Una Vespa fuori dal nido!

Sei a letto bello tranquillo (…) che cerchi di dormire (…) quando apri gli occhi di colpo!

“Cazzo, non ho rientrato la Vespa!”.

Così scendi da letto (ed ovviamente inciampi nel filo del telefono che cade a terra fragorosamente…) e ti affacci per controllare se sia ancora li…

Fortunatamente “non è andata via da sola”… ma, che fare?

Il letto è calduccio, tu sei in pigiama e sono le 4 di notte… 😐

Per adesso ho deciso di lasciarla fuori sperando che stanotte i ladri siano in sciopero (nonostante al TG non ne abbiano parlato…) e magari, visto che il sonno non vuol venire… ed io non voglio finire come l’altra notte, mi metto un po’ a leggere.

Ho preso in mano “La fiera delle castronerie” di Jean-Charles Jehanne (ISBN: 8835510376), così mi rilasso un po’. Si tratta di castronerie scritte nei temi di cattivi scolari degli anni ’60… (trent’anni prima di “Io speriamo che me la cavo”).

Prima di rispegnere il computer vi copio un piccolo estratto dal titolo “L’egitto al tempo dei faraoni”.

Conosciamo la storia dell’Egitto dagli scienziati che hanno scavato le mummie.

Il tempo dei fanfaroni, i vivi imbalsamavano i morti perché non si annoiassero. E’ quello che chiamavano modificazione. Gli egiziani avevano inoltre l’abitudine di ammazzare la gente per farne delle mummie.

Le mummie erano dei morti ai quali avevano tolto le interiora, ma non per questo erano morti. Erano avvolte di geroglifici e gli egiziani le infilavano nelle Piramidi.

Le Piramidi erano la tomba del faraone: si componevano di una camera mortuaria, di un ristorante sotterraneo e di un mucchio di corridoi, per ingannare gli scienziati.

Gli egiziani hanno inventato la scrittura. Scrivevano su papaveri e disegnavano le figure sulle odalische di pietra.

Immagino che abbiate capito lo stile del libro… adesso stacco le mani da questa tastiera e torno nel mio silenzio… e, se sento qualche rumore, mi fiondo alla finestra con la mia amata lupara. 😎

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive con sua moglie in una casa con un ciliegio e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

9 commenti » Scrivi un commento

  1. Essì Longinus… è veramente uno spasso. Se non fosse che non volevo copiarvi l’intero libro… ci sarebbero stati tanti altri temi degni di nota… 😆
    p1x… che vuoi farci, noi siciliani… talebani dell’italiano! (che poi lo sapevi che il siciliano, insieme ad pochi altri, è considerato lingua e non dialetto?!). 😎
    Ciao,
    Emanuele

  2. …amata lupara???ma non la userai sul serio,ammesso che tu abbia l’arma sul serio!!!noooooo,non mi sembri il tipo.sai quante volte ho dimenticato il mio gatto???FUORI AL FREDDO,AL VENTO…ALLA PIOGGIA.bello il libro, ma ogni lingua fa ridere a se se usata male pensando di parlare L’ITALIANO.vengono fuori degli errori che ti fanno sorridere l’orecchio.a me per esempio,a parte gli strafalcioni,piace inventare parole dal suono musicale,o che assomigliano a rumori.oppure la cosa più divertente è mia figlia,che ne inventa una ogni giorno.allora abbiamo deciso che per ridere spesso le scriviamo sulla lavagnetta della cucina e giù ogni ridiamo.(forse in questo modo non sbaglierà più a scrivere errori grammaticali).

  3. 😯 Mi hai preso sul serio?! Certo che NON ho alcuna lupara io!! Parlo sempre di educazione alla non-violenza e poi nascondo a casa un fucile?! 😕
    Bellissima la cosa della lavagna… mi immagino delle scene molto dolci.
    Chissà… magari un giorno anch’io… 🙄
    Ciao,
    Emanuele

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