Il fuoco che è in noi.

Dio vede e provvede. E’ proprio vero.

Stamattina avevo bisogno di un po’ di carica… e da bravo cristiano, il mio pocket coffee non poteva che essere la Parola di Dio.

Sono andato a Messa da solo… avevo bisogno di un po’ di calma. Alla fine li ho incontrato due vecchie amiche… ma fortunatamente sono riuscito a stare tra me e me.

Il vangelo di oggi (Luca 12, 49-57), ci presenta un passo molto particolare. Gesù annuncia che con la sua venuta nessuno deve aspettarsi l’arrivo della pace. Bensì, tutti d’ora in avanti avrebbero litigato. Mogli e mariti, padri e figli… madri e figlie.

Questa guerra però è dovuta alla nostra scarsa capacità di giudizio. Sappiamo giudicare infatti con certezza l’arrivo della pioggia o dello scirocco… e allora, Gesù, un po’ per sfida chiede “come mai questo tempo non sapete giudicarlo?”. Perché non sappiamo giudicare correttamente la nostra vita? Perché non sappiamo giudicare i giorni nostri? La nostra società? Ciò che di sbagliato ci propina, ci insegna, ci infila in testa?

Siamo convinti che seguirla sia la strada migliore.

Quello di oggi è un monito a vivere consapevoli delle nostre scelte cristiane. Che non possono essere quelle di un cristiano freddo che vive la sua fede come e quando gli capita.

La carità, l’altruismo, l’amore del prossimo devono essere punti fondamentali.

Al contrario la società ci offre il dio Denaro. Un modo di vivere in cui tutto viene calcolato matematicamente. Numeri, equazioni, relazioni e scambi avvengono secondo una logica della convenienza.

Gesù ha portato il fuoco. Noi l’abbiamo ricevuto nel battesimo. Sta a noi alimentarlo e farlo diventare grande.

Perché come diceva oggi il sacerdote, la vita eterna non è qualcosa che verrà dopo. La vita eterna è già in noi. Siamo noi a doverla sentire nella nostra vita.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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