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…ed è di nuovo sabato. E sono quattro sabati consecutivi che passo a casa.
E gli amici per ora sembrano esser diventati un problema secondario… purtroppo non c’è tanta serenità a casa e così, cerco di non allontanarmi… sperando che almeno questo possa servire a qualcosa.
Però sto stringendo i denti ed invece di lasciar sfogare in lacrime la mia sensibilità, sto mantenendo il buon umore… e stasera, salendo le scale con tre pizze in mano ed uno zaino pieno di libri sulle spalle, pensavo a quante volte da piccolo avevo fatto a gara con l’ascensore.
Ero più veloce sia in salita che in discesa…
E mi sono reso conto che certi giochi infantili non smetterò mai di farli, perché fanno un po’ parte di me.
Mentre lo pensavo infatti, mi son reso conto che stavo facendo i gradini a due a due, o a tre a tre… per salire prima dell’ascensore…
Il problema però in questi giorni è quando entro dentro quella porta. Non busso mai, ho sempre le mie chiavi… e quel fatidico momento nel quale la chiave, inserita nella serratura, sta girando per sbloccare la serratura, è l’ultimo momento di serenità.
Poi… è tensione.
C’è chi sogna che finisca la guerra in Iraq. Io in questi giorni sogno che torni la pace anche da queste parti…
E so che dipenderà tutto da noi, perché non ci saranno né Gandhi, né gli americani (ok questa è una battuta…).
Intanto continuo a stringere i denti… e cerco di distrarmi iniziando il capitolo 9 di elettrotecnica. “Analisi in regime sinusoidale”.
Perché in fondo, tutta la vita sta in un libro di elettrotecnica. Ci sono gli induttori, le resistenze, e tantissimi generatori di tensione…
Emanuele

dicono che il tempo riesce sempre a sistemare le cose, dai tieni duro, la vita è fatta di alti e bassi, passerà anche questo. Te lo auguro 🙂
[…] Tre o quattro gradini per volta… e l’ascensore può solo tentare di raggiungermi… […]