Cose ben nascoste in me.

Il vero problema è che continuo a vivere con un grande senso di colpa per qualcosa di cui forse non parlerò mai.

Credo di non meritare fortuna, e questo mi spinge a comportarmi bene e ad accettare come “sconto della pena” tutto ciò che di spiacevole mi accade.

E sorrido anche nei momenti brutti, perché in fin dei conti li vedo come qualcosa di buono, qualcosa di dovuto e necessario.

Credo di essere fin troppo fortunato.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

2 commenti » Scrivi un commento

  1. Fortuna? Suvvia! Che baggianata! :joy:
    Chi “ce l’ha” non la sente, chi “non ce l’ha” pensa subito che sia la prima cosa che gli manca e di cui necessita.
    Eppure, da buono (sicuramente migliore e più costante di me :-P) scout che sei, dovresti sapere che non ci sono leggi o canzoncine da bivacco che parlano della fortuna di un capo, di una guida o di un lupetto: nulla è lasciato alla “decisione degli dei dell’olimpo” o alla sorte, bene o male ogni cosa che succede ha sempre (anche se spesso non è direttamente nelle nostre mani e MOOOLTO lontano dalla nostra comprensione) un suo perchè.
    Credo che “fortuna” sia più che altro il nome con cui si chiama la situazione di qualcun altro che sembra più rosea rispetto alla nostra, tipo “guarda-quello-come-va-meglio-di-me-in-questo” o “cacchio-lui-riesce-bene-in-questo-rispetto-a-me”.
    E, soprattutto, nessuno ha mai detto che tu non abbia la capacità/facoltà di cambiare questa tua “sensazione” della “fortuna”: ad esempio, si sorride e si canta anche nelle difficoltà… 🙂

    [PS. Ma lo sapevi che l’articolo originale era molto più carino? “A Scout smiles and whistles under all difficulties”: SORRIDE E FISCHIETTA!!! Che tenerezza! :-D]

  2. Però… bisogna anche guardare oggettivamente la propria vita. Io mi ritengo molto fortunato, sia per tutto ciò che ho (salute, amicizie, famiglia, benessere…) sia perché vedo tanta gente che sta molto peggio. E non solo per quegli aspetti… secondo me anche *intellettualmente*. Mi sento fortunato perché sono in grado di riflettere… e riflettere bene. Davvero, mi sembra un regalo di Dio.
    Io sorrido e fischietto anche nelle difficoltà e ultimamente ho anche imparato (dentro e non solo a parole) a vivere tutto in maniera positiva ed ottimistica (lo vedete anche voi qui come sono cambiato…), però credo ci sia anche qualcosa di cui non ho mai parlato che porterò sempre dentro.
    E tutto ciò che faccio, al confronto, mi sembrerà sempre “troppo poco”. Tutto qui.
    Credo che Dio sappia il perché di ogni cosa, e così, come faccio per tutto il resto in questo periodo, mi affido a Lui anche in questo caso e continuo a fischiettare… 🙂
    Ciao,
    Emanuele

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