Storia di una ladra di libri.

Scritto il 11 aprile 2014 alle 14:19

Scena del film: "Storia di una ladra di libri"

La trama di fondo, come in Il bambino dal pigiama a righe è quella cruenta, dura del nazismo. Ambientato in Germania, questo film unisce un po’ di storia del secolo scorso ad un romanzo piacevole e ben strutturato fatto d’infanzia, di semplicità, di amicizie profonde.

Un bel film che vi consiglio.

Emanuele

PS: adorable l’attenzione verso l’audio nello sviluppo del film (come quello – irresistibile – di una mano che scorre su un foglio…).

App o web?

Scritto il 10 aprile 2014 alle 15:02

We shouldn’t think of “the web” as only what renders in web browsers. We should think of the web as anything transmitted using HTTP and HTTPS. Apps and websites are peers, not competitors. They’re all just clients to the same services.

Se volete approfondire, fate un salto su “Rethinking what we mean by mobile web” di John Gruber.

Emanuele

La blogosfera non è morta ma è più noiosa.

Scritto il 1 aprile 2014 alle 16:04

Qualche anno fa, in un giorno come questo, la blogosfera proponeva agli internauti scherzetti diabolici. Quest’anno niente. Neanche una sedia spostata di un passo indietro al blogger che vi sta affianco.

Yawn.

Emanuele

Sometime what you need is only to take care of yourself.

Scritto il 31 marzo 2014 alle 22:15

Ho passato il weekend in Svizzera. Poco più di due giorni a Losanna, compresa una fuga serale in due per una stupenda fondue cotta usando il meraviglioso vino frizzante Crémant de Dardagny [la più buona fondue mai mangiata fin ora, il locale è il Buvette des Bains, al centro del Lago di Ginevra].

Sometime what you need is only to take care of yourself.

La Svizzera si dimostra sempre un mondo fuori dal mondo. Tutto è rifinito e perfetto e se un tempo era Milano a stupirmi per il grado di civiltà, adesso – indiscutibilmente – ho ridimensionato il mio stupore. E’ una differenza che pesa e che mi porta a credere che, senza alcuna colpa, sia plausibile per chi vive in paesi fortunati come questo trovare difficoltà nel comprendere la dura realtà del sud del mondo.

Io, intanto, avevo bisogno di una pausa. Di parole lente che potessero smuovere dentro nuove vibrazioni ed ho goduto di ogni singolo istante.

Emanuele

Can we dance upon the tables again?

Scritto il 20 marzo 2014 alle 1:01

Melanconia.

Emanuele

(via GustoMela)

Web e non vedenti.

Scritto il 19 marzo 2014 alle 12:25

L’informatica dovrebbe permettere l’accesso al sapere a chiunque senza limiti fisici o spaziali. Purtroppo non è sempre vero e il video sotto dimostra quanto lavoro ci sia ancora da fare affinché alle barriere architettoniche delle nostre città non si aggiungano le barriere elettroniche.

Nel video, Giuseppe Di Grande, cieco, ci mostra la sua esperienza sul sito del proprio comune.

Da tenere a mente, sia quando si progetta e sviluppa nel web (visto che gli standard esistono), sia quando – da semplici navigatori – decidiamo di esprimere la nostra preferenza sulla qualità di un sito.

Emanuele

(via GianniAmato)

Brick by brick.

Scritto il 11 marzo 2014 alle 11:10

Sabato ho festeggiato il compleanno. Ventidueanni e non sentirli. Ultimamente è facile che mi trovi fuori casa per lavoro e così, l’anno scorso ho festeggiato i trenta in Cina, quest’anno invece mi son ritrovato in Inghilterra.

Let me build my entire life in this way. Brick by brick.

Nel weekend ho fatto un giro a Birmingham e Stratford-upon-Avon, due posti dell’Inghilterra uno più frizzante dell’altro. L’ultimo per la sua aria secolare, immobile, immutata e affascinante da morire (specie se vista da una delle stanze dove crebbe il piccolo William Shakespeare, in quella casetta di legno dalle finestre senza vetri e dal pavimento pagaronabile al mare con le sue onde), la prima per la sensazione di crescita e di fermento che in Italia non si avverte da tempo. Birmingham è una città viva, in espansione, che – visibilmente – offre tante opportunità ai suoi cittadini.

E poi l’Inghilterra in sé, con il suo countryland di un verde intenso interrotto da case in legno sempre molto ordinate che fan sognare vite serene, salotti dalle calde moquette e serene cordialità.

Io intanto sono di nuovo a Leicester, starò qui qualche altro giorno, poi volerò indietro (ahimé), con un anno in più sulle spalle.

Emanuele

La crescita di WhatsApp.

Scritto il 5 marzo 2014 alle 11:27

A molti, 19 miliardi di dollari (questa è la cifra con cui si dice Facebook abbia comprato WhatsApp), sono sembrati un’assurdità. WhatsApp però, sta mostrando performance mai viste fin ora.

Om Malik ha fatto un’analisi dei dati, confrontando questa giovane start-up (?) con i big del settore.

WhatsApp - Mau vs Age final

Il grafico qui sopra mostra il numero di utenti (in milioni) per anno di età del “servizio”. Se anche il trend dovesse diminuire, conserverà grossi spazi di manovra e dimostra che è vero quanto detto da Zuckerberg: «WhatsApp ha una crescita che neanche Facebook ha avuto».

Se volete approfondire il puro aspetto numerico (sono trascurate tutte le implicazioni: privacy, competizione nel settore, etc.) fate un salto su “WhatsApp is different“.

Emanuele