Booking può fare di più?

Quest’anno ho provato ad usare Booking per lavoro più assiduamente. Ho la fortuna, per policy aziendale, di non dover dipendere da imposizioni dall’alto per quanto riguarda la scelta delle strutture e così ho potuto girare vari alberghi (talvolta cambiavo anche quando tornavo nella stessa location). Reputo il servizio molto comodo, l’app sull’iPhone è sufficientemente usabile ed effettivamente si risparmia un 10-15% rispetto alle prenotazioni classiche (telefonata, sito web, agenzia dell’ufficio). Ovviamente però quel risparmio l’azienda non te lo girerà in alcun modo.

Da questa conclusione, mi sono iniziato a domandare perché un utente business debba continuare ad usare il servizio. Booking infatti non prevede privilegi particolari, si diventa utenti Genius dopo appena 5 prenotazioni tramite il sito. Io sono quasi venti volte tanto e secondo i loro rank sono Travel Guru di svariate città. [1]

Spese Booking 2016

Nella cifra non sono presenti alcuni pernottamenti non prenotati personalmente ma siamo a quasi 5000€ in un anno (e quest’anno l’unico viaggio estero per lavoro è stata la Svizzera, gli altri anni le cifre erano ben diverse). Credo che siano valori che a Booking possano iniziare a dare margini per offrire di più.

Anni fa utilizzavo un paio di siti che offrivano 1 notte gratis ogni 10 notti prenotate. Non so se sia sostenibile una proposta simile, ma certamente il drink di benvenuto riservato ai Genius così come il check-out tardivo non mi sembrano nulla di utile: del primo non ho mai usufruito, mentre per il secondo, quando son via per lavoro, lasciare la camera a mezzogiorno è un miraggio. A ben pensarci, è qualcosa di cui non ho usufruito neanche in vacanza.

Non so se nel 2017 Booking abbia in mente di evolversi in qualcos’altro. Senza grossi ragionamenti, credo che ad esempio potrebbe essere carino offrire oltre certe soglie di spesa anche il taxi per la cena (Uber?) o veri e propri sconti per esperienze diverse: “Sei nel Lazio? Devi assaggiare per forza la matriciana! Sei a Siena? Eccoti un buono per una fiorentina!“. Un utente business (che solitamente ha tutto rimborsato) potrebbe essere incentivato a raggiungere certe soglie per godere di privilegi durante le vacanze.

Nel 2013, quando andavo in Cina per lavoro, ho viaggiato il più possibile Lufthansa. Per l’azienda la scelta della compagnia era indifferente ma, oltre a diventare Frequent Traveller (comodissimo) per me è stato un vantaggio guadagnare punti da spendere nel loro store.

Credo che l’attaccamento ad un servizio dipenda tanto dall’esperienza e, certamente, espandersi comporta impegno. Di app per alberghi ne è pieno il web, così come di applicazioni per decidere dove cenare. Penso che Booking abbia superato abbondantemente il tempo in cui era una operazione a rischio, una startup con un mercato tutto da scoprire. E’ tempo di maturità ed è ora di mostrarla.

Emanuele

[1] Nel corso dell’anno hanno inserito la gamification per fidelizzare gli utenti, ma – personalmente – non la vedo come una grande motivazione. Esiste anche “Booking Business” che mi è stato proposto più volte ma non ha funzioni che possono essermi utili: sembra più che altro un portale per il manager o datore di lavoro che deve gestire le prenotazioni dei suoi dipendenti.

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