Il libro dei capi

Il libro dei Capi Stamattina, dovendo stare attento agli elettricisti che hanno invaso casa di mia nonna… ho avuto tempo di leggere “Il libro dei Capi”. L’avevo iniziato qualche tempo fa… ma ho preferito riprenderlo da zero… e ad ora di pranzo me l’ero mangiato tutto.
E’ stata una lettura molto interessante… perchè spesso molte cose le si danno per scontate, mentre andrebbero affrontate con più attenzione. Ad esempio… una cosa sopravvalutatissima sono le votazioni per alzata di mano. Queste votazioni, che sembrano democratiche e possono far credere tutti che “ha deciso la maggioranza” sono spesso più una illusione che uno specchio della realtà. Baden Powell ci fa notare infatti che tutti i ragazzi distratti o male informati voteranno come l’amico o… come il cerchio di maggioranza. Sarebbe meglio dunque dare un fogliettino l’uno dove far votare “si” oppure “no”, in modo che la decisione diventi cosciente… e anche i distratti avranno modo di confrontarsi e valutare la scelta.Un’altro bel paragone è quello con il Codice Cavalleresco di Re Artù (e ripubblicato con Enrico VII):

  1. Mai togliersi l’armatura, salvo che per il riposo notturno.
  2. Andare in cerca di avventure, al fine di procurarsi “fama e rinomanza”.
  3. Difendere i poveri e i deboli.
  4. Portare soccorso a chiunque a buon diritto lo richiedesse.
  5. Non arrecarsi reciprocamente offesa.
  6. Combattere per la difesa e il benessere del proprio paese.
  7. Lavorare per l’onore, non per vantaggio personale.
  8. Non mancare mai ad una promessa per alcun motivo.
  9. Sacrificarsi per l’onore del proprio paese.
  10. “Piuttosto morir con onore che fuggir con ignominia”.

…queste regole fanno riferimento al senso di responsabilità di ogni persona ma non implica un addestramento militare.
Infine, ho trovato interessanti tutti i riferimenti al “senso di comunità” che alla fine spinge il ragazzo a lavorare senza sentirsi obbligato.

“Qualcuno ha detto che ciò che manca ai giovani è un ambiente. Ebbene, noi abbiamo un ambiente da proporre loro nello Scautismo e nel Guidismo, ed è quello che Dio ha messo a disposizione di tutti: l’aria aperta, la felicità, l’essere utili agli altri. Anzi, nell’atto stesso in cui si presenta tutto ciò al ragazzo, il Capo partecipa egli stesso di quella felicità e di quel senso di esser utile agli altri. Egli si scopre a fare una cosa più grande di quella che forse aveva intravisto nell’assumere il suo lavoro: scopre infatti di stare prestando agli uomini e a Dio un servizio che è degno di una vita”.

Sir Robert Stephenson Smyth Lord Baden-Powell

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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