…è tutto un equilibrio… sopra la follia.

Stavo partendo. Avevo deciso di cambiare aria… avevo già trovato chi mi ospitasse (che ovviamente ringrazio) ed avevo la valigia pronta…

Ero anche alla stazione, biglietto in mano ed il treno fermo sui binari.
Ero li… però stavo male. Per fortuna, c’era lei. Aveva deciso di accompagnarmi… e così, come nelle più belle favole… abbiamo visto quel treno partire. L’abbiamo visto insieme.

E’ rispuntato il sole… non poteva finire così, c’era ancora troppo amore nei nostri cuori. Non potevano certe paranoie cretine distruggere tutto… l’amore doveva essere più grande.

E così è stato.

…siamo andati a mangiare fuori. Un bel ristorantino a strapiombo sul mare… aria fresca, pesce fresco e qualche gabbiano libero in cielo…

E’ stato stupendo.

Adesso sono di nuovo qui… ed ho voglia di ringraziare tutti coloro che hanno sentito la necessità di farsi vivi. Di starmi vicino.

C’è stata qualche telefonata, molti sms, qualche commento sul blog e… tante e-mail.

E’ bello vedere che nonostante le distanze, esista sempre un modo per farsi sentire vicini.

Voglio concludere con una immagine, una simpaticissima vignetta che Riccardo ha allegato alla sua e-mail.

Il senso

Nella sua semplicità, questa vignetta, racchiude una grandissima verità.

Speriamo sia sempre così,

Emanuele

PS: ho deciso di rimettere in piedi quella pagina… è un bel modo per continuare a sognare, sulla strada tracciata in questi anni…

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

4 commenti » Scrivi un commento

  1. Avevo letto del tuo momentaccio…sono contento che si sia risolto tutto in fretta. Buone cose 🙂

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