Due occhi stanchi ma felici.

Sono appena tornato dal mio primo campo invernale da capo (che parolona…) ed è stata una bellissima esperienza. Non che fosse un qualcosa di sconosciuto per me la vita scout o potesse succedermi chissà cosa… però, adesso, al ritorno, seduto nella mia stanza a riflettere un pò… mi sono reso conto che… “wow, è il mio primo campo vero e proprio da capo”.
Nei giorni precedenti non ci avevo pensato… e anzi, durante il campo non avevo proprio avuto tempo. L’anno di tirocinio andrà avanti e credo di avere ancora tanto da imparare… però, posso ritenermi soddisfatto di questo primo passo.
I ragazzi, l’organizzazione delle attività… la sveglia presto la mattina perchè “o tu, o nessuno”… sono cose che in fondo ti gratificano, ti fanno capire quanto sei utile per tanti… per tanti ragazzi.
I momenti di riflessione e le discussioni a quattro occhi con le “teste calde”, tutte cose che in fondo, avevo vissuto in prima persona io da piccolino… e adesso, dall’altro lato, faceva proprio uno strano effetto. Trovare le parole giuste, calibrarle e metterle al posto corretto della frase… organizzare il discorso in modo da ragiungere il fine prefissato… tutto va fatto con attenzione, i ragazzi sono pronti, per natura, ad ingrandire ogni nostra piccola mancanza.
Devo dire che comunque, tutto è filato sempre liscio grazie all’esperienza del resto dello staff che mi è stato da vero esempio… ho cercato di fare attenzione a tantissimi particolari, forse un numero incalcolabile. Gesti, azioni, risposte, pensieri… volevo che finisse tutto nel mio bagaglio personale.
Penso che in fin dei conti, nonostante qualche piccolo *problemuccio*, tutto sia filato liscio… senza dubbio con i ragazzi, che hanno reagito alle attività e proposte in modo positivo. Ed è questo che alla fine mi rende soddisfatto, che mi ripaga gli occhi stanchi… le nottate alle 3 (nonostante la sveglia inesorabile delle 7, per noi).
Sono stanco, ma felice.

L’unico pensiero inaspettato invece è arrivato da fuori… da un altro campo di reparto: la mia pulcina si è bruciata (è una polletta adesso?!) preparando delle candele colorate per una attività… non è piacevole nel bel mezzo delle attività sentire che è finita al pronto soccorso ed essere a centinaia di chilometri da lei… non poterla vedere ma doversi accontentare del telefono…
Per fortuna sembra che tutto si sia risolto per il meglio… nonostante le bende ed i cerottini.

Ok… basta, resoconto completato. Ho scritto tutto di getto… perchè è così che so scrivere. Ho aperto questa pagina ed iniziato a scrivere… a ripensare a questi giorni e far tornare tutto in mente, adesso però è meglio andare a cercare (grrr :-D) la cena e prepararsi per dormire… visto che non appena tornato oggi sono *quasi* direttamente andato a trovare la mia pulcina invece di farmi una …meritata pinnichella.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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