Prospettive.

Sono tornato al mare. All’inizio del mese con un Dufour 44 siamo andati da Cagliari verso l’isola di Serpentara. Il vento sardo non è stato dei migliori (ci siamo divertiti a veleggiare solo il primo giorno) ma in compenso il mare e il meteo mi hanno regalato un ultimo tuffo in un’acqua meravigliosa.

Mentre navigavo mi son reso conto che i luoghi in cui viviamo rendono molto difficile comprendere quanto siamo piccoli rispetto alla natura. Nelle nostre case, ma anche nelle nostre città, tutto è vicino, raggiungibile, comprensibilmente proporzionato alle nostre fattezze.

Il mare ti catapulta in un panorama sconfinato. Da una barca puoi osservare l’orizzonte rivolgendo lo sguardo verso tutti i punti cardinali e quando ti ritrovi trasportato da quella massa infinita, con lo scafo che sale e scende sospinto e sorretto da un mantello che lentamente si agita e ti ricorda di esser vivo, comprendi di essere poco di più di uno dei tanti granelli di sabbia che popolano il nostro pianeta.

Il mare ridimensiona il nostro ego e forse è proprio questo il suo senso più profondo: ricordarci che la natura non è fatta per essere dominata, ma per essere ascoltata e vissuta, con rispetto e gratitudine.

Emanuele

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