Se solo avessi le parole, le potessi immaginare…

Ho tanta voglia di trovare il tempo, l’ispirazione e la calma per scrivere come in due occasioni. Sono due post che io adoro e che ogni tanto vado a rileggere…

Il primo è ambientato in un luogo a me molto caro, riconoscibile univocamente solo dalla famiglia immagino…

Il secondo invece è stato scritto in una parentesi molto particolare della mia vita. Mio padre, 11 giorni prima ebbe un infarto e io mi ritrovai catapultato in una notte tremenda, una notte che ho ancora così nitida nella mente che quando ci penso mi tornano i brividi. La cosa buffa però è che ogni volta che ci penso mi dico “la notte tremenda non fu la tua, idiota!” nella imperterrita voglia di trovare un aspetto positivo pronto a bilanciare i pensieri negativi.

Quel post, quella mattina, nacque proprio guardando una foto di famiglia, una foto della mia infanzia che mi ritrovai in mano per puro caso.

In questo periodo corro troppo ma so che è necessario farlo.

Sono le undici meno cinque, sono stanco morto e finito di scrivere il mio nome, cliccherò su Pubblica e andrò a letto.

Ho scribacchiato.

Emanuele

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