Senza parole…?!

Senza parole...In questi giorni avverto una sensazione strana… non so, è come se mi manchino le parole, come se mi senta sempre indeciso se scrivere qualcosa o meno.

Solitamente scrivo sul blog perchè mi piace, non lo faccio mai per forza e non lo farei mai… sarebbe brutto portarlo avanti per costrizione, non è un lavoro, non sono pagato… non avrebbe senso.

Eppure, in questi giorni… mi mancano le parole.

O forse, sono solamente un pò più svogliato… non so perchè, potrebbe semplicemente esser dato anche dal fatto che… non trovo il tempo. In questi giorni le attività si sono fatte più intense… e il periodo che sta arrivando non sarà per nulla più facile.

L’agenda (rigorosamente elettronica: quella del cellulare) è già piena di impegni, attività, incontri e cose da fare… tutto Aprile so già che non avrò un weekend libero e durante la settimana ci saranno altre 1000 cose da fare.

Ci pensavo oggi sul motore… mi ritrovo sempre qua e la e così quando torno a casa, controllo la posta, guardo un pò i forum che amministro e i blog che seguo, faccio un giretto tra le news dei “giornali” che amo leggere (tristemente solo informatici…) e nel mentre apro il mio client irc. Qualche chiacchiera e qualche provvedimento da akill da mettere (gli spammer non moriranno mai su irc) e poi… puff, scappo di nuovo.

L’altro giorno leggevo che in Italia esistono ormai più cellulari che persone… e questa cosa m’ha fatto riflettere per alcuni giorni. Comunichiamo, comunichiamo e comunichiamo… ma alla fine, cosa ci diciamo?!

E’ forse un pò una caratteristica della nostra epoca questa… siamo sempre più avvolti dentro mezzi di comunicazione… che ingannevolmente, ci fanno credere di essere tutti sempre più vicini, più attenti agli altri e invece, non sappiamo più guardare attorno a noi. Siamo occupati a guardare quell’orribile schermo da 2 pollici e mezzo del cellulare (rigorosamente con doppia fotocamera, radio, lettore mp3, symbian e java anche se poi non so usarli…) e non guardiamo attorno a noi.

Sei anni fa sono stato a Londra per quasi 2 mesi, avevo 17 anni, ero dunque minorenne e… non avevo il cellulare. A quei tempi non era ancora così diffuso, lo aveva solo “a chi veramente serviva” e qualche smanettone futuristico. Tutti gli altri utilizzavano le cabine… (un tempo, era facile memorizzare dove si trovavano… adesso… le vedete più?!) e anch’io le usai li per chiamare i miei… non sono morto, ci sentivamo meno ma… quella telefonata era importante. Mia madre la aspettava con ansia (non avevano modo di contattarmi) e io… mi regolavo per aggiornarli meglio possibile. Il telefono era una risorsa, non un metodo per riempire il tempo.

E’ una cosa sulla quale dobbiamo riflettere e fare attenzione… o ci troveremo un giorno come tante isole, collegate si, ma isole.

C’è una bella differenza tra lo scrivere un sms, fare una chiamata e… vedersi in faccia. Discutere, chiacchierare o fare amicizia… (trovo assurdi questi servizi per conoscere gente via sms…) un tempo, era una cosa che si faceva nella piazza del paese… a 4-8-16 occhi… prima ci si vedeva e poi si faceva amicizia. Adesso è il contrario… prima si fa amicizia e… poi ci si conosce.

Penso che questi nuovi mezzi, belli ed affascinanti per quanto possano essere, vadano usati con cautela… dobbiamo ricordarci che sono appunto mezzi, e il “mezzo”, oltre ad indicare uno strumento di trasporto, etimologicamente significa anche “ciò che costituisce la metà di un intero”. Se dunque il cellulare può arrivare ad esser la metà di un intero, tutta l’altra metà che in una comunicazione sarà il rapporto umano rimarrà sempre assente finchè ci limiteremo a quello.

Sguardi, sorrisi, balbettii e movimenti… il corpo parla. E anche se non abbiamo fatto corsi e corsi, incosciamente, noi li leggiamo. E’ tutto un mondo al quale rinunciamo, del quale ci priviamo.

Pensiamo di stare “comunicando”, pensiamo di essere in contatto con tutti… e invece, ci accontentiamo di rimanere distanti…

Stasera io, invece, pensavo di essere senza parole… ma a quanto pare, avevo tanto da dire.

Buona notte,
Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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