Today it’s about big networks.

Il blog di Zeldman compie 20 anni e per ricordarlo ha deciso di pubblicare un post sia sul suo blog che su Medium, una piattaforma di publishing che permette maggiore visibilità.

I launched this site twenty years ago (a year before the Wayback Machine, at least two years before Google) and it was one of the only places you could read and learn about web design. I launched at a tilde address (kids, ask your parents), and did not think to register zeldman.com until 1996, because nobody had ever done anything that crazy.
Today, because I want people to see these words, I’ll repost them on Medium. Because folks don’t bookmark and return to personal sites as they once did. And they don’t follow their favorite personal sites via RSS, as they once did. Today it’s about big networks.

L’informazione del futuro sarà ancora più “closed”: le notizie dopo esser state assorbite dai social network si stanno spostando verso le news-app (Flipboard, Pulse, Feedly – tanto per nominarne alcune – propongono tutte canali tematici da seguire). Luoghi dai confini ancora più marcati: se non hai determinate app, l’informazione che cerchi sarà inaccessibile. Linkare le notizie diventerà sempre più complicato e la condivisione si baserà sui social network (dai quali non potremo fare a meno di dipendere). L’URL – uniform resource location – nella sua accezione più pura sta perdendo di significato e valore.

Il mio blog va per i dodici anni. Nacque prima che Facebook, Twitter o Friendfeed (quest’ultimo addirittura morto) facessero la loro comparsa. Era tutto un altro web e io adoro i blogger della resistenza.

Emanuele

Aria.

Due amici. Tre bicchieri di vino rosso. Duemilacentosettantacinque metri sotto i piedi.

Madesimo - Rifugio Bertacchi

Le domeniche che passano così ti lasciano le gambe stanche ma tanta energia dentro.

Emanuele

Cambiare pelle.

In questo periodo di profondo cambiamento mi interrogo spesso su come saranno i miei anni futuri. Quanto cambierà di me e in me e quanto saprò sopportare di quel che mi riguarderà. Il confronto con chi ha percorso più strada mi sembra un mezzo per scoprire, capire e ben sperare.

Robi, una commentatrice di questo blog, mi ha donato la sua esperienza. Mi è piaciuta e penso possa essere utile per tutti quelli che… “chissà come sarà il domani”.

Ho cambiato pelle molte volte in questi anni e devo dire che ora mi sento più vicina alla me stessa ventenne che a quella trentenne. Ho di nuovo molta energia, tempo per me stessa, sono curiosa come allora e sgravata di alcune responsabilità. A trent’anni ero nel pieno di un vortice di fatiche e responsabilità e problemi da sentirmi spossata la maggior parte del tempo. Non so se sia per questa nuova energia ma anche le rughe non ne vogliono sapere di apparire. Il fisico si è ammorbidito nel tempo, in alcuni periodi di stress si è anche gonfiato come un palloncino, ma mi sto gradualmente svuotando e riappropriando di esso. Sento che il fattore età è qualcosa di così poco misurabile che comincio a capire mia nonna quando non volle più contare i suoi anni dopo i settanta. Morì a 82 con una lucidità mentale invidiabile e uno spirito da ragazzina. Il corpo invece aveva tutti i segni della fatica del lavorare sui campi e del tirar su cinque figli nel dopoguerra, che le avevano consumato le articolazioni.
Nei principi sono fondamentalmente la stessa, li ho resi sempre più chiari a me stessa e sono più coerente con essi.
Quando guardo il mio compagno, non vedo una persona invecchiata, vedo una persona cresciuta, cambiata, migliorata in molti aspetti e anche i segni dell’invecchiamento mi sembrano affascinanti. Per fortuna non vedo la realtà con gli stessi occhi di quando ero bambina e vedevo un/una 46enne come una persona sulla via della vecchiaia… Ora vedo una donna e un uomo adulti, con un loro fascino e tante esperienze che hanno tante cose da dire , ma anche tante da fare.

Spero di aver risposto alla tua domanda. Non so se era questo che volevi sapere. Ho provato a sintetizzare perchè l’argomento è decisamente corposo.
Ciao!

