Hands on a miracle…

Non mi sembra di fare mai abbastanza. E’ una cosa che fa parte di me in tanti aspetti… e uno di questi è lo scoutismo.

Mi sembra che il mio contributo non sia utile, quasi non esista… e così, cerco di spendermi più che posso. La realtà è che ciò che facciamo è un lavoro quasi invisibile. L’educazione non puoi toccarla con mano, né vederla fiorire dopo due giorni.

Sono appena tornato dal campo dei guidoncini verdi… ed ero orgoglioso del mio reparto.

Le mie squadriglie erano le uniche palermitane tra oltre 600 ragazzi. Una di queste è anche arrivata tra le prime tre per il premio di “squadriglia top” di quella specialità.

Saranno stupidate per tante persone, ma sono piccole soddisfazioni che arrivano dopo un anno di lavoro.

Si, perché per arrivare li, bisogna impegnarsi… bisogna presentare il lavoro entro certi termini, bisogna passare le selezioni.

Tante sono le squadriglie che vengono scartate perché i lavori non sono ritenuti “all’altezza”. E non è un fatto di snobbismo, ma un semplice rigore nel mantenere alto il valore di questo riconoscimento.

Tante riunioni, tanti pomeriggi spesi a spronare i ragazzi. Perché? Per un semplice motivo: siamo più che convinti che queste esperienze siano qualcosa di utile nella crescita dei ragazzi.

Questo post, è nato sul pullman, durante il viaggio di ritorno, proprio mentre ascoltavo “Miracle” dei Foo Fighters.

Il miracolo sono questi ragazzi, e tutto ciò che sono in grado di fare grazie anche al nostro lavoro.

E’ stato un anno pieno di soddisfazioni da questo punto di vista, e noi, siamo li… a tentare, semplicemente, di far vibrare le corde che hanno dentro. 🙂

Emanuele

Pubblicato da

Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

Lascia un commento

I campi richiesti sono marcati con *.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.