Emanuele, romantico sognatore, si divide tra scout, famiglia, palestra e università. Si diverte ad immaginarsi con strani superpoteri e divide la sua stanza con 10 pesciolini ai quali racconta tutto.
Giusto per aggiornare un po’ la situazione devo confessare che in questi mesi sia mio fratello che un altro collega sono passati al mondo Apple e – questa sera – verrà a casa mia, dopo cena, un amico che vuol ricevere qualche lezione per imparare a muoversi sul MacBook Pro che ha ritirato ieri (dopo aver sbavato per anni sul mio…).
In pratica, ho raggiunto quota sei persone convinte a passare alla melina morsicata.
Qualche settimana fa, invece, una lettrice mi ha confessato che fu la mia “apologia sulla Panda” a convincerla che quella fosse l’auto giusta per la sua famiglia.
Durante il mio ultimo campo di formazione scout, una ragazza (psicologa) mi disse che sarei un ottimo venditore perché so rendere le cose interessanti. In realtà non credo sia un’arte che so esprimere sempre, semplicemente – più che altro – sono una persona entusiastadi ciò che ha e ciò che vive, ed è l’esternare quell’entusiasmo che probabilmente risulta convincente. Non altro.
Non credo d’essere il tipo che sa vendere ghiaccioli al Polo Nord (però se mi assumete da qualche parte posso anche provare, soprattutto perché fare i gelatai dev’essere divertente… ).
Ecco un’altra cosa che devoassolutamente saper fare dopo che saprò andare sufficientemente bene sul mio monociclo: le bolle di sapone giganti…!
Ricordo che da piccolo, andavo da mia zia, mi mettevo in terrazza con una bacinella pienda d’acqua, sapone per piatti e zucchero e con una bella cannuccia bastava soffiare dentro per vedere esplodere da quel liquido centinaia di bolle di sapone che finivano per staccarsi e volare via…
Ormai però sono cresciuto… e così… beh, così non significa che dovrò smetter di pensare a queste cose ma, al contrario, posso benissimo imparare a fare le bolle di sapone giganti anche perché tra monociclo e bolle sarà uno spasso portare il nipotino fuori tra qualche anno…!
Il materiale occorrente per fare le bolle di sapone è semplicissimo:
Acqua demineralizzata (tipo quella per il ferro da stiro per intenderci)
Sapone concentrato (meglio quello con poco profumo o alcool perché poi le bolle non riescono)
Glicerina (è una specie di grasso)
Per ogni litro d’acqua demineralizzata servono 100 millilitri di sapone e mezzo litro di glicerina!
Leggevo in giro che il composto, una volta rimescolato a dovere, va lasciato sedimentare per alcune ore (o una notte intera) in modo che tutto possa amalgamarsi per benino.
Il giorno dopo scegliete un posto non troppo al sole e con un po’ di vento e armati di cordino andatevi a divertire…
Emanuele
PS: potrei avere – un giorno – la sana pazzia di fare le bolle di sapone dal balcone di casa a Milano, in modo da riempire di un po’ di magia quella fredda città…
Ho appena salutato mia madre dopo una lunga telefonata. Dice che riesco a regalarle serenità e – questa cosa – mi farà impazzireogni volta che la sento.
Sono convinto che le sto restituendo le favole che mi raccontava lei da piccolo, quando volevo addormentarmi con la sua mano sotto la guancia.
Le favole di oggi non sono più con personaggi inventati. Hanno papà, hanno i fratelli, hanno gli impegni, hanno le difficoltà e le gioie come personaggi ma non è detto che non possa uscire qualcosa di dolce, di vero e forte. Qualcosa che rassicuri come la migliore favola per le orecchie di un bambino che cerca nel sonno la sua tranquillità.
Sono un cantastorie che fa della realtà il suo terreno di gioco e mi piace proprio tanto…
Emanuele
PS: adesso vado a lavare i piatti e preparar la cena che quella – no! – non si prepara a parole…
Non è grave che al braccio sinistro abbia il segno dell’orologio dovuto all’abbronzatura del viaggiatore. Quella l’hanno tutti coloro che, anche d’estate, amano portare l’orologio al polso. Piuttosto, è grave (ma proprio grave) che abbia il segno degli infradito sui piedi. Sono inguardabili.
Devo decidermi ad alternare le scarpe con cui esco… (ma con questo caldo uscirei scalzo).
Oggi giornata molto rilassante. La scusa di un compleanno da festeggiare è stata l’occasione perfetta per rilassarsi un po’ a mare e poi pranzare fino a sfondarsi con gli amici.
La pelle adesso è arrossata, ma è bello vederla così: sa di vita, di onde, di sabbia, di movimento.
E a proposito di movimento, oltre quello esterno – che non mi tiene mai fermo – da alcuni giorni ne sento uno interno, uno di cui ancora non vi ho parlato perché non trovo le parole giuste. Forse, come al solito ormai, le migliori potrebbero essere “sono felice“, però riguardano le mi scelte, i miei progetti, il mio futuro, così non mi va di ridurle a tale contrazione. Vedrò di trovare, se riesco, le parole migliori da far rotolare su queste pagine.
Adesso vado a sdraiarmi, prendo il mattone e leggo finché non mi addormento. Domani si studia!
La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio.