Cercando di completare il mio puzzle.

Penso che la vita di un uomo sia come un grande puzzle.

Mille pezzi, mille colori, mille forme diverse da far combaciare.

E si va avanti a tentativi, si va avanti a periodi più o meno costruttivi.

Oggi ho messo un nuovo pezzettino al mio puzzle: ho trovato nuove parole per descrivermi.

Però non sono tante come quanto feci in passato. Sono poche, molto poche… perché rispecchiano un po’ questo periodo ed il mio essere con le orecchie al vento.

Non avrei saputo dire tanto altro, ma sono felice perché trovare nuove parole da mettere nel disclaimer l’ho letto come un ulteriore gradino verso la serenità che vado tanto (e da tanto) anelando.

In questo periodo di vibrazione interiore avevo scritto:

Verrà tempo per riempire nuovamente questa pagina.

Al momento, ho bisogno di capire per bene chi sono io. Forse ci vorranno anni… ma non ho fretta.

Intanto vivo sereno, nella mia piccola vita.

– 20 Aprile 2008 8:36 p.m. –

Qualcuno ha mai avvertito la sensazione di aver completato il proprio puzzle?

Emanuele

Pubblicato da

Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

5 commenti » Scrivi un commento

  1. No e spero non succeda mai, altrimenti che gusto ci sarebbe? La curiosità è il motore di molte cose (se non tutte), se uno completasse il puzzle non ci sarebbe più nulla da scoprire..

  2. ancora no. Fino adesso il mio puzzle è sempre stato incompleto, e il più delle volte, andavo perdendo pezzi lungo la strada.
    Da un periodo a questa parte sto cercando di costruirne uno nuovo ma non è facile…. per niente facile

  3. Ben detto Kobayashi. La domanda l’ho scritta in quella maniera proprio per vedere le reazioni. Oltre alla curiosità però… io vedo i pezzettini di puzzle come “le esperienze” che la vita ci offre (che non sempre sono dettate dalla curiosità ovviamente). Un puzzle così, non potrà mai essere completo perché son sicuro che pure un anziano saprà dire di avere ancora qualcosa da imparare… anche se effettivamente il suo puzzle avrà tanti tasselli in più (che si trasformano in certi anziani in “saggezza”).
    Roberto… ma dove lo tenevi sto puzzle tu se lo perdevi in giro? 😛
    Io penso che anche le “occasioni perse” o andate male, non siano dei pezzi persi… ma dei pezzi aggiunti. Saranno quei pezzi brutti da vedere, ma fan sempre parte di ciò che siamo. No? 🙂
    Ciao,
    Emanuele

  4. Certo, fanno parte di noi e mai dobbiamo dimenticarcene, ma allo stesso tempo dobbiamo prenderne di nuovi 😆

  5. Pingback: I just want to know who I am… - …time is what you make of it…

Lascia un commento

I campi richiesti sono marcati con *.