Il web era open, indipendente ma interconnesso.

Ricordate come funzionava il web? Ricordate come si pensava dovesse andare?

Nei primi giorni del web, ognuno di noi pubblicava sul proprio sito web. Se non si era soddisfatti dal proprio web host, o se chiudeva, si potevano spostare i file e il nome del dominio altrove e nulla si rompeva.

Oggi, la maggior parte dei nostri scritti finisce in un piccolo numero di social network centralizzati, dove non è possibile spostare i propri contenuti, sono pieni di notizie false e pubblicità, e se uno di questi siti fallisce, i vostri contenuti scompaiono da internet. Troppi siti sono andati via portandosi via le nostre foto e i nostri post.

Io voglio incoraggiare di più la scrittura indipendente.

Con queste premesse Mantoon Reece propone su Kickstarter il suo progetto di Microblog, una piattaforma di cross-posting che permette di partecipare alla vita sui social-network senza abbandonare il proprio blog.

Personalmente credo che mantenere un blog indipendente sia anche una forma di tutela verso l’internet che i nostri figli navigheranno [1]. Se l’esigenza di luoghi autonomi scompare, l’incentivo a sviluppare nuove piattaforme non verrà e sempre di più il web si trasformerà in tre-quattro grandi contenitori, gestiti da privati, che hanno pieno potere sulle nostre informazioni.

Emanuele

[1] Il web è un’onda e noi i surfisti.

2 commenti » Scrivi un commento

  1. Pienamente d’accordo su tutto, ma il progetto in questione sinceramente non l’ho proprio capito

    Un social network basato sui feed RSS provenienti da blog esterni? Non si può già fare anche semplicemente su FB e qualche plugin per il proprio CMS? E WordPress.com (o anche Medium suppongo) non è già una piattaforma che permette di fare quanto si prefigge questo progetto?

    E devo dire che personalmente, essendomi quasi disconnesso totalmente dal web da ormai diversi annetti (diciamo ormai mi limito alla lettura delle mie sottoscrizioni in InoReader, mail, qualche ricerca mirata, e tutto il resto della mia “socialità” passa attraverso la community di Steam) e non partecipando più a tutto quello che vi ruota attorno, sono anche abbastanza ignorante su tutte le novità e chissà quali altri mille servizi esisteranno

    probabilmente c’è qualche pezzo del puzzle che mi manca immagino

    • Ciao Emanuele, sembra che quel progetto punti alla semplicità delle timeline tipiche dei social e, contemporaneamente, all’indipendenza tipica dei CMS installati sul proprio hosting. In pratica vuol prendere il meglio dei due. Lo sviluppatore – non sono le sue parole ma una mia lettura – sta cercando di proporre una via alternativa perché reputa i CMS attuali troppo *grossi* per l’utente comune che vuole solo un riquadro in cui scrivere e una lista da scorrere da leggere. Il “microblog” dovrebbe far questo. Medium e WordPress.com sono piattaforme su cui scrivere, ma non del tutto comode per portar via i dati (specie la prima). Il suo microblog è totalmente basato su strumenti open (RSS e dunque XML) per cui dovrebbe essere semplice un giorno, riadattare i dati altrove.
      Neanch’io ho un account Facebook, non sono fuori dai social anche se ne faccio un uso ben ponderato (ad esempio, su Twitter, seguo solo 57 persone: mi sembra assurdo far salire le fonti a dismisura se poi diventano solo rumore che non puoi seguire).
      Ciao,
      Emanuele

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