Ah, se la vita finisse li.

Due ruote. Una felpa con cappuccio.

Due cuffie. Una catena che ad ogni buca fa sentire il suo peso sotto il sellino.

Due gambe in piedi sui pedali. Una canzone.

Zero pensieri. Una felicità… tutta mia.

Che bello che, con la primavera, posso prendere nuovamente la bicicletta anche di sera…

Buona notte,

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

11 commenti » Scrivi un commento

  1. Oggi magari non la prendere però :-P…

    Comunque non c’è dubbio, sei bravo ad esternare le sensazioni 😉

  2. Ti comprendo benissimo Emanuele. Girare in bici di sera sotto l’aria primaverile/estiva e con belle canzoni sugli auricolari è una cosa che da pace 🙂 !

  3. a parte che me l’hanno ammazzata la bici, ma qui nel lombardo-veneto fa un freddo che sembra di stare al polo. zio càn.

    andare in bici di sera senza pensare neanche alla meta era una delle cose che più mi rilassava.

  4. Emanuè, anch’io penso la stessa cosa da un po’, solo un po’ cambiata.
    Io ho imparato tardi ad andare in bici, quindi non mi è mai piaciuta più di tanto.
    Però ultimamente mi viene un desiderio, che se non fosse inquinante…
    Prendere una moto (tipo harley davidson, o meglio, un bel chopper) E andarsene fuori dalla propria regione, partendo con le stelle di notte. E’ una cosa che non puoi fare in bici, a meno che tu non abbia tipo 4 giorni di tempo! :timid:

  5. Emanuele per fortuna che la vita non finisca lì, ma in fondo è una cosa fattibile anche se labile quanto un istante. Un istante di felicità in cui non c’è nient’altro che la tua bici, con la quale si ritorna ad essere un fanciullo che non pensa a nulla fuorché pedalare verso nuove avventure… inconsapevoli che istante dopo instante si diventa grandi e quei momenti non ritornano più… se non per un labile istante.

    Ciao

  6. Hai proprio ragione Maurizio quando parti del fanciullo. E’ quella forse l’origine della sensazione di libertà che la bicicletta comporta. E’ un ritorno alle origini, a quegli anni in cui quel mezzo era solamente un bel gioco. Uno dei più desiderati.
    Fatina… la primavera arriverà per tutti, questo è sicuro. Già leggerti qui è un bel regalo per me (perché non lo fai più spesso? E’ un invito! :-)).
    Ciao,
    Emanuele

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