Il terzo mondo, dietro casa.

…buon pomeriggio a tutti! 🙂 Sono le 5… mi sono appena risvegliato, dopo un bel pranzo… pisolino sul divano.

Il tempo fuori sembra essersi aggiustato così bene che mi sento quasi in estate… che cavolo.

Oggi, è stata una esperienza unica li. Chissà quante altre, come queste, ne vivrò.

Ho visto, la povertà, venire, ordinatamente, a turno, verso di me. Dovevo distribuire, insieme ad altri 2 volontari, i sacchi che abbiamo preparato per il banco alimentare.

Basta una foto e la carta d’identità, e sei schedato. Un numero, un povero in più. Ne sono arrivati una 50 di nuovi qui… le schede adesso sono circa 400. 400 poveri, ma solo del quartiere di Santa Chiara… quelli fuori zona, devono andare altrove.

400 persone VERAMENTE povere. Ho visto un paio di persone, tornare indietro perchè dovevano cercare un euro, quell’euro che ti permette di ricevere quel sacchetto di spesa.

3 kg di pasta, 1 litro di latte, 1 kg di riso, 3 scatolette di carne, 1 mortadella, 1 pacco di biscotti.

Tutto questo, per un mese. Purtroppo non ci sono i soldi per poter aiutarli più di tanto. Tutte le persone viste oggi… le rivedrò soltanto tra un mese.

Non importa se sei nuovo oppure no. Oggi, io li, ero spuntato come un fungo, per la prima volta. La gente però ti ringraziava come il volontario più anziano. Ti ascoltava allo stesso modo… e, ti stringeva la mano…

“Grazie, grazie veramente…”. Come l’aria di montagna fa aprire i polmoni… così aiutare i più poveri, ti fa aprire il cuore…

Quante signore, arrivate li, iniziano a raccontarti anche i loro problemi… ho sentito veramente di tutto oggi. Famiglie distrutte: una signora raccontava di suo suocero, che s’è buttato dal quinto piano… sapeva dirlo senza sofferenza. Perchè è quella la gente veramente forte. “Mia figlia, …se l’è presa il signore…”. La moglie di questo signore, praticamente… era morta di cancro. Riusciva a raccontarti le sue disgrazie, con tanto animo, con una rassegnazione tale, che la costringeva solamente a pensare di andare avanti. Doveva portare avanti i bambini di sua figlia…

Quando si è poveri, non si ha paura di chiedere. Chiedere, chiedere. Quaderni, penne, ma anche un giocattolo vecchio, una felpa, o uno zaino per la spesa… o un cappellino. Ho visto gente chiedere di tutto.

Questa gente… mi faceva venire i brividi oggi, mi faceva capire di quanto io, e le persona con le quali sto, siano ricche.

Quel signore che è tornato dopo 2 ore… solo perchè doveva trovare 1 euro… In questo mondo, così sempre più “moderno”… esiste gente che ancora, non ha neanche 1 euro per vivere.

E non abito in Africa.

Così… la mia giornata oggi è passata quasi esclusivamente li, al banco alimentare… a preparare sacchetti e aspettare la gente che… non ho mai visto così rispettosa.

Non si accalcavano, come negli uffici postali… o nelle banche. La gente, se vedeva una persona, aspettava giù… 15 gradini più giù!!

Mi stupivano… si, certo, qualche risata me la facevano anche fare… con il loro italiano… così, paurosamente, sgrammaticato. I verbi… coniugati secondo una lingua strettamente personale… ma, con una voglia per alcuni, enorme, di riuscire ad esprimersi correttamente…

Sono queste le situazioni… nelle quali, io vivo bene. Riesco (e me ne rendo sempre conto alla fine) a dare il massimo che posso. Anche se si suda, anche se la stanchezza si fa sentire… sembra che il cuore inizi a funzionare anche da bicipite prima, da tricipite poi, e così via… per tutti i muscoli del corpo.

I muscoli si stancano… ma c’è una voglia di dare, che nasce dentro di me, che non mi farebbe fermare più. Non avrei pranzato oggi, se mi avessero detto di rimanere li… o se, mi avessero chiesto di aiutare qualcuno in particolare. Lo so, perchè lo sentivo dentro… mi rendevo conto di quel che sentivo.

Domani, sarò di nuovo a Santa Chiara, il banco alimentare è una volta a settimana… chissà cosa mi toccherà fare. Spero tanto di trovarmi di nuovo a contatto con quella gente, …con la gente che fa respirare il mio cuore… spero tanto di potermi stancare per loro.

Domani dovrebbero darmi le chiavi dove conservare la mia bicicletta autonomamente… visto che oggi stavo rischiando di non poterla prendere più.

Spero che siano 10 mesi così… stancanti, ma, per gente che merita la mia fatica.

…ciao…

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

3 commenti » Scrivi un commento

  1. Di gente come te ce ne vorrebbero a miliardi, il mondo di sicuro sarebbe piu vivibile e meno aspro. Sei un angelo sceso dal cielo, ti ammiro in silenzio…. Non ti stanchi mai, non neghi mai un tuo sorriso a chi ne ha bisogno e anche se sembrera’ banale, un sorriso delle volte guarisce piu’ di mille belle parole. TVB…Resta cosi’ come sei.

  2. Grazie per le belle parole… veramente… anonimo visitatore del mio diario. Da quel che mi hai scritto… presumo che anche tu, la pensi come me… mi fa piacere di non essere dunque l’unico angelo presente sulla terra. 🙂 Ciao…

  3. Pingback: …time is what you make of it… » Archivio del blog » Promessopoli

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