La porta stretta.

Oggi ho fatto una telefonata… e *come al solito*, non sono mancate le brutte risposte.

Senza neanche rendersene conto, però, questa persona ha fatto nascere in me tante domande sul passato.

Inizialmente tutto era tramutato in rabbia, poi però, ho ripensato al Vangelo di Domenica scorsa.

“Sforzatevi di entrare per la porta stretta perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno”.

E così adesso sono nuovamente calmo… perché la porta stretta è la porta costruita con impegno, con abnegazione e mortificazione del proprio egoismo.

Inconsciamente mi aspettavo altre risposte. Come se la telefonata dovesse avere solo certi toni per rendermi felice.

Era il mio egoismo a parlare e ad ascoltare.

Ed ecco cosa si intende per mortificazione. Non scherno, non derisione. La mortificazione è la capacità, che deve partire da noi, di annullare la nostra voglia istintiva di soddisfare il nostro “IO”.

Ecco che, nel mio piccolo, oggi sto passando per una piccola porta stretta… e tutto ciò che ho sentito è diventato una piccola offerta a Dio.

Sforzarsi significa proprio questo. Accettare anche le brutte risposte. Accettare che non venga soddisfatto un nostro bisogno.

E’ bello alla fine rendersi conto che, come un gigante, per ogni torrente che incontro, esiste il “passo giusto” per finire sull’altra riva e non annegare.

Emanuele

Aggiornamento del 29 Agosto 2007 ore 20:40: questo post non racchiude tutta la verità. Come al solito la colpa in ogni cosa sta nel mezzo… e così, anche queste parole sono ovviamente il frutto di errori di entrambi gli interlocutori.

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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