Io non ci sto.

Abbiate la pazienza di ascoltare questo video. Abbiate la voglia di farlo vedere in giro. Abbiate l’interesse di alzare la voce contro chi professa soluzioni a discapito di chi, per volere di Dio, è portato a condurre una vita diversa.

Avrei da parlarvi per ore di questi argomenti, forse un giorno lo farò.

Emanuele

(via: Metilparaben)

7 commenti » Scrivi un commento

  1. Faccio solo piccola riflessione ben lontana dall’avere un tono polemico: non riesco a comprendere il significato dell’inciso “per volere di Dio”…e’ una delle cose che meno comprendo della religione cattolica 😮

    • I disabili sono persone che sanno mostrare un lato della vita totalmente diverso. Dal punto di vista fisico probabilmente avranno delle “diversità” rispetto i canoni naturali dell’evoluzione ma, se si riesce a guardare oltre la mera carne, ci si accorge di quanto queste persone sappiano arricchire la vita di chi sta loro intorno. Chi ha la fortuna di averle accanto se ne accorge e non si tratta mai di ricchezza materiale, quanto di ricchezza spirituale. L’uomo spesso tende a non riconoscere quest’aspetto e così considera quelle persone disagiate… “handicappate”. Il volere di Dio sta in questo. Sta nel progetto che ha su di loro. Sta nella possibilità che offre all’uomo, attraverso loro, di vedere la Croce di Dio. Il “volere di Dio” non è da intendersi in maniera negativa, quanto come apertura verso una visione della vita un po’ più ampia di quella cui siamo portati a immaginare. E’ un discorso molto lungo… se vuoi continuo, però per sommi capi è questo il senso.
      Ciao,
      Emanuele
      PS: figurati se vedo polemica, fa piacere discutere…! 🙂

  2. Per conto mio mi sembra una delle tante assurde giustificazioni che vengono date riguardo a casi ed eventi moralmente del tutto ingiusti…perche’ non sono persone malvagie ad essere “punite” (o seguendo quel ragionamento “premiate” di una sorta di illuminazione spirituale)? perche’ spesso si tratta di gente normale che non puo’ permettersi le costose attrezzature che chi invece ha la “fortuna” di poter usare puo’ vivere una vita decisamente migliore, spesso fregandosene del fatto che ci sono altri nella stessa situazione che vivono da cani? e tu dirai qualcosa del tipo che l’uomo e’ cattivo e non segue gli insegnamenti di Dio…mah, e’ vero che se tutti fossero buoni e altruisti le cose andrebbero meglio, ma gli handicappati sarebbero comunque handicappati e per quanto aiutati e (apparentemente) sereni credo proprio che sarebbe lo stesso una cosa del tutto ingiusta :worry:

  3. Non si tratta né di premiazione né di punizione. Sono persone capaci di dare “altro”. Quell’altro che spesso si sottovaluta o che non viene preso in considerazione proprio perché non si vive a contatto con questa “diversità”. Ricordati sempre che qualsiasi esperienza/situazione/persona diversa da te ti arricchisce in qualche modo proprio perché ti da modo di viverne il confronto. Non c’è punizione ed è l’uomo a farla diventare tale proprio perché – tendenzialmente – si preoccupa di guardare solo secondo certi canoni: aspetto esteriore, possibilità di sviluppo future, capacità nella società…
    Chi ti dice che siano questi gli aspetti principi di una vita vissuta con pienezza? L’attenzione alle piccole cose, la possibilità di apprezzare i piccoli traguardi, l’impegno nel superare le piccole difficoltà sono aspetti altrettanto validi (non dico migliori, non esiste una sola via, ma sicuramente altrettanto validi).
    Riguardo l’aspetto economico concordo con te ma Dio non c’entra nulla: la società potrebbe impegnarsi, se solo si accorgesse della ricchezza che portano, nel rendere la vita di queste persone un po’ più semplice considerate le tante barriere cui sono già costrette.
    Ciao,
    Emanuele

  4. Sono d’accordissimo con quel che dici ma non c’entra nulla con quello che sto dicendo: secondo me la condizione di un disabile e’ un’ingiustizia, per cui se fosse un Dio ad imporla, a prescindere dalla motivazione, non potrei che biasimarlo per questo…tutta qui la questione 😉

    • Non posso darti una risposta a questo… umanamente, sicuramente, non è una condizione desiderabile. Posso risponderti che amo affidarmi quando c’è qualcosa cui non so rispondere: non mi piace pensare che la mia mente debba saper dare tutte le risposte. Ci son cose che prescindono un po’ da noi… e l’aver Fede mi da la possibilità di credere che esisterà un motivo “giusto” per cui certe cose accadono. Altrimenti non dovresti giustificarti neanche le guerre, le malattie, la povertà, gli aspetti negativi dell’uomo e così via.
      Ciao,
      Emanuele

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