{"id":9579,"date":"2014-08-30T11:28:12","date_gmt":"2014-08-30T09:28:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/?p=9579"},"modified":"2014-08-30T11:28:12","modified_gmt":"2014-08-30T09:28:12","slug":"luomo-invisibile-di-favignana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2014-08-30\/luomo-invisibile-di-favignana\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo invisibile di Favignana."},"content":{"rendered":"<blockquote><p>La mia pena? Tre anni in una cella messa <strong>a dieci metri sotto il livello del mare<\/strong>. Cos\u00ec si sconta, ancora oggi, una condanna nel carcere dell\u2019Isola di Favignana. Una vecchia nave mi ha portato da Trapani a Favignana. La Pietro Novelli della Siremar.<br \/>\nDovevo capire dalla traversata, cosa sarebbe stata la mia detenzione. Ammanettato mi hanno chiuso sotto, ovvero dentro un piccolo magazzino messo in un lato della stiva, dove ci sono le automobili. Un incidente e avrei fatto la fine del topo.<br \/>\nIl viaggio: chiuso in quel magazzino e seduto su corde, bidoni ed altri attrezzi. Come una bestia. Arrivati a destinazione, c\u2019\u00e8 voluto poco a raggiungere il carcere. Ad andare di nuovo sotto. A Favignana, infatti, a pochi metri dalla piazzetta dove d\u2019estate si prende l\u2019aperitivo, c\u2019\u00e8 il carcere. Superato il portone del carcere: silenzio. Mi turbava quel silenzio. Sembrava di stare in un monastero. Si chiude il portone dietro di me. Davanti: solo una discesa che porta sotto. Il carcere di Favignana \u00e8 tutto sotto terra. Gli uffici, l\u2019infermeria, le celle.<br \/>\nScendo all\u2019ufficio matricola, scendo in infermeria e alla fine scendo in cella. Dieci metri sotto il livello del mare. Quando si dice toccare il fondo. Entrato in cella, capisco quel silenzio. Una vera e propria caverna. Sotto terra e senza finestre. L\u00ec sotto, solo pareti intorno a noi. L\u00ec sotto un muretto separava la cella dal cesso. Cesso con un piccolo fornello da campo per farci la pasta.<br \/>\nL\u00ec sotto altri 3 detenuti pallidi e muti interrompevano un sonno sedato per darmi un\u2019occhiata. L\u00ec sotto c\u2019era la muffa, l\u2019umidit\u00e0, gli intonaci che si staccavano. Vado al cesso, apro il rubinetto per bere. Qualcuno sulla branda ride, mentre mi sente sputare.<\/p>\n<p>L\u00ec sotto l\u2019acqua non si pu\u00f2 bere, perch\u00e9 \u00e8 salata. \u00c8 quella del mare. Cos\u00ec \u00e8 iniziata la mia detenzione a Favignana. E cos\u00ec \u00e8 continuata. Una vita da sepolti vivi. Una vita sempre uguale e degradata, a cui non riesci ad abituarti. Ti senti una merda e non ti abitui a stare chiuso in cella (senza finestre) per 22 ore al giorno. Ti senti una merda e non ti abitui ai topi che stanno in cella con te. Non c\u2019\u00e8 mai abitudine alla perdita di dignit\u00e0.Ti senti solo sgretolare piano, piano. Ti abitui a capire se il mare \u00e8 mosso, perch\u00e9 le onde sbattono sui muri delle celle. Ti abitui a capire quando arriva l\u2019aliscafo, perch\u00e9 un altro tipo di onda sbatte sui muri della cella. Ma non ti abitui a fare l\u2019ora d\u2019aria in un cortile che sta a 10 metri sotto terra. Cielo a quadretti anche di giorno e la fine del muro di cinta al livello del mare. Ogni tanto qualcuno di noi provava a saltare per riuscire a vedere qualcosa che non fosse muro. Una mano sulla spalla di un compagno era il punto di appoggio per conquistare un po\u2019 panorama.