(Don’t) try this at home (alone).

Apple Macbook inside

Dopo oltre sei anni, era tempo di pulizie. Seguendo le meravigliose guide di iFixIt ho rimosso 12kg di polvere e cambiato la pasta termica. Vi assicuro che la ventola è tornata a riposare in pace e il processore ha smesso di friggere: bellissima sensazione quasi dimenticata negli ultimi anni.

Emanuele

PS: ovviamente – per l’occasione – andava rispolverato l’assetto da nerd: pizza e birra a casa di un amico fino a notte fonda mentre le rispettive girl sono via.

Quanto consuma l’Alfa Romeo Giulietta GPL.

Quando si compra un’auto il dato dei consumi è uno tra i parametri più considerati per la scelta. Anch’io quando scelsi la mia Giulietta, ero indeciso sulla motorizzazione da scegliere: benzina, diesel o GPL? La scelta – non scontata – dipende tantissimo dal tipo di percorso che si fa giornalmente e dal chilometraggio annuo che si prevede di coprire. La differenza di prezzo delle ultime due motorizzazioni rispetto quella a benzina, infatti, non è trascurabile e coprirebbe l’acquisto di carburante per varie decine di migliaia di chilometri.

Vivendo a Milano (o in una qualsiasi città con ZTL) bisogna fare i conti con l’area C che aumenta i costi di gestione di un’auto non “ecologica“. La mia scelta, alla fine dei calcoli, è caduta sulla Giulietta GPL che combina le buone prestazioni dei motori turbo Alfa Romeo (88KW, 120CV) con la possibilità di risparmio di un GPL.

Una delle domande cui rispondere è: “quanto costa un pieno di GPL?”. In televisione infatti, i vari spot ci han sempre confuso le idee puntando sul basso prezzo di un pieno di GPL. Come vedrete sotto, in effetti, un pieno non ha mai superato 35 euro ma va considerato che un pieno di tale carburante non permette di percorrere lo stesso numero di chilometri di un pieno di benzina o diesel.

Alfa Romeo Giulietta GPL - Costo rifornimenti

A differenza di quanto realizzato per la Panda a metano (di cui preparai un report dei consumi raggiunti sia i 5000km che i 10000km) questa volta ho scelto di concentrarmi solo su un report sulla lunga distanza perché l’uso fatto nei primi mesi (ho raggiunto i 10.000 in meno di 100 giorni) avrebbe dato risultati falsati. Perché? La risposta è semplice: la Giulietta è una bella auto che ama farsi guidare. Se la Panda a metano infatti invitava a concentrarsi sul risparmio e la praticità, la Giulietta ti spinge a goderti la strada, le curve, i lunghi viaggi magari anche abbastanza tortuosi.

Alfa Romeo Giulietta - Strade percorseI primi 2500km erano volati con un buon 90% di tratte autostradali. Valutare i consumi a 5000km, con la metà dei chilometri percorsi in autostrada avrebbe, dal mio punto di vista, falsato i risultati. Inoltre, devo ammettere che, i primi tempi, risparmiare carburante era qualcosa di veramente arduo per il mio piede. Il piacere di riprendere in terza, di pennellare una curva, superava ogni richiesta di parsimonia. Dopo 20 mila chilometri la percentuale di percorrenza si è ben bilanciata (con un leggerissimo vantaggio per l’autostrada dovuto al mio lavoro), come visibile nel grafico a torta.

I primi 12-13 rifornimenti, per le ragioni descritte sopra, hanno delle medie abbastanza alte. Probabilmente non in maniera assoluta perché anche col piede pesante si son mantenuti sotto i 10€ ogni 100 chilometri, ma sicuramente la Giulietta mi ha tranquillizzato e dimostrato di poter fare molto di meglio nei mesi successivi.

Alfa Romeo Giulietta - Euro per 100km GPL

In linea di massima devo ammettere che la Giulietta consuma poco ma non in maniera sorprendente. E’ “lì dove ci si aspetta che sia”. Parlando con un collega con una guida simile alla mia che possiede una Ford Focus 1.6 diesel si è visto che il risparmio rispetto al suo diesel è del 15% circa. Dal grafico sopra è possibile rendersi conto che il costo ogni 100km si sta attestando intorno ai 7 euro. Valore che – comunque – risulta abbastanza inferiore a quello della vecchia Punto benzina che ho rottamato.