Ah! Sono mamma oggi da 19 anni e mi sembra ieri…

Se pensate di aver cambiato pelle nella vita sentitevi liberi di raccontarlo in un commento.

Emanuele

Il racconto dei racconti.

Se una sera avrete voglia di perdervi tra orchi, incantesimi e mostri splatter (enfatizzati come una vera fiaba pretende) non lasciatevi scappare l’ultimo lavoro di Matteo Garrone che riprende, magistralmente, un’opera sempre in voga di Giambattista Basile.

Il racconto dei racconti

Leggero e affascinante, sorprendente e raccapricciante.

Emanuele

Meglio il mercoledì.

Prestare la mountain bike

In questo periodo sono alle prese con caldaie (a biomassa, evviva le soluzioni anti-Putin!), impianti di allarme, porte blindate, preventivi di piastrelle e cucine, bagni e divani. Inoltre il matrimonio è ormai alle porte, che basta distrarsi un attimo e sarò già in ritardo con la camicia ancora fuori dal pantalone mentre corro giù per le scale.

Ovviamente però, il tempo per le cazzate non manca mai.

Emanuele

Liberazione.

Il 25 Aprile ero in centro con degli amici alla ricerca di un abito. L’occasione era propizia per festeggiare come si deve la Liberazione: ho perso (e/o mi han rubato) l’iPhone. Dopo quattro anni e mezzo “cornuto, era il mio motorino!direbbe Antonio Albanese.

L’iPhone 4 in questi anni si è dimostrato un ottimo dispositivo e aveva già abbondantemente superato il record di durata dei miei precedenti cellulari. Contavo di sfruttarlo ancora un altro annetto ma non è stato possibile. Il nuovo arrivato è un iPhone 6 che – in effetti – più che funzioni fantasmagoriche, ha da mostrarmi una fluidità ormai dimenticata.

Apple - iPhone 6

Dal furto del precedente cellulare ho imparato che:

  1. “Trova il mio iPhone” è un giocattolo che serve a distrarti nel momento del panico. Finché il ladro avrà la possibilità di spegnere il dispositivo, puoi aver attivato tutti i software che vuoi, ma non troverai mai più neanche la cover.
  2. Il backup di iCloud è importantissimo. Ho ripristinato in qualche ora tutti i miei dati sul nuovo arrivato, preferenze delle App comprese. Dieci e lode.
  3. Per quanto usassi un codice per la SIM, uno diverso per l’accesso e un altro ancora per Keepass, la sensazione di insicurezza che infonde la perdita di un dispositivo mi ha fatto riflettere su quanto sia importante che i produttori spingano sui sistemi di identificazione (TouchID per l’utente comune, finché non verranno individuate falle, mi sembra un buon compromesso).
  4. Paranoico come sono ho sempre paura che i ladri abbiano riacceso il dispositivo senza SIM e siano stati in grado di indovinare il codice d’accesso. Presumo di aver attivato il reset del dispositivo dopo 10 tentativi falliti, ma non ne sono certo. La mia procedura di sicurezza ha una falla: non ho effettuato verifiche periodiche delle impostazioni. Dovrò prendere l’abitudine.
  5. Non ricordo se su iOS 7.1.2 fosse possibile, ma sull’iPad (iOS 8) e adesso sul nuovo arrivato ho preso l’abitudine di impostare un codice di accesso ben più lungo delle tipiche 4 cifre.
  6. L’autenticazione a due fattori dovrebbe essere estesa a più servizi possibile e le password specifiche per le applicazioni sono un buon sistema, ciò non toglie che se sul cellulare era presente un password manager e si è paranoici verrà ugualmente voglia di cambiare tutte le master password.
  7. Il ladro ovviamente ha sempre la possibilità di smontare tutto e vendere i pezzi nel mercato dell’usato: rubare rimane un triste affare.

Emanuele

Propositi di ogni anno.

Peanuts - Abbronzatura

Puntualmente, ogni Agosto, mi rendo conto di esser dietro mesi rispetto al resto dei bagnanti. Oggi ci compromettiamo per una casa con giardino. Chissà se sotto questo aspetto, nel mio futuro, qualcosa finalmente cambierà.

Emanuele