Le gioie semplici…

Lo so, lo so. Questo blog è diventato da quasi un mese ormai una vetrina di piagnistei, riflessioni, prese di posizione e… sensazioni.

Sono noioso? Immagino di si. Ma… perchè piegarmi a “ciò che si aspetta la gente?”. Magari ogni tanto ho parlato di notizie interessanti, le ho commentate e le ho approfondite quando necessario… in questo periodo però, non ci riesco.

Trovo ancora argomenti di cui parlare ma… non mi vien voglia di scrivere. Penso “vabbè… tanto comunque leggeranno questa cosa altrove, altrimenti amen…”. E così, salta il mio commento. Sono un pò demotivato, è strano rendersene conto.
So che però tornerò pian piano a rendermi più “utile” alla blogosfera, perchè neanch’io voglio che queste pagine diventino totalmente un piagnisteo tipico dei dodicenni (…tranquilli che K, immagini glitterate ed affini non le vedrete comunque mai, garantito! ;-)).

Ho bisogno però di… stare a riflettere per ora, e così, stasera, mi sto lasciando trastullare da una bellissima preghiera cantata anche da Claudio Baglioni…: La preghiera di San Damiano.

Ogni uomo semplice
porta in cuore un sogno;
con amore ed umiltà
potrà costruirlo.
Se con fede tu saprai
vivere umilmente,
più felice tu sarai,
anche senza niente.
Se vorrai ogni giorno
con il tuo sudore,
una pietra dopo l’altra,
alto arriverai.

Nella vita semplice
troverai la strada
che la pace donerà
al tuo cuore puro.
E le gioie semplici
sono le più belle,
sono quelle che, alla fine,
sono le più grandi.
Dai e dai, ogni giorno,
con il tuo sudore,
una pietra dopo l’altra,
alto arriverai.

Sono sicuro che la conosciate già… per me questa canzone significa molto.

Sarà che… sono fatto così. E non riesco a cambiare neanche quando nella mia testa mi dico “devo diventare diverso”.

Ci sto provando, sto mettendo una pietrina piccolina, nel mio piccolo, dietro l’altra.

Ho preparato la tabellina dell’orario delle lezioni, domani si riprende. Volevo avere la settimana sempre “chiara” e così, stamperò l’orario in modo da averlo sempre davanti gli occhi…

Non voglio perdere di vista l’obiettivo.

Una pietra dopo l’altra, in alto arriverai. 🙂

Emanuele

PS: mi chiedo spesso perchè gli adulti perdano la capacità di parlar di se, in modo sincero, davanti al mondo. E’ utile farsi vedere forti in questa società? O si pensa che nessuno, leggendo, possa mai darti una mano?

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive con sua moglie in una casa con un ciliegio e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

4 commenti » Scrivi un commento

  1. :smile:..ciao…
    bella la tua riflessione… ho anch’io iniziato un blog.. con pensieri miei e pensieri rubati ad altri per condividerli con chi magari non li conosce…ma.. nessuno mai scrive..nessuno quais mai commenta e …pian piano.. perdo la voglia ed il desiderio di scrivere o..condividere…
    edè vero..la vita è questa… camminare..scavalcando ostacoli..evitare..cadute..e..cadendo..rilazarsi..spolverandole ginoscchia..sbucciate..guardare in alto sempre a…naso in sù..come solo i bimbi sanno fare..
    solo così credo sia possibile..vivere sperando e credendo mantenendo la capacità di sapersi ancora stupire o incantare davanti ad un bimbo che sorride ..ad un fiore che sboccia o al sole che nasce…
    ciao….buona vita a te..sempre…

    p.s. se ti và il blog è “brigliealvento” su libero..
    ciao

  2. Ciao… grazie per i complimenti… appena posso farò una visita sul tuo blog.
    “Perchè la vita è un brivido che vola via è tutto un equilibrio sopra la follia”. Vivi sempre le tue giornate nel nome del Signore… troverai la serenità.
    Semina gioia nel giardino e la vedrai fiorire nel tuo.
    Ciao,
    Emanuele

  3. Una delle cose più belle che ho imparato “da grande”, è quella di vivere le emozioni fino in fondo, senza paura, dando loro il tempo di coprirmi e inondarmi della loro dolcezza, tristezza, noia…
    A volte mi prende ancora l’urgenza di “combattere” i momenti difficili; poi mi ricordo che tutto andrà bene se saprò attraversare quel momento di confusione, di tristezza, di noia, senza temerlo, senza fretta perchè anche lui ha bisogno di dirmi qualcosa.
    In questo nostro tempo è una conquista sapersi mostrare tristi perchè il mondo ha fretta e non ha tempo per le nostre debolezze. Che, invece, allo stesso modo dei momenti felici, hanno molto da insegnarci.

    Riflettevo su questo leggendo le pagine del tuo post relative alla fine della tua storia. Notavo una certa urgenza nel superare il tutto. Forse mi sbaglio, comunque la mia riflessione non riguarda solo quelle pagine.

    Buona Giornata

  4. Sai robi17, a distanza di alcuni anni da tutto quel “travaglio interiore”, non posso che esser d’accordo con te. Ogni emozione è sintomo di qualcosa e ignorarla non è la soluzione adatta. Non c’era “fretta” di superare tutto però. C’era, piuttosto, voglia di recuperare. Ci sono tantissime cose che di quella storia non ho mai scritto da queste parti, tanti bocconi duri da inghiottire che decisi – per una strana forma di rispetto – di non rivelare.
    E così, quello che sembra “fretta” era piuttosto un urlo che implorava un equilibrio.
    Taaaanta acqua è passata in mezzo e adesso sembra così distante e sono convinto che quel periodo così pesante mi abbia insegnato tantissime cose. Molto di ciò che sono io adesso credo di doverlo proprio alle riflessioni che nacquero in quel periodo…: “Bisogna avere il caos dentro per generare una stella danzante”. 🙂
    Ciao,
    Emanuele

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