Alfa Romeo Giulietta - Valori totali consumi

Lo specchietto sulla destra riporta i valori medi di questi mesi. Uno dei dati più interessanti, secondo me è quello dell’autonomia: si riescono a percorrere quasi 400km senza dover cambiare carburante[1]. In pratica da Milano si arriva comodamente a Siena, ad Udine o a Losanna potendo contare sul risparmio fornito da questo carburante alternativo.

E’ utile ricordare che lo stile di guida influisce tantissimo sui risultati. Impostando il regolatore di velocità a 120km/h costanti il costo riesce a raggiungere facilmente i 6€/100km grazie anche alla sesta marcia leggermente più lunga delle versioni diesel o benzina. Il grafico sotto mette a confronto il costo con la velocità media tenuta durante il consumo di un intero pieno di GPL: è chiaro che, sebbene interessanti, i dati vadano presi con le pinze. E’ facilissimo infatti avere medie alte anche in condizioni di traffico non proprio scorrevole per via di una guida più grintosa e meno rilassata.

Alfa Romeo Giulietta - Confronto velocità media e consumi

La mia Giulietta (allestimento Distinctive) prevede anche cerchi da 17″ e ruote 225/45 e la cosa è piacevole quando si tratta di gestire una curva o una bella frenata ma al contempo quest’aspetto non va trascurato durante l’analisi dei consumi poiché aumento di peso e maggiore resistenza al rotolamento incidono sul risultato finale[2].

Per concludere, nel mio favoloso foglio di calcolo, ho realizzato una tabellina dei valori minimi registrati fin ora e – rullo di tamburi – la Giulietta ha toccato i 5,56€/100km (o, in altre parole: 7,19l/100km). Ovviamente la Panda a metano riusciva a star sotto con disinvoltura disarmante ma è utile ricordare che si tratta di due auto che hanno in comune esclusivamente il numero delle ruote. Per il resto è tutta un’altra musica…

Emanuele

PS: se siete arrivati fin qui e avete voglia di continuare a seguire i miei consumi nei prossimi mesi, potete farlo a questo indirizzo (da cultore dei numeri aggiorno i dati tramite l’app sul cellulare durante ogni rifornimento!).

[1] La Giulietta come tutte le auto bifuel ha anche un serbatoio della benzina di pari dimensioni delle versioni mono-carburante.

[2] Vi segnalo, in tal proposito, un interessante test di Quattroruote (numero 702, Marzo 2014) in cui hanno confrontato in varie condizioni le tre dimensioni di pneumatici disponibili per la Giulietta e dal quale è risultato proprio il 17″ come il più bilanciato.

Sono innamorata di altre 641 voci ma questo non incide sul mio amore per te che è unico.

Credo che Lei vada visto.

Scena dal film: "Lei"

Credo vada fatto perché reputo, quella descritta, una realtà che un giorno potrebbe anche uscire dallo schermo e divenire concreta. Credo che, in tal caso, il dibattito sociale sarebbe immenso a meno di non ritrovarsi catapultati in quell’universo lì senza consapevolezza: casualità non troppo dissimile dalla nostra cieca assuefazione verso i “social-network” che rubano tempo alle relazioni.

Emanuele

I diversi.

Ogni tanto, avrei voglia di poter fare nuovamente una passeggiata pomeridiana tra una qualsiasi delle città cinesi visitate.
Può accadere anche questo, dopo aver sperato spesso di tornare il prima possibile (non tanto per la gente, quanto per il cibo così diverso che alla lunga è estenuante…) perché oltre quattro mesi dall’altro lato del pianeta, ti lasciano inevitabilmente qualcosa dentro.

Incrocio cinese

Riguardando le foto raccolte (quasi duemila) mi accorgo di avervi raccontato smisuratamente poco e – posso svelarvi – di averlo fatto in maniera consapevole dopo due post (#1 e #2) per via di una certa ansia da regime. Il web è bello, ma pensai potesse essere un attimo ritrovarsi nei pasticci, così mi concentrai sull’esperienza, sul lavoro, su tutto ciò che potevo assorbire.

