Un calcio… e tutto è possibile.

Questo post è stato scritto alcuni giorni fa. E’ una sorta di lettera che forse stona su un blog in cui le cose arrivano in real-time… però credo sia il posto migliore per conservarla. 🙂

E’ finita questa lunga giornata. Adesso mi trovo in una specie di gazebo chiuso molto artigianalmente con teloni verdi e tavole di legno. Però c’è una porta in ferro…

All’interno 6 letti a castello, disposti a raggiera. In ferro battuto, molto vecchi… con le reti metalliche che formano una fitta maglia.

Solo 5 materassi per 12 reti.

Io… sono su un lettino a parte. Anch’io senza materasso. Appena ho visto il materasso ho capito che respirargli sopra sarebbe stato come scoprire se gli acari possono mangiare un uomo in una notte.

I ragazzi sono fuori… sento ancora le voci, tra un po’ calerà il silenzio anche nei loro rifugi. Il bosco ci sentirà dormire.

Io qui… mi sto divertendo come un cretino.

Su un tavolo enorme c’è uno specchio, molto grande e molto vecchio. Come uno stupido lo guardo e gli faccio le smorfie illuminandomi con la torcia.

Tento di mettermi paura. Si perché, sebbene tutto intorno a me sia circondato da polvere e ragni, stranamente non riesco ad averne.

E dire che da piccolo a casa accendevo la luce del corridoio per paura di avventurarmi di notte…

E’ strano. C’è uno spiffero d’aria che arriva – non so da dove -.

I piedi però, dentro il sacco a pelo, sono belli caldi.

Diamo un calcio all\'impossibileHo una magliettina nonostante sia sceso il freddo fuori. C’è scritto impossibile con un bel calcio sulle prime due lettere.
Dormo sempre leggero dentro il sacco a pelo… anche d’inverno.

E’ bello il significato di questa magliettina, che a dir la verità, ho ereditata da un amico a cui non entrava più… 🙂

Cerchiamo di dare un calcio alle prime due lettere di quella parola. Tutto ci è possibile, tutto è nelle nostre capacità, basta semplicemente volerlo.

D’altronde… io non ho paura di stare qui, da solo. Credo sia esclusivamente forza psicologica.

Adesso spengo il Mac, mi sto spezzando la schiena perché la rete si è affossata al centro ed io per scrivere sto disegnando col corpo un arco al contrario… 😐

Buona notte,

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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