Che strana mattinata.

Stamattina sono uscito da un’aula visibilmente nervoso.

In questo periodo mi sto impegnando tanto, anche a costo di sacrificare tanto altro che vorrei realizzare e che ho deciso di tenere “dentro“, come quando si culla qualcosa di prezioso. Ho decine di sogni e desideri in un cassetto che preferisco non aprire per non perdere la concentrazione.

Ho sempre cercato di credere al detto “Aiutati che Dio t’aiuta…”, ma oggi, non è bastato neanche quello.

Non è bastato neanche il coraggio per sostenere un orale (non previsto) e tentare di cambiare le sorti di un esame.

No, il coraggio non mi manca, questo è assodato. Sono stato l’unico a dire si al professore… l’unico a non arrendersi dopo l’esito.

Eppure, non è bastato.

E’ passata solo una persona con un misero 20, e così ti chiedi nuovamente da quale lato della cattedra stia il vero problema.

Non mi piace, però, scaricare le colpe sugli altri, non mi piace credere che il problema sia solo la severità del professore. D’altro canto, non penso di aver molto da rimproverarmi. In questo periodo passo le giornate in biblioteca, davanti ai libri… cosa potevo fare di più? Dovrò dare una risposta a questa domanda.

Non demordo, questo è sicuro. Domani si riprende a studiare (oggi pomeriggio ho tante cose da sbrigare) e continuerò a guardare al futuro con speranza.

E… Palermo, toglitele quelle nuvolette da sopra la testa!

Dobbiamo sorridere. E basta.

Emanuele

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