Quanto siamo umili?

Sono tre settimane che vado a Messa solo. Solitamente capita raramente, sia perché d’inverno ogni domenica ci sono attività con gli scout, sia perché altrimenti ci si organizza con qualcuno.

In questo periodo sento invece il bisogno di trovare del tempo per me.

“Quando sei invitato a nozze, non metterti al primo posto… va’ a metterti all’ultimo posto. […] perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.”

E così sono tornato pieno di domande. Quanto sono umile io?

Mi sono sentito un po’ una schifezza perché non credo di esserlo come voglio far credere.

Sentirsi nel giusto è già il primo errore. Il primo passo verso l’orgoglio.

Chi dice che sia giusto ciò che penso io? E poi… tutti i commenti che tramite questo blog nascono, sono veramente d’aiuto per la mia umiltà? O non fanno altro che accrescere il mio orgoglio?

E tutti i complimenti ricevuti fuori, che effetto hanno su di me?

So controllarli? So valutarli per quello che sono, senza lasciarmi influenzare?

Probabilmente è “fortunato” l’uomo che vive tranquillo senza riceverne mai.

Ok… la finisco qui. Il resto della riflessione la lascio a voi…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

3 commenti » Scrivi un commento

  1. P|xel, io posso affermare di NON ESSERE UMILE, anzi a tratti anche direi superbo ma sai sai perchè? Spesso lo faccio per AUTO-DIFESA. Lo faccio per difendermi da chi non lo è neanche umile e che tende ad umiliare me. Essere umili ti fa stare male, tranne che non sia una “falsa umiltà” che maschera un grande orgoglio e una grande superbia. Umiltà significa anche non amarsi quindi devi prendere tutto ciò che ne consegue. Mi piacerebbe vedere la tua risposta a questo commento :-|, così tanto per sapere come giudichi ciò che ti ho detto. Ciao

  2. E’ proprio questo l’errore più comune…
    In queste settimane ho preso la buona abitudine di portarmi a casa il foglietto della messa per rileggerlo poi con più tranquillità.
    In quello di oggi, c’è una introduzione scritta da Ambrosio Setti Carlo (non lo conosco, ma lo cito per non far passare per mie sue riflessioni…) che dice: “L’uomo di oggi e di ieri fa veramente fatica ad accettare l’umiltà come qualità e come virtù cristiana. Si crede che essere umili significa essere deboli e perdenti, ma nell’insegnamento di Gesù non è così! L’umiltà, per lui, non è umiliazione, non è umiliarsi, non è perdere la propria dignità di uomini, ma è l’idea o meglio la comprensione che si ha di se stessi, di Dio e del prossimo. […] L’umile sa che può essere “arricchito” solo da Dio!”.
    Alcuni anni fa, sempre lui scriveva:
    “Credo che oggi umiltà e mitezza siano quasi sparite, forse sono rimaste solo le parole, svuotate del loro profondo significato, anche umano. Siamo bombardati da modelli di vita che fondano il loro valore sulla forza, la potenza, la superbia, l’impazienza e la durezza.
    Le persone che non si mostrano tali, sono messe da parte, considerate incapaci. Il mito del più forte è dominante! Si è venuta a creare così una società di vincitori e di vinti. La radice di questo assurdo male, che genera infelicità, è da ricercare nella mancanza di umiltà o docilità, di mitezza o dolcezza. L’umiltà e la mitezza “pesano” veramente l’uomo per quello che è e possiamo dire anche per quello che ha.”
    .
    Con tutto questo cosa voglio dirti? Che è brutto fare “catene di auto-difesa”. E’ bene accettare il prossimo… e capire che magari le offese che si ricevono possono essere qualcosa che va offerto a Dio. Vista così, la sofferenza prende valore e diventa quasi “una fortuna”.
    E’ duro accettarlo… è difficile metterlo in atto ma io, nel mio piccolo e nella mia mente, tento sempre di vedere ciò che vivo in questo modo.
    Probabilmente è anche un modo per darmi forza ma, sono sicuro, che in ogni caso… non è un male pensarla così.
    Ciao,
    Emanuele

  3. Ma se dicessi che mi ritengo umile credo dimostrerei solo quanto non lo sono, lascio giudicare agli altri, quelli che mi conoscono bene 🙂

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