John Gruber non è un tecnico.

L’informazione Apple italiana è sempre più piena di immondizia. Lo sostengo (e ne soffro) da tempo. I blogger storici sono sempre più simili allo strillone degli anni ’20. Il fenomeno, come scriveva Bicyclemind (una recente bella scoperta che apprezzo e vivo come un salvagente in un oceano) purtroppo non è solo italiano:

La qualità delle notizie di TUAW & simili è molto scarsa: comunicati stampa, rumors, recensioni apatiche di prodotti e applicazioni poco interessanti, roba “esclusiva” che non lo è, etc.; tutto materiale scontato e disponibile ovunque in mille altre declinazioni. O forse eravamo tutti così anni fa, e semplicemente loro hanno mantenuto con la stessa linea: nuovo aggiornamento per OS X, nuovo rumors su iPhone, nuovo brevetto registrato da Cupertino, altro rumors più due nuove applicazioni di dubbia qualità.

Fortunatamente su internet girare l’angolo è un attimo e, non avendo difficoltà, le mie fonti di informazione Apple sono sempre più sbilanciate verso quelle in lingua anglofona. Di certo però è una sconfitta per il panorama italiano che non sprona gli appassionati del settore a fare quel passo in più dal puro gossip-informatico ma che continua a puntare prepotentemente alle pageview, ai click sui banner, al titolo-scoop da far scalare su Google. Tecniche che, ciecamente, sono intraprese anche a livelli più alti del giornalismo italiano. [1]
Una delle sensazioni più frequenti che ho è che gli informatori italiani sono caduti nella trappola del fanatismo religioso: è difficile segnalare errori di Apple (l’intera community ti si rivolta contro) e spesso è stressante puntualizzare inesattezze. Apple, per certuni, si è letteralmente trasformata nel Dio che sfama il popolo e i suoi “sacerdoti” han sempre la verità in tasca. Un “Apple Genius” che ha seguito un corso di formazione è un santone da non contraddire. Stiamo parlando di corsi di formazione [orientati alla vendita, ma non glielo dite], non di percorsi di studi nel settore. [2]

SpiderMac - iOS multitasking

L’ultimo esempio arriva da SpiderMac, un blog che anni fa leggevo con piacere ma che oggi, con questo post (l’ennesimo di una lunga serie), rimuovo dal mio feedreader. Nel tempo sono andati via dalle mie letture quotidiane MelaBlog, MelaMorsicata, TheAppleLounge (altri non li ho neanche mai aggiunti in partenza) tutti diventati una sorta di Novella2000 dell’informatica Apple-centrica in cui non è gradito alzare la mano per dire due parole fuori dal coro da una delle panche del santuario. Probabilmente son cambiate le mie esigenze e l’informazione di cui ho bisogno è cresciuta ma è anche possibile che John Gruber non sia un tecnico [3] e io abbia sbagliato tutto.

In ogni caso auspico il ritorno di un’informazione oggettiva, seria e ponderata nel panorama italiano. Non ho fretta di leggere l’ultima notizia la mattina dopo, pubblicata con un approfondimento quasi nullo rispetto al comunicato stampa appena diffuso dall’azienda stessa. Preferisco articoli come quelli di Ben Evans, Om Malik o Marco Arment. Tutta gente che analizza, sviscera, sospetta, ipotizza. Non si accontenta di aprire la bocca e farsi indottrinare col cucchiaino.

Emanuele

[1] Un esempio è Repubblica, anch’esso tagliato fuori dal mio feedreader. Presumo che la lingua italiana limiti il pubblico a numeri tali per cui è più difficile avere introiti sufficienti per mantenere comodamente il progetto. Ovviamente non è lungimirante nascondersi dietro questo aspetto e perseverare.

[2] Se vi interessa diventarlo, ci sono delle posizioni aperte in Italia su Jobs Apple (IT), non è richiesta una laurea.

[3] Probabilmente un paio di applicazioni di successo per iOS che risultano a suo nome non bastano se il “think different” (più che lecito) può volerci far ignorare anche la sua laurea.

Cos’ha dentro quel tortino lì?

I big player della tecnologia ci fanno credere che monitorare la propria salute sia figo così. Spinto da un collega, per qualche giorno, ho provato a segnare ogni alimento mangiato su un’app per iPhone [1]. Però non è figo.

