La storia siamo noi…

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono “Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

Francesco De Gregori – La storia

Più cresco, più sento questa responsabilità.

Noi NON siamo, NON viviamo, SOLO per noi stessi. No, la nostra vita, anche se non ce ne rendiamo spesso conto, non è fine a se stessa.

Noi, nelle nostre stupide e maledettissime giornate, scriviamo la STORIA. Non la nostra, quella del pianeta.

E’ per questo che bisogna impegnarsi. Perché ogni giorno, condizionerà il nostro futuro… e cambierà anche, granellino per granellino, il futuro di tante altre persone.

Atteggiamenti, sguardi, pensieri, parole, azioni… nulla rimane “nel passato”. Tutto si trasforma in qualcos’altro. NOI veniamo trasformati. NOI trasformiamo.

Una carezza in meno un giorno? Un sorriso in meno? Una telefonata in meno? Uno schiaffo in più? Uno in meno?

Tutto va calibrato, tutto va dosato… tutto va fatto con responsabilità.

Non mi sento più un bambino, anche se come loro, ancora, riesco a sognare.

E sogno di non arrendermi.

E sogno di scrivere la Storia, con attenzione.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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