Quadratura di un cerchio.

Nodo in ariaQualche settimana fa una mia amica mi ha detto di star dipingendo un quadro.

Sta cercando, attraverso il dipinto, di chiudere una storia.

E’ una cosa che, insieme ad una frase di cui parlo dopo, mi ha colpito molto.

Mi ha colpito la necessità di associare un simbolo ad un evento che attualmente non può che reputare negativo.

Personalmente, vivo certe cose diversamente. C’è una frase di un bel film che sto tenendo stretta dentro me in questo periodo e che vale tantissimo.

Credo che occuparsi di chiudere una storia sia un modo per non chiuderla mai del tutto. Purtroppo non c’è stato tempo per approfondire il discorso, ma devo dire che questa sua scelta mi ha stupito ed incuriosito particolarmente.

Mi ha stupito anche perché lei non è più sola e così, era strano vederla impegnata in qualcosa che la lega al passato.

Il quadro ancora non l’ho visto, ma come nell’immagine in alto, dovrebbe esserci un nodo con una frase sotto.

La frase, è ancora più bella e per certi versi particolare.

E’ tratta da una poesia di Franco Arminio (che non conosco ed ho scoperto solo adesso…), che recita così:

Un giorno ti stancherai di mancarmi.

Quando ho sentito questa frase, ho ripensato in un millisecondo a miliardi di cose.

E’ una frase che nasconde un mondo e lascia sottintendere un amore enorme.

E’ come se questa persona, continuasse a vivere in lei, e lei… non desideri altro che dimenticarla e voltare pagina.

Struggente. Parla – contemporaneamente – a se stessa e ad un altro.

Siamo tutti così legati al passato… siamo per certi versi, come tanti corde sfilacciate legate a decine di altri nodi… e quando qualcuno di essi si snoda, rimane il filino che pende, che non può comunque tornare ad essere più parte sana della corda.

Sono curioso di vedere l’opera completa. Sono anche curioso di conoscere le sensazioni nate dipingendo.

Intanto volevo salvare qui questa frase così ambivalente e magari conoscere come fate voi a metter la parola Fine per qualcosa.

A lei ovviamente, non posso che augurare di far quadrare (e chiudere) il suo cerchio. 🙂

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

2 commenti » Scrivi un commento

  1. Secondo me, se un qualcosa/qualcuno è stato per te così importante da renderti difficile chiudere definitivamente, è praticamente impossibile riuscirci al 100%. Rimarranno sempre dentro di te strascichi delle esperienze con cui non vuoi avere più a che fare, che possono variare a seconda del tipo di esperienza che hai avuto, in che modo l’ hai affrontata e cosa ti aspettavi.

    Inoltre, se per un periodo della tua vita hai ritenuto sempre questo qualcuno/qualcosa importante, non è nemmeno giusto tentare di rimuoverlo per sempre: è stato parte di te, della tua vita, e nonostante possa esser diventato motivo di sofferenza, va sempre ricordato.

    Per alleviare la sofferenza, credo che solo il tempo possa aiutare a far scemare questi ricordi, perchè tendiamo ad accantonare le cose solo quando viviamo nuove emozioni e nuove sensazioni, che possono arrivare magari non subito, ma, appunto, col tempo.

  2. Su questo sono pienamente d’accordo. Impossibile pretendere di dimenticare qualcuno… non siamo robot, non abbiamo una memoria formattabile da azzerare a piacimento.
    Però penso che bisogna anche saper “chiudere dei capitoli”. Perché un libro non diviso in capitoli inizia ad essere confusionario quando è troppo grande.
    E la nostra vita lo è, e dobbiamo saperne chiudere i capitoli. Questo non significa dimenticarli, non sto dicendo di strappar via le pagine e bruciarle. Rimane tutto scritto li, nel profondo del nostro cuore, ma è necessario trovare anche una nuova pagina da riempire.
    Se però, mentre si sta scrivendo una nuova pagina, si continua ad aggiungere qualche parola al capitolo vecchio, secondo me si fa confusione. Il capitolo nuovo non viene come dovrebbe e quello vecchio rimane in perenne attesa di una chiusura.
    E’ per questo che quella frase di Forrest Gump mi piace tanto.
    Infine, ci sono anche altre cose che avrei da dire… ma forse è meglio parlarne tra qualche tempo…
    Ciao,
    Emanuele
    PS: mi fa piacere vederti sempre interessato e coinvolto in questi argomenti, davvero. 🙂

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