Health app iPhone

E’ stressante, prende del tempo (magari a fine pasto quando potresti chiacchierare un po’) e non è mai preciso a meno di non mangiare a casa con una bilancia di precisione alla mano. Ho trovato fastidioso dover chiedere come fosse preparato un certo piatto o giocare ad indovinare il peso della porzione ricevuta. Il mio criceto-ingegnere-precisino inoltre mi bacchettava sempre perché tutti i valori inseriti erano “ad occhio“. Mi piacciono le app di registrazione dell’attività fisica perché se io corro 30 minuti e percorro 5km c’è poco da fare, ho corso ad una media di 10km/h. E’ matematico. Registrando anche il percorso tramite GPS conosco – precisamente – l’elevazione, la pedenza e i punti in cui ho sofferto matematicamente. Per il cibo non è così e tutti i valori ricevuti dipendono da quelli che, con impegno, sei riuscito ad inserire. Pur mangiando le stesse identiche cose io e Caio potremmo avere risultati differenti.

Credo che applicazioni simili possano essere utili ma richiedono ancora grossi passi in avanti per diventare estensioni naturali e invisibili della nostra quotidianità. Non so, forse per esser soddisfatto, dovrò aspettare il piatto che riconosce l’alimento e sa comunicarne al cellulare una scheda nutrizionale completa…

Emanuele

[1] Ho utilizzato MyFitnessPal che, per chi volesse provare, mi è sembrata ben fatta. Carina inoltre l’integrazione con Runkeeper, Runtastic, etc.

Albert Einstein ipotizzò un secolo fa che la gravità potesse deviare il percorso della luce. Aveva ragione: oggi gli astronomi usano le galassie o gli ammassi di galassie come fossero delle lenti di ingrandimento per osservare le stelle lontane.

Una volta Einstein disse ad un suo studente che la teoria della relatività era così bella che se non si fosse dimostrata esatta, gli sarebbe spiaciuto per Dio.

Emanuele

Amsterdam ha troppe biciclette.

Con 780mila abitanti e 881mila biciclette in circolazione, Amsterdam deve affrontare un problema che altre città possono solo sognarsi: dove parcheggiare le due ruote.

Il 57 per cento dei residenti usa la bici ogni giorno, il 43 per cento la usa per andare al lavoro. Le autorità comunali hanno quindi deciso di costruire nuovi posti dedicati a loro: un nuovo parcheggio con settemila posti sarà costruito sotto le acque dell’Ij, l’ex baia davanti alla città olandese diventata un lago dopo la costruzione della diga di Afsluitdijk. Altri quattromila posti saranno ricavati entro il 2030 su due isole artificiali che galleggiano sulla baia.

Non si tratta solo di amore per l’ambiente: rimuovere le bici in divieto di sosta (73mila solo nel 2013) ha un costo: circa 60 dollari ognuna.
Fonte: City Lab

Noi in Italia non abbiamo di questi problemi. Io la settimana scorsa ho rimesso in sesto la bicicletta e, trasferte permettendo, ho deciso di riprendere ad andare in ufficio su due ruote. Non so se riuscirò ad eguagliare i mille chilometri del 2011, ma nel 2015 vorrei percorrerne almeno cinquecento.

Emanuele

Percorso sauna e bagno turco.

Questa settimana ero nuovamente a Siena per lavoro e al pari dei ristoranti della zona che non hanno più segreti, anche l’elenco degli alberghi provati si sta allungando. L’ultimo della lista era un quattro stelle con palestra, piscina con idromassaggio, sauna e bagno turco. Inevitabile dunque cercare di coccolarsi un po’ dopo il lavoro…

Sauna finlandese

Mi piace tanto la sensazione di benessere che la sauna finlandese (sfruttata con maggior consapevolezza dal XII secolo) e il bagno turco (gli ḥammām hanno origini ancora più antiche) offrono: caratterialmente apprezzo i rimedi naturali antichi per la cura del corpo. Non ho perso occasione in Turchia, in Ungheria, o nell’ultimo giro in Austria ma a differenza di quelle occasioni, questa volta non potevo dedicare un giorno intero al relax e dovevo sfruttare quelle poche ore prima di cena.

Per questa ragione, volendo sfruttare al massimo il tempo disponibile, la domanda naturale è stata: qual è il percorso da seguire in un centro benessere? Prima sauna e poi bagno turco o viceversa?

