Ma porca booth-ana.

Ho il cervello che mi funziona in binario.

Carry, XOR, multiplexer, half e full-adder mi han fatto compagnia l’intero pomeriggio. 😐

Però… c’è anche lui, c’è un uomo che un pomeriggio del 1951 non aveva nulla da fare. E così, totalmente annoiato, ha inventato l’algoritmo di booth.

Ora… ditemi voi, innanzitutto perché ancora, dopo anni che esiste Wikipedia, nessun italiano ha voluto darne una spiegazione dettagliata li.

Spiegatemi inoltre perché esistano decine di varianti sul web.

C’è chi sposta i valori verso destra e chi verso sinistra. C’è chi usa un certo numero di locazioni di memoria, e chi altre.

Ad un certo punto – sconsolato – me ne sono andato.

Vabbè che la biblioteca avrebbe chiuso dopo mezz’ora… ma, dannazione, adesso ce l’ho con lui. Decisamente.

Anche perché passerò la serata cercando di scoprire chi dei tanti intellettualodi del web ha saputo spiegare meglio questo dannato algoritmo per… effettuare moltiplicazioni! 😐

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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