Oh Signore, fa di me uno strumento…

Oggi si è bucata la ruota della bicicletta.

Ero uscito per una passeggiata e proprio li, sul più bello, ha deciso di sgonfiarsi.

Proprio mentre pensavo quanto sia bello uscire a Milano in bicicletta per via dell’assenza di salite e discese.

Tac, la guardo… ed è era a terra.

Ma la cosa brutta non era che mi trovavo distante da casa perché potevo benissimo farmi una passeggiata e trascinarla fino in garage.

La cosa brutta era che ero nel pieno di una discussione con mio fratello. Avevo aperto un discorso, in sospeso da mesi, che volevo finalmente chiarire.

Chissà perché Dio abbia deciso di chiuderlo li. Ho visto quella buca come un segno. Mio fratello ha deciso di tornare a casa senza aspettarmi e io… ho iniziato a riflettere.

E ho riflettuto anche quando sono andato – da solo – a Messa.

Mi sono reso conto che non sempre le persone hanno la nostra stessa voglia di affrontare certe incomprensioni in maniera costruttiva. Io ho provato a dirglielo più volte: ho aspettato di potergliene parlare di presenza perché guardarsi in faccia (mentre magari ci si fa una passeggiata) è sempre meglio di un sms, una telefonata o una serata su skype. Inoltre lui era stato molto assente anche tramite quei mezzi…

Non ho tante occasioni per vederli e così non ho tante occasioni per parlar loro come si deve.

Peccato, ho deciso di non riprendere il discorso e magari aspettare una sua mossa, rispettando i suoi tempi…

Intanto tornando a casa mi son reso conto che una ruota sgonfia permette di guardare i negozi con maggiore attenzione: tutto può avere un lato positivo. 🙂

Emanuele

3 commenti » Scrivi un commento

  1. A volte bisogna saper aspettare che anche l’altra persona sia pronta per parlare di un argomento , credo che se ne volevi parlare di persona fosse un argomento importante quindi forse il suo rimandare vuol proprio dire che aspetta di riuscire ad affrontarlo nel modo giusto con te

    • Si Barbara, proprio così… era un argomento importante e non mi andava di affrontarlo a distanza. Tra l’altro ho notato l’assenza di un dialogo che vorrei più stretto ma forse… c’è da aspettare che i tempi cambino. Pazienza… io so di esserci! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  2. Pingback: E.T. – telefono casa. - …time is what you make of it…

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