Bullismo: difficile intervenire.

Una ragazza che conosco – non specifico né da dove né la sua età per rispetto – è stata picchiata a scuola da un compagno molto aggressivo davanti all’intera classe che non è intervenuta.

Era già tempo che veniva derisa (non conosco bene i motivi) e i docenti non hanno saputo fare nulla per evitare che la situazione degenerasse in qualcosa di più grave.

Adesso la ragazza ha cambiato scuola, compagni ed insegnanti… nel bel mezzo dell’anno.

Una professoressa si è persino indignata che non è venuta a salutare…

Io però la vedo piangere spesso. Ancora non ho trovato le parole giuste per starle vicino ma è una cosa che mi fa male dentro.

Il bullismo, quando non lo senti come articoletto frettoloso nel tiggì delle due, fa male.

Non so bene quali provvedimenti siano stati presi per quel ragazzo (che per quanto ne so proveniva da una situazione familiare molto difficile) e non so neanche se – oltre i genitori – qualcuno stia seguendo questa ragazza.

Lei ovviamente nasconde tutto dentro e fa finta che sia tutto sereno… finché non la trovi che piange e minimizza a “il solito” la risposta del perché…

Spero di trovare l’occasione adatta… ma devo ammettere di sentirmi molto impreparato per una situazione simile.

Non è ciò che ti aspetti di dover fronteggiare a 24 anni.

Ci proverò…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

10 commenti » Scrivi un commento

  1. Sono situazioni pesanti soprattutto per chi le vive sulla propria pelle.
    Tra qualche anno mio figlio inizierà le scuole e spero che non debba subire certe angherie, sono psicologicamente snervanti e distruttive.
    Cosa gira nella testa di certi delinquenti …

  2. Io sono stato da una parte e dall’altra della barricata. E mi vergogno di certe azioni, ma ero un coglione come tutti durante l’adolescenza, e il gruppo da sempre quella sensazione inutile di forza che ti fa fare cazzate.
    Non sono mai stato un bullo, ma ho esercitato un certo tipo sbagliato di potere su alcune persone durante i tre anni di scuola media (la maggior parte dei quali sono diventati e sono ancora i miei migliori amici, pensa te!)
    Ma a parte questi spiacevoli episodi, sono sempre stato a favore dei più maltrattati, e ne ho prese tante di mazzate (fisiche e psicologiche) per questo motivo. Diciamo per espiantare le mie colpe… 🙁

  3. Ma che passato hai Claudio? 😮
    Comunque è vero Mauro… sono situazioni pesanti. Io spero che questa ragazza abbia la forza di “metabolizzare” l’accaduto senza farlo diventare qualcosa di “caratterizzante” la sua vita.
    Ci vuole un pizzico di insensibilità mista a voglia di mettersi tutto alle spalle… e non è facile durante l’adolescenza.
    Ciao,
    Emanuele

  4. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro Mt 7,12, questa è la regola d’oro che ci ha lasciato Gesù. Il fare, quindi, e non l’aspettare. Perchè si può sempre fare qualcosa (Falcone). Scusate, forse troppe citazioni.
    Un modo di fare qualcosa è anche quello di parlarne, dare notizia e risonanza a questi fatti, magari anche con un blog scolastico. Questa è la forza della rete, che le cose non passano più sotto silenzio, starà poi agli insegnanti smentire le accuse. Spero comunque che la giustizia faccia il suo corso, e lo faccia sul serio.
    Grazie per queste riflessioni, ti seguo con interesse, ciao
    Carla

  5. Si Carla, sono consapevole che sia giusto far qualcosa ma… il problema è trovare le parole giuste per farlo. Non ho dubbi sul fatto che sia giusto farlo, ma trovare il miglior metodo non è facile.
    Non studio psicologia e sebbene – per carattere e sensibilità – cerchi sempre di trovare il modo migliore per stare vicino, questa volta mi rendo conto che non è facile.
    Le parlerò… ma le parlerò di cosa? Che si va avanti? Che è successa una cosa che non doveva succedere? Che è una brava ragazza? Che deve capire che i gesti di quel ragazzo derivano da una situazione familiare completamente anormale? Che lei è fortunata rispetto a lui?
    Sono davvero utili questi discorsi? Spero tanto di si…
    Ciao,
    Emanuele

  6. Prima di tutto bisognerebbe capire cosa le dicevano e poi qual’è stata la scusa con cui è stata picchiata.

    Poi assicurarsi che venga seguita da uno psicologo per superare il trauma.
    L’autostima in questi casi si disintegra, si pensa di essere sbagliati, delle nullità, di essere impotenti….difficile ricostruire una serenità personale. Ci vuole tempo.

    Potresti starle vicino facendole capire che se ha bisogno di parlare tu ci sei, che lei non ha colpe per ciò che le è successo, che una ragazzina dolcissima e speciale, ecco, farla sentire speciale, che non merita di essere tratta così, che non ha niente di sbagliato ma si è ritrovata a vivere una situazione sbagliata.
    Che la pazza non è lei ma che è l’ambiente era ignorante e sbagliato (credo che questa scuola e l’insegnante sarebbero da denunciare per non essere intervenuti prima. Oggi non si pensa più ad osservare i ragazzi, ma solo ad imboccarli di nozioni).
    Che ora deve avere fiducia in sè stessa, non deve chiudersi perchè è peggio. anzi, deve essere contenta perchè in quella scuola non tornerà più. Potrà farsi nuovi amici nell’altra scuola. Descrivile le cose positive che può fare ora e che prima non poteva perchè l’ambiente la faceva sentire inadeguata.

    Spero che funzioni.

  7. Hai ragione Helena, sono completamente sulla tua stessa linea. Il fatto è che discuterne qui è un conto, riuscire a trovare le parole giuste per far passare il messaggio in modo da non diventare invadente è un’altro.
    Intanto la ricordo nelle preghiere e vediamo come andrà nei prossimi tempi.
    Ciao e grazie del bel commento,
    Emanuele
    PS: il tuo blog fa a pugni con Firefox!

  8. pensavo che già vi conosceste! ad ogni modo sono quelle le parole giuste. Te lo dice una che c’è passata per questi episodi, quindi non sono parole a vanvera.

    P.S. Il mio blog? Ancora?…ho cambiato template per risolvere il problema! cos’è che ha di sbagliato? un amico mi dice che ora lo vede benissimo! 😥

  9. Si certo che la conosco… però mi vede come “un adulto” più che come un amico, e così è difficile starle accanto.
    Ci sei passata come vittima o come supporto?
    Ah… il tuo blog adesso si vede bene, stamattina no. 😮
    Chi è l’attrice nello sfondo?
    Ciao,
    Emanuele

  10. Sarà più forte davvero d’ora in poi? Oppure non riuscirà mai più a fidarsi di chicchesia?
    Sembri una personcina sensibile, Emanuele… ma guardati bene dal compatire questa persona. In simili momenti la pietà altrui ferisce più di una spadata nel cuore.
    Perchè ti fa sentire oltremodo debole.
    Ah, non è un rimprovero questo – ci mancherebbe – ma un consiglio.
    Ciao

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