Umuntu ngumuntu ngabantu.

In questi giorni, parlando di cultura organizzativa, learning organization e quant’altro, riflettevamo sul fatto che la conoscenza di un individuo è frutto degli stimoli ricevuti dall’esterno.

Noi siamo, un po’, ciò che abbiamo ricevuto. E’ una visione a livello antropologico molto suggestiva in quanto dipendiamo dagli altri molto più di quanto tendiamo a credere. Il mondo intorno a noi, non è filtrato semplicemente dalle nostre capacità cognitive ma anche da un paio d’occhiali forniti dall’ambiente in cui abbiamo vissuto.

Questa discussione, durante la lezione, mi ha fatto tornare in mente la parola Ubuntu e il suo significato più remoto: “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”.

Proprio oggi, Ubuntu (e la sua comunità) festeggia e annuncia il rilascio dell’ultima versione del suo sistema operativo: Karmic Koala.

Perché non provate a dargli una possibilità? Se al computer non giocate, credetemi che non ci sarà cosa che non possiate fare.

Io quando non uso il mio MacBook uso sempre Ubuntu per qualsiasi cosa: guardare un film o la tv, navigare, programmare, chattare, usare skype, scaricare, ascoltare musica…

Dategli un’occhiata e ricordate che, a differenza di Windows Seven, Ubuntu è gratis in pieno rispetto della sua filosofia e… non ha virus. 🙂

Emanuele

8 commenti » Scrivi un commento

  1. No Per niente convinto :O ma si mangia questo ubuntu? asdadsadds

    Credimi io non capisco come possa la gente usare WINDOWS dammi 60 minuti due pc un router e una tv che fa da monitor e ti creo un mediacenter con i fiocchi :O

  2. Se tu continui a paragonare il kernel linux a quello unix scendo di casa e ti buco le ruote della bici -_-

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