Amore e Santità.

De Mello - Chiamati all'amoreHo finito di leggere il libro… è stata una bellissima scoperta. L’avevo visto, per caso, sulla scrivania di mia sorella… chissà perchè Dio ha voluto che lo trovassi.
So che le cose non vanno tenute per sè e così… ho già deciso che lo presterò. Può solo far crescere, anche se… non so se sia un libro per “tutti”. Va letto con calma. Ogni tanto mi capitava di fermarmi a riflettere… non è una storia. Parla, magicamente, di se stessi.

Va anche “preso con le pinze” per certi versi… perchè ti porta ad un livello di estraneazione dal mondo che ci circonda che… può diventare pericoloso. Bisogna valutarlo con oggettività, senza lasciarsi prendere da fanatismi stupidi… non dobbiamo diventare eremiti.

Concludo con un passo dell’ultimo capitolo che… mi è piaciuto molto.

Tu conquisti realmente l’amore degli altri non con le pratiche che puoi esercitare ma con la realtà di te stesso come persona. E a questo non si arriva mai attraverso sforzi o tecniche.

E così è per la Spiritualità e la Santità: non è ciò che fai che te la porta: esse non sono un soprammobile che uno può acquistare o un premio che uno può meritarsi. Ciò che interessa è ciò che tu sei, ciò che sei in grado di diventare.

Tratto da: “Chiamati all’amore” di Anthony de Mello.

Se avete tempo, vi invito a leggerlo, non potrà che arricchirvi… e se non dovesse piacervi, per lo meno, avrete scoperto il pensiero di un gesuita indiano vissuto nella metà del secolo scorso.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

3 commenti » Scrivi un commento

  1. Emanuele,
    altra coincidenza, anch’io ho letto qualcosa di De Mello. Più precisamente ho letto “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, che mi è stato regalato dicendomi che la devo smettere di sentirmi un pollo (bene, almeno c’è qualcuno che pensa che io sia un’aquila…). E’ ricco di spunti interessanti, tipo quelli che hai riportato anche in altre occasioni, ma ho trovato che, in fondo, ci sia come un messaggio di esortazione ad adottare atteggiamenti un po’ egoistici. Lo so anch’io che a essere egoisti si vive meglio, solo bisogna riuscire poi a perdonare se stessi. Non c’è come dare un alibi per un comportamento selfish a chi ha qualche remora ad adottarlo, per mettergli la coscienza a posto… lo credo che De Mello ha fatto tanti proseliti.
    Se poi ti interessa sapere cosa ne pensa il Papa, così Egli concludeva una nota in merito agli scritti di De Mello quando era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede: “Al fine pertanto di tutelare il bene dei fedeli, questa Congregazione ritiene necessario dichiarare che le posizioni suesposte sono incompatibili con la fede cattolica e possono causare gravi danni.” (leggi qui).
    Ora, non voglio dire che Ratzinger abbia ragione e non vorrei nemmeno dare l’impressione che la mia idea derivi dalla posizione ufficiale della Chiesa, non sono certo io un bacchettone bigotto. Te l’ho riportata giusto per informazione e come spunto di riflessione… mi sembri un tipo molto riflessivo e di fede: non vorrei che mi diventassi ‘demelliano’ come ogni tanto ora si comporta chi mi ha regalato il libro. Ma già lo sai: anche tu infatti dici che per certi versi va preso con le pinze.
    Non voglio nemmeno scatenare un dibattito sulle posizioni ufficiali della Chiesa su tanti temi d’attualità e sulla opportunità o meno che la Chiesa prenda posizioni ufficiali…
    Ciao,
    Eurialo

  2. Hai proprio ragione eurial, se non sbaglio non c’entra neanche Ratzinger con la posizione della Chiesa (espressa nel 98 ). La cosa più simpatica è che quel documento è allegato anche ad alcuni suoi libri “per precauzione”.
    Dunque c’hai visto proprio bene quando dicevo che va preso con le pinze… mi riferivo proprio a questo foglietto. De Mello è un grande uomo carismatico ma è ovvio che non esista la formula magica per vivere bene. Per questo tutto va calibrato, tutto va dosato in base alla propria vita, al proprio carattere, all’ambiente in cui si vive.
    Non dobbiamo diventare eremiti… l’ho scritto sopra e lo ripeto qui.
    Riguardo l’egoismo… beh, dipende anche come si legge il libro. C’è dell’egoismo probabilmente… ma c’è anche tanto Amore con la A maiuscola. Amore che non richiede nulla in cambio, Amore che vive di se.
    E’ questo l’insegnamento che ho voluto prendere… e per i più sensibili, sono sicuro che un pizzico in più di egoismo nella vita non farà male. Sono scemo io che… a quello dell’incidente, davanti a tutti, dicevo “non l’ha fatto apposta…” per non farlo sentire in colpa. Ma questa è un’altra storia…
    Ciao,
    Emanuele

  3. E’ un peccato che non siano tutti riflessivi come te…

    p.s.= era proprio Ratzinger uno dei due firmatari della Notifica, approvata poi dal Papa di allora, Giovanni Paolo II

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