Non credo di aver trovato tutte le risposte che cercavo ma le nozioni fondamentali che ho imparato sono:

  1. Sia nella sauna che nel bagno turco, non sostare oltre il quarto d’ora ed effettuare pause di almeno dieci minuti tra un ingresso e l’altro. Se si preventiva di fare più round, è consigliabile che il primo sia più breve.
  2. Iniziare dal bagno turco per passare poi alla sauna. Il primo infatti, grazie alla sua grande umidità, riscalda e allarga i pori della pelle. La sauna, successivamente, asciugherà e pulirà la pelle più in profondità.
  3. Quando si entra in sauna è utile avere i piedi caldi. Piedi e caviglie sono infatti dei termoregolatori e avere i piedi freddi farà sì che la sudorazione avvenga più lentamente (cosa che in quel momento non volete!).
  4. Quando si sentono pulsare le tempie è bene uscire e rilassarsi.
  5. Non è obbligatorio essere completamente asciutti, anche se può esser d’aiuto, specie nella sauna.

Con queste piccole regole e alcuni minuti finali immersi in una vasca con idromassaggio, era un piacere cenare e poi addormentarsi serenamente…

Emanuele

PS: Hai altri consigli? Commenta pure! Non sono un professionista del wellness ed ho solo da imparare!

Riflessioni sul (non) mangiare carne.

[…] A suo parere i maltrattamenti degli animali erano l’epitome del paradigma morale secondo cui «la forza è diritto». Barattiamo i loro interessi più elementari e importanti con quelli più effimeri di noi esseri umani solo perché ne abbiamo il potere. Ovvio che l’animale uomo è diverso da tutti gli altri animali. Gli uomini hanno un’unicità, ma non tale da rendere irrilevante la sofferenza animale. Pensaci: mangi pollo perché conosci la letteratura scientifica e hai stabilito che non t’importa della sua sofferenza, o lo mangi perché ha un buon sapore? Oppure prova a condurre questo esperimento mentale: tu castreresti gli animali senza anestesia? Li marchieresti? Li sgozzeresti? Prova a guardare queste operazioni (il video «Meet your Meat» si trova facilmente in Internet ed è un buon punto di partenza). La maggior parte delle persone non farebbe quelle cose.

 

Fonte: 25 riflessioni sul (non) mangiare carne per sfidare le tue certezze

Non son qui per dirvi cosa sia giusto e cosa non sia giusto fare. Non sono vegano, non sono vegetariano. Mangio carne anch’io come tanti di voi. Semplicemente però non ritengo che non aver preso scelte a riguardo mi esuli dal riflettere su questi temi e dal proporre anche a voi di farlo.

Emanuele

La connessione wifi sul Frecciarossa.

La neve di questi giorni ha reso più complicato il mio ritorno da Siena: ieri pomeriggio ho abbandonato la Giulietta in albergo, preso un pullman verso Firenze e poi un Frecciarossa per Milano. L’occasione però è stata utile per testare, dal vivo, la qualità della connessione wifi sul treno.

SpeedTest connessione Wifi Frecciarossa

L’avevo già sfruttata altre volte ma mai con un occhio critico. Proprio qualche giorno fa, leggevo su ilPost un articolo circa le difficoltà di connessione a bordo di un treno ad alta velocità con una chiara descrizione degli impedimenti tecnici che si incontrano per offrire un servizio simile. Conoscere, certe volte, aiuta ad accettare meglio i disservizi.

[…] Il secondo problema, infatti, è legato direttamente alla velocità del treno. Continuando a semplificare possiamo dire che l’area coperta dal segnale di uno dei ripetitori di cui abbiamo parlato prima si chiama “cella”. Luca D’Antonio è responsabile dello sviluppo di tecnologie wireless per Telecom e spiega che tra Torino e Napoli, il principale asse dell’alta velocità, ci sono «circa 600 di queste celle. Significa un ripetitore ogni circa 1,5 chilometri. Considerando che un treno viaggia fino a 300 chilometri significa che tre volte al minuto l’antenna del treno deve cambiare la cella alla quale si aggancia». Senza contare che spesso un treno lungo 500 metri si trova con una carrozza all’interno di una cella e una carrozza ancora in un’altra. Nel momento di passaggio tutte le connessioni (ma anche le chiamate e i trasferimenti dati che stiamo facendo sul nostro telefonino), devono essere spostati da una cella all’altra (in gergo è il cosiddetto “handover”) e può accadere che in questo passaggio qualcosa vada storto e la connessione salti.

Quello sopra è un passaggio chiave ma nell’articolo vengono descritte le ipotesi di evoluzione futura dell’infrastruttura tra cui l’idea di realizzare una canale wifi continuo sul binario all’interno del quale far viaggiare il treno.

Emanuele