Quando un ospedale sembra il Paradiso.

Non ve l’ho più raccontato, ma Domenica scorsa son tornato, insieme ad un amico, da Tony.

Tristemente i suoi problemi con la legge lo stanno confondendo abbastanza e considerato ciò di cui si tratta, non riesco neanche a dargli tutti i torti. Ho provato a fargli coraggio ma non potevo minimizzare la realtà.

Tra le tante avventure che la sua vita gli riserva, la settimana scorsa ne ha aggiunta un’altra.

Per avere qualche carta da presentare al giudice il giorno dell’udienza, ha simulato (ok, gli do un 50% di verità) di star male e avere problemi di cuore.

Ha chiamato ambulanza, vigili del fuoco, polizia… insomma, voleva un po’ di gente intorno a se per poter dimostrare  di avere seri problemi fisici.

La vera cosa triste non è questa però… è che lui, si sente così in basso che finire in cella o in ospedale è quasi un passo avanti!

Non mi hanno voluto ricoverare! Mi hanno fatto un elettrocardiogramma e mi hanno mandato via! Il problema è che ci sono arrivato in piedi… dovevo farmi accompagnare da qualcuno, così facevo il morto, non parlavo e mi tenevano! Mi farebbe bene stare li, almeno due giorni a settimana…

Non puoi bere. Puoi fumare solo sul balcone e comunque molto meno… non c’è il rischio che non mangi perché tanto ti danno le flebo…

Quelle parole mi han fatto capire quanto un uomo possa arrivare in basso. Desiderare un letto d’ospedale, vederlo come luogo in cui star bene e al sicuro è qualcosa decisamente al di fuori dalla nostra mentalità. Nessuno quando cercare relax, comodità, sicurezza, pensa di farsi ricoverare in un ospedale pubblico.

Purtroppo non credo che la prossima volta che tornerò da lui troverò una situazione tanto diversa. L’udienza se non erro è a fine Aprile e fino ad allora sarà dura farlo concentrare su altro.

Non demordo però…

Emanuele

3 commenti » Scrivi un commento

  1. Bravo non demordere ma purtroppo non penso che l’idea di un letto d’ospedale come ”paradiso” valga solo per lui se solo penso alla quantità di gente che non ha un posto dove dormire o non ha soldi per comprarsi da mangiare … bè in ospedale hai un letto e qualcosa da mangiare , alcuni addirittura preferirebbero la galera .

    Passando a quelcosa di più soft ti dico per esempio che una vecchina del paese di mia nonna ogni tanto si fa ricoverare perchè si sente sola , almeno in ospedale ha le compagne di stanza con cui parlare .

    Tutto è relativo nella vita purtroppo in questo caso

  2. Concordo con Barbara… Io spesso sono arrivato a quei limiti per solitudine e altro…

    Ti sembrerà strana sta cosa detta da me Emanuele. Ma è così ed è la verità- 🙁

    • Lo so bene Barbara, è ovvio che lui non sia l’unico caso sulla terra (sarebbe quasi una cosa bella se fosse così…). Riguardo alla galera, non posso che concordare. Quando un paio di anni fa ci fu il condono (e tutte le polemiche a riguardo) il vero problema di tanti carcerati era che non sapevano dove tornare. La cella era la loro casa, fuori non avevano nulla… così, la soluzione più semplice che trovarono fu quella di commettere qualche altro reato sperando di esser sbattuti nuovamente dentro. Tragicomico.
      Nicco, la vita è bella e bisogna imparare a godere delle piccole cose che si hanno attorno! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

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