Maneggiare con cura… :-)

Mi è piaciuta tanto questa riflessione letta durante un momento di preghiera al CFM… ho rivisto tanto dei miei ultimi mesi… e persino il finale sembra rispecchiare ciò che io sento dentro di me in questi giorni.

Chissà se Dio aveva calcolato tutto.

Intanto in quel momento, leggendo quelle parole, ho avuto i brividi.

Ci sono momenti della vita in cui credi che il tuo cuore potrà spaccarsi esattamente a metà e non sai che fare, se pregare con tutte le tue forze perché questo non accada o aggrapparti ancora una volta a quelle risorse che temevi di non possedere più… ed allora piangi e strepiti per una vita che non avevi meritato così cattiva, per un amore finito male, per un amico che ti ha tradito quando più ti serviva di poter contare su di lui! E ti guardi intorno con odio, con cattiveria, con disprezzo, per tutta quella gente indifferente al tuo dolore, che se ne frega di come stai, di come sei, ma ti giudica da una parola di troppo detta in un frangente di rabbia accesa ed incontrollabile… e ti senti dire che una volta eri diverso, che certe cose non si fanno, che “non ce lo saremmo mai aspettati da te”… Ma nulla di questo ha importanza, non più, quando ritrovi quella pace che da tempo cercavi, forse da un’intera esistenza, assetato di luce e verità, disgustato dall’ipocrisia e dalla grettezza umana. Metti su una canzone, una come “That I would be good” di Alanis Morissette e chiudi gli occhi; tutto potrà sistemarsi. Tutto avrà occasione di essere diverso e migliore. E tu sarai là, a godere di quella nuova visione dell’universo che tu hai contribuito a creare. E ti sentirai grande non perchè hai spaccato tutto, ma perchè finalmente sei riuscito a costruire qualcosa. E se quel qualcosa sarà te stesso o un altro che aveva bisogno di te, poco importa! Sarà allora che ti sentirai sfacciatamente vero…

(Luca – 17 anni)

Parliamo delle mani per parlare delle azioni che compiamo, del comportamento che abbiamo, dei nostri gesti. Nel vangelo troviamo il racconto di un gesto molto forte che Gesù compie: butta all’aria le bancarelle dei venditori che avevano trasformato la casa di Dio in un mercato… dobbiamo vigilare il nostro comportamento perché non trasformiamo in mercato la casa di Dio che è la nostra vita.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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