

Forse il segreto sta tutto li.

Quella prima pagina, bianca ma piena di un nome, è l’essenza di quel libro.

E’ il segreto dello scrittore che… voleva comunicar qualcosa.

In fondo, sono persone come noi, e sono sicuro che anche loro, con le parole di quel libro e tramite quella dedica specifica e precisa, volevano trasmettere un messaggio.

Nascosto probabilmente o… indecifrabile ai più.

Però… ecco cosa devo cercare prima di avventurarmi in quest’esperienza nuova ed intrigante: un motivo per cui scrivere.

Emanuele

PS: un’altra volta è successo quando scrissi un piccolo “regaloper un amico… 🙂

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