Ho segnato due gol.

Si, me lo scrivo perché a calcio – con il fatto che non mi piace – non ci gioco mai.

Magari rimangono gli ultimi due gol per molto tempo… oppure chissà.

Ultimamente ho fatto un paio di partite e mi sono divertito. Però mi son divertito soprattutto perché adoro scherzare… e così vivo quei 60 minuti come un gioco. Un momento in cui divertirsi e basta.

Ah, ho anche preso una bella botta ad una gamba ed ho il muscolo dolorante…

Vado a farmi abbracciare dal calore delle coperte,

Emanuele

PS: e se vi state chiedendo “che sport segui?”, la risposta è: la Formula 1. Sento che dentro ho l’animo del pilota solo che mi viene difficile dimostrarlo… 😐

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

8 commenti » Scrivi un commento

  1. 😀
    Dimmi in che campo giochi e ti dirò che palermitano sei!
    Mi ricordo che quando da ragazzo giocavo con i miei amici, spesso si finiva per andare in circoli diciamo fuori mano per risparmiare qualche lira, a scapito di spogliatoi fatiscenti e servizi igienici quasi sempre inutilizzabili…
    E tu in quale posto sei stato?:eeeh:
    Piuttosto, ricordo male oppure avevi scritto che avevi problemi a casa?
    tutto risolto?
    Spero bene, dai!
    A presto, un palermitano emigrato.

  2. Complimenti con i due gol, io invece ho chiuso col calcio ogni fine partita avevo qualcosa di contuso :/

  3. Ai tempi, non lontanissimi dei campi estivi con l’oratorio … la sottoscritta era sempre l’ultima ad essere scelta (per ovvi motivi), veniva mandata in porta e spesso e volentieri si divertiva a parare tutto il possibile, con somma gioia di quelli che se l’erano “trovata forzatamente” in squadra e con la sorpresa di quelli che l’avevano scartata 😎

  4. Alberto, la prima partita l’abbiamo fatta nei campi dentro l’USL… ieri al Gonzaga. Che palermitano sono? 😛
    Riguardo all’altra domanda… si va avanti. Come ho scritto nel post, cerco di non lasciarmi abbattere e tento di risanare, con le mie forze e per quel che posso, le “ferite”.
    Grazie dell’interessamento comunque… e… dove sei emigrato tu? 🙂
    Zobbi, fa parte del gioco! 😛
    Daniela… alla faccia! 😀 Io in porta però mi sento spaesato… preferisco stare in campo. Poi sono magro e di fiato ne ho da vendere, posso correre avanti e indietro senza problemi! :eeeh:
    Ciao,
    Emanuele

  5. Ti sei dimenticato di dire che il secondo gol che hai fatto è stato spettacolare. Rientro sul sinistro e sassata dalla distanza. Bravo Manu! 😉

  6. 😀
    che domande, ovviamente un fighetto!
    Da sempre mi hanno inculcato l’idea che chi andava al Gonzaga era ho un figlio di papà, oppure uno con i soldi…
    Ovviamente non appertenevo a nessuna delle due categorie 😥
    Luoghi comuni Emanuele, luoghi comuni…
    Però mi ricordo di quelle partite al limite della “violenza”, disputate scavalcando abusivamente le recinzioni dell’Alberigo Gentile proprio di fronte al Gonzaga, partite che 9 volte su 10 finivano a discussioni e poi si tornava a casa contusi che sembravamo usciti dalla guerra! 😀
    Che tempi però, si litigava, si discuteva, ma era tutto genuino.
    Poi puntualmente arrivava il cazziatone del papà che chissà come veniva a sapere della nostra bravata…
    Dopo anni ho scoperto che il meccanico che lavorava di fronte alla scuola era un suo amico, riposasse in pace la buonanima che non c’è più…
    Emanuele, se mi manca una cosa della mia città natale è la genuinità e la spontaneità della gente, che spesso esce fuori dalle righe, ma tante volte ti fa sentire umano.(ovviamente oltre alla panelle, cazzilli,etc… )
    Giù al Nord, per citare il Mito Albanese, sono un pò diversi, forse più gelidi, ma non meno calorosi, a modo loro.
    Ma un palermitano lo riconosci anche dopo quasi 8 anni che stai fuori da casa tua, anche se ti trovi a Bolzano!
    😀
    Poi qui in Lombardia, c’è una folta schiera di siciliani che ti fanno sentire meno la Siciliaudage.
    A presto, Alberto. (perdonami, sono logorroico lo so…)

  7. io invece non gioco da troppo tempo.
    e mi manca da morire.

    quando vivevo ancora al paesello era di rito la partitella pomeridiana.
    si arrivava almeno a due-tre partite a settimana.

    e quelle estive giocate alle due di notte erano il top del top.

    sono triste 🙁

  8. Ti devo dire che a forza di stare in porta … mi sono “affezionata” di quel ruolo. 😆
    Anche perchè da altre parti non mi mettevano, visto che puntualmente arriva quello nuovo di turno che mi guardava in faccia e diceva: “ma sei una ragazza, se giochi in mezzo al campo ci massacri le caviglie .. vai in porta che li fai meno danni (della serie, tanto non ti arriverà nemmeno un pallone perchè li fermeremo tutti noi prima prima che tu possa far qualche danno)”. La cosa bella era che poi si doveva sempre ricredere.
    Ma quando potevo cercavo cercavo anche di giocare in mezzo al campo, in effetti stare in porta stufa un po’! :joy:
    Il mio don (juventino) alle volte quando giocavamo (giocava anche lui) diceva: “io ti proporrei alla Juve” al posto di Del Piero.” 😀 E in realtà mi volevano segnalare alla squadra femminile del Toro, ma poi non se n’è più fatto nulla.
    Diciamo che il calcio è stata una passione che ho coltivato per i fatti miei (con la gioia del mio cuginetto che aveva qualcuno con cui giocare) in mezzo anni di pallavolo e basket 😉

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