Si gettava sulle cose, prima del pensiero…

Lorenzo Cherubini

Belle, molto belle le canzoni. Hanno il potere di farti rialzare. Di darti coraggio. Di darti una carezza e di farti sorridere.

Hanno anche il potere di ucciderti. Non oggi però. Casualmente è iniziata Fango di Jovanotti e mi è tornata in mente questa foto, scattata tra la confusione del momento finale della Marcia per i 16 anni dalla strage di Falcone.

Ero li con gli scout e, purtroppo, quei giorni il tempo è volato e non ho potuto parlarne sul blog come avrei voluto.

Oggi, come quel giorno, Fango mi ha fatto cantare.

Un uomo guarda la sua mano, sembra quella di suo padre quando da bambino lo prendeva come niente e lo sollevava su. Era bello il panorama visto dall’alto, si gettava sulle cose prima del pensiero. La sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero…

Che c’è di più bello di questa scena? C’è il ricordo dei giorni felici “che furono”, c’è anche la dolcezza di un bambino e l’amore di un padre affettuoso. E poi… ci sono i sogni. Quei sogni, quei castelli di sabbia che solo i bambini hanno il potere di fare.

Più cresciamo, più il nostro spirito perde quella capacità. Tutto diventa razionalità  e decisioni studiate per benino, come se la vita, invece che il pennello di un pittore in mano ad un bambino, fosse una partita a scacchi dove si cerca semplicemente di vincere gli avversari.

Ma l’unico pericolo che sento veramente, è quello di non riuscire più a sentire niente.

Si diventa apatici nei confronti della vita. Incapaci di gioire per quelle stupidaggini che fanno parte delle giornate. Chiediamo sempre di più… chiediamo sempre “un di più” che non avremo mai.

Oggi ho fatto un esame. Non so come sia andato, però sono sereno perché so di aver fatto il possibile nei limiti delle mie capacità. In questi giorni “ho fatto il mio dovere”, mi sono concentrato esclusivamente sullo studio senza pensare ad altro.

E anche se oggi non dovesse essere il giorno “buono”, non demordo, perché questa laurea è una cosa in cui credo.

Costi quel che costi, vincerò io.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive con sua moglie in una casa con un ciliegio e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

5 commenti » Scrivi un commento

  1. condivido pienamente il tuo pensiero..anche io gli ultimi esami del mio corso di laurea la pensavo così e per fortuna o per bravura, so di aver dato il massimo per arrivare all’agognata laurea… e meno male che il “mio” massimo è bastato :)… continua così manu…lo spirito è quello giusto…nn ti dico niente perchè porta male…ma ci siamo capiti 😉

  2. Grazie per gli auguri Thunder. Non mollerò solo perché so dentro di me che è una cosa in cui credo tantissimo. Anche se certi giorni diventa difficile e ti da fastidio vedere gli altri che vanno avanti. Il segreto probabilmente è rimanere concentrati su se stessi…
    Ciao,
    Emanuele

  3. La frase -Ma l’unico pericolo che sento veramente, è quello di non riuscire più a sentire niente.” è una paura che mi ossessiona, specie perchè più di una volta mi è successo di dire -già fatto!-

  4. semplicemente…adoro questa canzone…. adoro jovanotti… per quello che riesce a darmi con la sua musica e le sue parole…. è una delle mie preferite…per non dire..forse..la mia preferita….
    complimenti per il blog…
    un bacio…
    gio

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