Il codice da Vinci

Ok, sono andato a vederlo anch’io. Sono andato a vedere “Il codice da Vinci”. La mia pulcina aveva due biglietti gratuiti per il cinema e… ne abbiamo approfittato.

L’ho visto ma… forse per il mio occhio critico, forse per via di tutto ciò che questo film sta suscitando, non mi sono lasciato trasportare. Non m’ha colpito nè sorpreso più di tanto.

E’ una storia, una bella storia intrigante ma nulla di più.

Non m’ha smosso dentro, non m’ha fatto cambiare opinione… mi è sembrato invece che abbia giocato tanto su ciò di cui si parla sempre poco e di cui è difficile parlare. Ha giocato su alcuni dubbi esistenziali per farsi forza. Secondo me è quasi stupido che la gente esca dal cinema con “idee stravolte” o simili. E’ impossibile.

Ok, attacca la Chiesa, attacca alcune cose sbagliate del passato (tutte le uccisioni dei Crociati ad esempio) o poco chiare. Però mi sembra che faccia una sua storia, geniale e furbetta ma non “storica”. Mette in piedi la sua idea ma non è un documentario. Non penso che fosse questo lo scopo del film.

C’è chi è arrivato a dire che questo film sia stato commissionato addirittura dal governo americano, come risposta alle critiche del precedente Papa verso le guerre dei nostri giorni.

Mi sembra assurdo, e mi sembra assurdo che ci sia gente che possa dire certe cose.

Il tutto però si sta amplificando immensamente, Google (che in questo caso si ritrova come banalissimo e rapidissimo mezzo di misura mass-mediatica) ad oggi ha indicizzato 132 milioni di pagine relative alla chiave “the da vinci code”. Impressionante.

E’ segno di come la gente si lasci impressionare facilmente? E’ segno di come basta parlare di certe cose per alzare un putiferio? Mi viene in mente tutta la critica che ci fu verso “La passione di Cristo”.

Dovremmo riflettere più che altro su questo secondo me. Bastano 2 parole intriganti, dette bene e concluse con un dubbio (l’uomo comune non ha modo di verificare se… ok ok, non vi svelo il finale! ;-)) ed ecco che tutti iniziano a parlarne.

Potrei dirvi che ho visto un alieno a questo punto. Anzi no, non l’ho visto… non vorrei che qualcuno iniziasse a prendermi troppo sul serio.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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