Don Paolo.

Questa sera sono stato a cena dalle mie zie. Insieme a loro, c’era un sacerdote indiano venuto in Italia per completare gli studi. E’ stato a Roma sei anni e tra qualche settimana tornerà in India.

Paolo, 45 anni, proviene da un villaggio del sud dell’India dove la tecnologia, l’informatica e tutto ciò che concerne l’industrializzazione è ancora abbastanza distante. Domani tornerà a Roma (da Palermo) e prenderà la nave per la prima volta.

E’ curioso di scoprire come sarà un viaggio in nave… perché ogni volta deve raccontare ai suoi fedeli come la vita sia un viaggio su un mare spesso agitato, ma a conti fatti, un mare non l’ha mai solcato.

Mi ha confessato di non esser felice del luogo in cui tornerà. Non tanto per l’assenza di comodità, quanto per l’assenza di cristiani.

Paolo infatti è stato assegnato ad un piccolo villaggio del nord dell’India abitato da aborigeni ed induisti.

I primi – a detta sua – non sono un problema. Sono pacifici, hanno le loro religioni (animiste) e sono molto pacifici. I secondi invece vedono di cattivo occhio i cristiani e facilmente creano scompigli e fastidi.

Non potrà battezzare. Purtroppo “è legge”. Per battezzare qualcuno al credo cattolico da quelle parti, è necessario chiedere l’autorizzazione al sindaco (non so come si chiami li, lui lo ha definito così ma non son sicuro sia la traduzione esatta…) e il sindaco difficilmente approverà tali richieste per evitare il malcontento degli induisti. Qualche volta ha ammesso di aver battezzato qualcuno di nascosto.

La vita nel villaggio in cui andrà è totalmente diversa da quella nostra. Innanzitutto dovrà costruirsi la casa. Fango e legna della foresta… costruirà una stanza che – se gli andrà bene – sarà della sua altezza e che gli permetterà di dormire al coperto: tutto il resto si fa fuori, all’aperto. L’acqua è a circa un chilometro dal villaggio.

Mi raccontava che, la notte dopo la sua ordinazione, dormì in una casa come quella descritta sopra al cui interno stavano anche cinque capre da un lato e una grossa macchina da cucire dall’altra. Ovviamente anche per lui fu terribile addormentarsi con gli animali che… non potevano andare a farla fuori.

E’ abituato a dormire a terra. L’ha nel sangue e anche adesso che si trova in Italia continua a farlo. Per ora, ospitato dalle mie zie, non è chiaro se sfrutti il tappeto o meno…

Mi ha affascinato molto quest’uomo. Una vita totalmente diversa da quella che immaginiamo noi. Un futuro che lo aspetta molto distante dalle mie giornate.

Andrà li innanzitutto per insegnare. Non tutto però. In quel villaggio è vietato insegnare la matematica, è vietato insegnare a contare.

La famiglia più ricca del villaggio che detiene il potere, non vuole che la gente sappia leggere o scrivere i numeri o i debiti che andranno firmando e da li a creare dozzine di schiavi il passo è breve.

Mi diceva che ci sono persone che nascono, vivono e muoiono, in una famiglia “indebitata” col signorotto. La cosa buffa è che se il debito è “5000”, il signorotto (che i conti sa farseli) ti pagherà sempre in modo che tu non possa mai colmare quel debito nell’arco della tua vita. Sarai schiavo.

Son tutte cose che giornalmente non vediamo, non sentiamo, non viviamo.

Un mondo così attuale, senza voce.

Mi ha raccontato anche qualche curiosità… come le infinite varianti di “banane” (il frutto!) che hanno. Ne esistono di lunghe quanto un braccio o di colore rosso. Oppure (cosa inimmaginabile!) ho scoperto che da quelle parti i fichi d’india non si mangiano. Dice che chi li mangia vien preso come mezzo pazzo visto che è considerato un frutto selvatico e non commestibile. Un po’ come quando noi vediamo i cinesi mangiar le rane.

Sarei voluto rimanere a sentirlo parlare per ore… peccato che, dopo un po’, si è ritirato nella sua stanza. E’ abituato ad alzarsi alle quattro del mattino… ma questo penso sia un altro discorso…

Emanuele

2 commenti » Scrivi un commento

  1. che bello, lui ha fede e speranza, io auguro tanta fortuna.
    grazie a te, le tue parole fanno molto pensare

    • Si… non gli si può che augurare tanta fortuna e tanta forza di volontà. I problemi li non mancheranno e solo la forza dall’Alto potrà renderlo capace di affrontarli.
      Spero di rileggerti da queste parti. 🙂
      Ciao,
      Emanuele

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