Urka… è finito!

Tre giorni massacranti!

Sveglia, sia sabato che domenica, alle 6 e 30 per preparare tutto… e poi giornate così intense che persino la colazione slittava di varie ore “quando c’è un secondo di pausa la faccio”.

Le attività comunque sono riuscite… ho visto tantissimi ragazzi entusiasti ed anche i capi, mi sono sembrati un pizzico più “sopportabili” dell’anno scorso.

La vera sfortuna è che… quando ci si ritrova *in pochi* ad organizzare tutto si finisce per godersi meno l’attività… in quanto si è spesso “dietro le quinte” a lavorare sodo.

E così… il pranzo della domenica è stato consumato a “suon di calcoli” per stabilire la squadriglia vincitrice del grande gioco e non ho potuto neanche assistere alla sfida finale.

Non ho neanche mezza foto al momento: avevo deciso di non portarmi la macchina fotografica perché ero sicuro che non avrei avuto il tempo di mettermi a fare foto… mai previsione fu tanto azzeccata.

Finalmente però, posso svelare i motivi che mi hanno obbligato a salire a Piana degli Albanesi un giorno prima (no… non pensate subito ai loro stupendi cannoli alla ricotta…): abbiamo realizzato un “castello” con le impalcature dei muratori, alto 3 piani e largo 8 metri… una stupenda “facciata” che ha lasciato capi e ragazzi a bocca aperta. Poteva riuscire meglio la coreografia dell’intero castello ma… gli errori servono per migliorarsi in futuro, no?

Tra l’altro… per la mattina abbiamo trovato anche un cavallo (Napoleone!) che ha fatto rimanere tutti nuovamente a bocca aperta…: quando sono arrivato a cavallo, vestito da San Giorgio davanti a tutti i ragazzi… c’è stato un fantasmagorico “oooooohhhh” generale!

Sono queste le cose che danno soddisfazione. E’ bello puntare in alto per… insegnare ai ragazzi a far lo stesso.

“Vola solo chi osa farlo”.  Non possiamo educare i ragazzi ad “impegnarsi per riuscire” se noi, per primi, non abbiamo la volontà di farlo.

Adesso sento solo la stanchezza… ed uno splendido ricordo.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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