<br \/>\n&#8220;Hai visto qualcosa?&#8221; &#8220;No, niente \u00e8 troppo alto il muro&#8221;. In un angolo un vecchio detenuto si godeva la scena e scuoteva la testa. Non capiva l\u2019inutile tentativo. L\u2019orizzonte, lui, l\u2019aveva dimenticato. Poi di nuovo in cella. In quella cella. Alcuni detenuti fortunati potevano andare ogni tanto nella &#8220;saletta artigianato&#8221;. C\u2019\u00e8 un tavolo e qualche attrezzo. Per noi detenuti a Favignana quella pena non aveva domande o alternative, n\u00e9 misure alternative. Se uno di noi chiedeva di parlare con l\u2019educatore, rischiava di prendere rapporto. Io sono uscito con l\u2019indulto, se no stavo ancora il quella topaia. In un carcere cos\u00ec tu detenuto sei un numero. E come numero non puoi chiedere pi\u00f9 di tanto. Succede che qualche detenuto non ce la fa pi\u00f9 e protesta. Allora loro lo mettono nella cella di isolamento. La colpa: essersi ricordato di esser un uomo. Lo lasciano nudo, in mutande, al freddo. Senza neanche il materasso, ma solo la rete di ferro per dormire. Io l\u2019ho visto un ragazzo messo all\u2019isolamento. Dovevo pulire lui e la cella.<br \/>\nC\u2019era uno schifo che non ti dico\u2026poveraccio. Un paio d\u2019anni fa un ragazzo si \u00e8 impiccato in quella cella. Non ce l\u2019ha fatta a resistere. Il carcere di Favignana sembra fatto a posta per farti sentire una merda. Anche il solo mangiare \u00e8 occasione per avvilirti. 19 euro a settimana, questo \u00e8 quanto il carcere spende per far mangiare un detenuto. M\u00f2, con 19 euro a settimana, che manco un cane, cosa potevamo mangiare? Sbobba. Sbobba condita. E s\u00ec perch\u00e9 il carrello col vitto ce lo portavano in cella passando dal cortile esterno del carcere. E qui sta il bello! Quando pioveva ci arrivava la pasta piena di pioggia, e quando c\u2019era il sole i piccioni ci facevano i bisogni dentro. Nel carcere di Favignana non ti puoi lamentare col direttore perch\u00e9 non c\u2019\u00e8.<br \/>\nL\u00ec c\u2019\u00e8 solo, come lo chiamiamo noi, Barbabianca. Io da poco sono uscito, ma nel carcere di Favignana ho conosciuto l\u2019ansia.<br \/>\nOggi, a pochi mesi dalla libert\u00e0, sembro un reduce di guerra. Di notte ho gli incubi. Spesso sono depresso. Mi aiuta lavorare, vado avanti con 309 euro al mese. Ma la cosa pi\u00f9 difficile per me non \u00e8 andare avanti. \u00c8 dimenticare. Dimenticare quella pena.<br \/>\nDimenticare il carcere dell\u2019isola di Favignana, e gli occhi di chi sta ancora l\u00ec sotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Claudio 35 anni &#8211; Lettera pubblicata su RadioCarcere.com<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La pena dententiva dovrebbe svolgere <strong>tre funzioni<\/strong>: allontanare la persona pericolosa dalla societ\u00e0 per impedirgli di causare altri danni, punire la persona per il reato commesso e, soprattutto quando si \u00e8 condannati a pene di pochi anni, cercare di recuperare il cittadino che ha sbagliato.<\/p>\n<p><strong>Emanuele<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mia pena? Tre anni in una cella messa a dieci metri sotto il livello del mare. Cos\u00ec si sconta, ancora oggi, una condanna nel carcere dell\u2019Isola di Favignana. Una vecchia nave mi ha portato da Trapani a Favignana. 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