E' il tempo dei raccolti e dei sacchi vuoti. E' il tempo del rumore, pungente, degli arbusti che si spezzano e bruciano sotto il fuoco imperioso e delle camelie che gridano congelate tra centimetri di neve. E' il tempo delle scarpe, due o tre paia, che ti sembra di vedere, di avere tue, di sogni notturni avvolti nella confusione di chi - dovendo scegliere - non sa da che lato partire e di altre scarpe che, invece, al mattino dopo non ritrovi più lasciandoti sorpreso e confuso. E' il tempo delle mille domande a Dio sussurrate nel buio, e della sua presenza che senti accanto ma che continui a non vedere come, da millenni, milioni di altri uomini. E' il tempo della ricchezza e della povertà, delle illusioni e delle fondate certezze. Del freddo e del caldo che si alternano tra dentro e fuori, della vitalità che ti garantisce d'esser ancora sul pianeta e della noia maledetta che ti porta a dire che c'è del ghiaccio dentro. E' tempo della voglia di fare e della voglia di fuggire. E' tempo di silenzio e di chiacchiere infinite. E' il tempo delle scoperte e il tempo della monotonia. E' il tempo del peccato e della grazia. E' il tempo che non passa, ma che passa troppo velocemente. E' la fame, la paura, la felicità e la sazietà. E' il tempo del pensiero come unica conferma della tua esistenza - della tua resistenza - e delle parole che ti sembrano inutili come uno scolapasta per ombrello. E' il tempo dei bisogni e dell'opulenza. E' il tempo dell'indipendenza e dell'assoluta incapacità. E' il tempo di parole impossibili da sputar fuori e di altre che volano come fossero aquile piuttosto che parole. E' il tempo del bianco, del nero e di tutti quei colori che hai assorbito. E' il tempo di guardarsi allo specchio per capir ciò che si è e il tempo di non badar troppo a come si è sempre stati. E' il tempo di ritmi lenti che non durino troppo. E' tempo di notti insonni e di grandi letarghi. E' il tempo di particelle eccitate e di stasi continue. E' il tempo di un piatto con una fetta di carne ancora congelata che dovrai cucinare e il tempo di torte alla frutta. E' il tempo di equilibri e cadute. E' il tempo di ingenuità e scelte minuziosamente intraprese. E' il tempo di diagrammi, schemi, effetti e previsioni. E' il tempo dei tarocchi. E' il tempo di libri, di pagine divorate e momenti di fuga da tutto ciò che è scrivere. E' il tempo di torture e di battaglie vinte. E' il tempo di nuove responsabilità e di spensieratezze. E' l'assenza di emozioni e vortici in cui ti perdi. E' l'inverno. E' il mio inverno. E' agitazione, in un bianco che altro non è che un nero esploso.