Odori e sapori.

Oggi sono andato a comprarmi il portafoglio. Che comprarsi un portafoglio non é che sia una gran cosa da raccontare… però il mio era un portafoglio vecchio. Me l’aveva regalato la mia ex fiancée e l’aveva usato lei praticamente quando era adolescente. Così era vecchio, logoro, nero. Dell’Invicta. Chi se li ricorda più gli zaini Invicta? Quelli con le fibbie sottili, con le tasche coloratissime, con gli spallacci in cui il marchio si ripeteva una decina di volte.

Ecco. Avevo un portafoglio che non era più il caso d’uscir di tasca, non tanto perché fosse vecchio, quanto perché sono cresciuto con l’insegnamento che i regali – si, son belli – ma le cose comprate coi propri soldi lo son di più. E allora ho detto di no.

Ho detto di no a mia madre, qualche mese fa, che voleva regalarmi un portafoglio nuovo. No, doveva essere mio questa volta. Fosse stato un regalo sarei caduto, nuovamente, nell’ennesimo circolo. Vizioso e viziato.

Questa volta ho un portafoglio di pelle. E’ nero, ma è di pelle. Non è la mia pelle ed ho dimenticato di chiedere alla commessa di che animale sia. Però è un po’ più serio del precedente e fa un buon odore. Fa l’odore di una cosa comprata, di qualcosa che ho voluto per tanto tempo ma che – avevo già deciso – non sarebbe arrivata prima che avessi trovato un posto di lavoro.

Perché i regali son belli, ma ciò che riesci ad ottenere col tuo impegno, ha un gusto totalmente diverso.

Emanuele

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