La Cina però è un paese controverso, che non tutti amano e che neanch’io saprei scegliere, probabilmente, come destinazione in cui invecchiare. Allo stesso tempo però è un paese con una cultura profondissima che ha gettato le basi per tanti stereotipi dell’Occidente (il té degli inglesi o gli spaghetti per gli italiani, giusto per dirne due). E allora, visto che anche noi abbiamo tanti preconcetti verso loro, credo sia il caso – più che meritato – di andarli a conoscere da vicino almeno una volta nella vita. E’ questo quel che ripeto a tutti quelli che mi chiedono se ne valga la pena. Perché se c’è una cosa che ci stanno insegnando, in maniera neanche troppo invisibile, è la capacità di riconoscere il bello nell’altro, la grandezza del diverso.

Emanuele

Uber, Kyoto e l’Europa.

Uno degli effetti del Protocollo di Kyoto fu quello di sensibilizzare l’attenzione verso la mobilità sostenibile a livello europeo. Negli anni successivi car-pooling e car-sharing furono parole vendute molto spesso in giro.

In questi ultimi mesi – e forse per la prima volta – grazie ad Uber (e UberPOP) si inizia a vedere una implementazione reale, concreta e fattibile di quelle bellissime parole: tutti [1] possono diventare “autisti” quando hanno posti liberi in auto ottimizzando costi, consumi e traffico cittadino.

Ciò che però sta accadendo è che l’Europa – la stessa di qualche anno fa – sembra essersi dimenticata gli intenti e abbia iniziato a bandire in lungo e in largo il servizio [per la felicità di tassisti, società di noleggio, etc.].

Mi chiedo se il loro unico formato di car-sharing sia quello in cui un’azienda [2] mette a disposizione delle auto (a pagamento), piuttosto che il tizio che abita in fondo alla via.
La differenza sta nel fatto che nel primo caso è vero che possono esserci meno auto parcheggiate, ma non è detto che diminiuscano quelle circolanti. Nel secondo entrambi gli obiettivi possono essere perseguiti nel tempo.

Emanuele

[1] Ovviamente anche Uber ha stabilito dei requisiti minimi da rispettare.
[2] A Milano mi vengono in mente Enjoy, MuoviMI, Car2Go, Twist…

Per Facebook siete topolini.

Scientists at Facebook have published a paper showing that they manipulated the content seen by more than 600,000 users in an attempt to determine whether this would affect their emotional state. The paper, “Experimental evidence of massive-scale emotional contagion through social networks,” was published in The Proceedings Of The National Academy Of Sciences. It shows how Facebook data scientists tweaked the algorithm that determines which posts appear on users’ news feeds — specifically, researchers skewed the number of positive or negative terms seen by randomly selected users. Facebook then analyzed the future postings of those users over the course of a week to see if people responded with increased positivity or negativity of their own, thus answering the question of whether emotional states can be transmitted across a social network. Result: They can! Which is great news for Facebook data scientists hoping to prove a point about modern psychology. It’s less great for the people having their emotions secretly manipulated.

William Hughes per “AV Club”

Se non fosse chiaro: mostrando ad alcuni utenti solo aggiornamenti positivi della propria cerchia di amici e ad altri solo eventi negativi, Facebook ha testato se i suoi algoritmi possano influenzare gli umori e le giornate di oltre mezzo milione di iscritti.

Il risultato, dal punto di vista della ricerca, è stato positivo: è possibile manipolare l’umore delle persone. La cosa più triste è che avrebbero potuto verificar la cosa anche attraverso un processo in sola lettura, senza modificare gli stream degli utenti ma… non ci avevano pensato.

Le implicazioni sono molteplici: oltre agli aspetti etici (credo serva un consenso informato per far certe cose) è sempre più chiaro che la pervasività di Facebook (e dei social network) è schizzata alle stelle. Non si tratta più di difendere la propria privacy, ma di proteggere la propria salute fisica e psicologica.

Che sia il caso di “provare a smetterecome per le sigarette? Se lo chiede anche Scott Kzamir, giocatore di baseball americano, quando dice che “il silenzio può diventare una sfida” in questo mondo fatto di connessioni, ping, alert e notifiche.

Emanuele

Lunedì traumatici.

Complice un matrimonio, ho passato il weekend in Puglia. Non vi ero mai stato in assetto vacanza e probabilmente è un errore immane.

Lido "Le Tamerici" - Capitolo (Puglia)

Da 12 ore sto cercando di capire perché stamattina mi sia risvegliato a Milano.

Atlante alla mano, sto forsennatamente cercando un luogo in cui associare lavoro e paesaggi come questi. E’ inammissibile esser condannati a dividere le due cose.

Emanuele