Il pronto (?!) soccorso a Palermo

Stamattina mia madre è scivolata, fortunatamente nulla di grave ma ha comunque deciso di andare al pronto soccorso per alcune radiografie considerato il dolore ed il gonfiore.

Bene… questa scelta si è tradotta in 5 ore (e non è una metafora, 5 lunghissime ore!) di attesa in cui abbiamo visto di tutto ed 1 ora e 50 di assistenza.
Innanzitutto la mancanza di un’accoglienza è a dir poco SCANDALOSA. Il turno andava preso chiedendo “chi è l’ultimo?” (alle Poste ormai ci si trova meglio con il turno numerato…). Esistevano 4 codici d’urgenza ma… chi li stabiliva?! Non c’era un misero assistente, infermiere, medico, guardia giurata e chi più ne ha più ne metta… nessuno in toto. Dovevi chiedere informazioni agli altri sfortunati.

Tanti bei cartelli descrivevano i vari codici ma, come diagnosticare la gravità? Ci si improvvisava medici? Mi coloravo la faccia di rosso o di verde in base alle mie sensazioni?

Così, ci si affidava al buon senso delle persone che facevano passare prima chi piangeva o aveva la febbre, chi stava per avere “visibilmente” un ictus o chi si dimenava su una barella. Nessuno però si occupava di gestire il traffico.

Il tutto ha sfiorato realmente il tipo di organizzazzione di un ospedale del terzo mondo.

Vorrei far qualcosa, ma non so cosa. Mi viene in mente solo Striscia la notizia e qualche giornale locale. Cos’altro si può fare concretamente?

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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