Il fascino dei libri.

Ho passato questi giorni chiuso in una cantina, a studiare dalla mattina fino ad ora di cena.

Ogni tanto, per far pausa, alzavo gli occhi per scrutare un po’ il mondo intorno a quella grande scrivania.

C’è una bella libreria in questa cantina. Forse un po’ disordinata… ma penso che quel disordine ne aumenti solamente il fascino. La voglia di scoprire cosa nascondono tutte quelle copertine…

Così ogni tanto, anche per alzarmi 2 secondi e muovermi un po’, curiosavo tra quegli scaffali alla ricerca di un titolo che catturasse la mia attenzione.

Stasera l’occhio è caduto su “L’uomo che parlava solo”, scritto nel 1961 da Lalla Romano, una scrittrice piemontese nata nel 1906.

L’ho sfogliato un po’, ne ho letto alcune pagine e mi ha subito rapito. Mi sono visto per certi versi parte di quel libro perché esprimeva, nelle poche pagine che ho casualmente letto, alcune sensazioni ed emozioni che anch’io ho provato spesso e che forse non ho mai avuto la sincerità di raccontare per bene.

Non ho avuto il coraggio di chiederlo in prestito… un po’ perché dovevamo studiare e non era il caso, un po’ perché “era bello vederlo li”, con le pagine ingiallite su quello scaffale pieno di miliardi di parole.

L’ho aggiunto alla wishlist, chissà, magari tra qualche giorno lo chiedo in prestito o vado a comprarlo.

Adesso vado a farmi una bella doccia… ho appena finito di sistemare il materiale necessario per l’esame di domani.

Buona notte,

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive con sua moglie in una casa con un ciliegio e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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