{"id":9105,"date":"2012-03-19T20:34:43","date_gmt":"2012-03-19T19:34:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/?p=9105"},"modified":"2016-05-18T09:39:04","modified_gmt":"2016-05-18T07:39:04","slug":"nel-mare-ci-sono-i-coccodrilli-storia-vera-di-enaiatollah-akbari-di-fabio-geda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2012-03-19\/nel-mare-ci-sono-i-coccodrilli-storia-vera-di-enaiatollah-akbari-di-fabio-geda\/","title":{"rendered":"&#8220;Nel mare ci sono i coccodrilli &#8211; Storia vera di Enaiatollah Akbari&#8221; di Fabio Geda."},"content":{"rendered":"<p>Oggi so che si pu\u00f2 anche concludere un libro <strong>con le lacrime agli occhi<\/strong>. <em>&#8220;Nel mare ci sono i coccodrilli&#8221;<\/em>, scritto da <a title=\"Wikipedia - Fabio Geda\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fabio_Geda\" target=\"_blank\">Fabio Geda<\/a>, non \u00e8 semplicemente un libro: \u00e8 una storia che <strong>dovete leggere<\/strong>. E dico <em>dovete<\/em> ma il verbo, imperativo, che vorrei usare ma che non trovo, \u00e8 ancora ugualmente insufficiente. Sotto il titolo leggerete <em>&#8220;Storia vera di Enaiatollah Akbari&#8221;<\/em> e credo che questa storia <strong>andrebbe fatta conoscere nelle scuole<\/strong>, nei centri educativi giovanili, nelle stanze in cui si parla di immigrazione, <strong>nei parlamenti<\/strong> in cui si discutono decreti che coinvolgono gli extra-comunitari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/2012-03-19_fabio_geda_-_nel_mare_ci_sono_i_coccodrilli.jpg\" alt=\"Copertina de: &quot;Nel mare ci sono i coccodrilli - Storia vera di Enaiatollah Akbari&quot; di Fabio Geda\" title=\"Copertina de: &quot;Nel mare ci sono i coccodrilli - Storia vera di Enaiatollah Akbari&quot; di Fabio Geda\" width=\"200\" height=\"336\" class=\"alignleft size-full wp-image-9106\" srcset=\"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/2012-03-19_fabio_geda_-_nel_mare_ci_sono_i_coccodrilli.jpg 200w, https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/2012-03-19_fabio_geda_-_nel_mare_ci_sono_i_coccodrilli-179x300.jpg 179w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><em>Enaiat<\/em> \u00e8 un bambino che <strong>a 9 anni si ritrova da solo contro la vita<\/strong>: non per qualche tragedia terrestre ma perch\u00e9 la madre, per salvarlo da un futuro incerto, lo abbandona spronandolo ad andare avanti nella vita. A nove anni. Mi vengono i brividi e mi sento <strong>disgustosamente fortunato<\/strong> al confronto. La sua \u00e8 una storia come <strong>centinaia di migliaia di altre vite<\/strong>, questa volta per\u00f2 non vi arriva di sfuggita durante un articolo di 30 secondi nel telegiornale serale. Nel libro si ripercorre la sua storia, <strong>gli otto anni pi\u00f9 duri<\/strong>, intensi, spaventosi e crudeli che si possano augurare ad un qualsiasi essere umano. E questa volta si legge il lieto fine, ma tanti altri altri non hanno la sua stessa &#8220;<em>fortuna<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Mi torna in mente <a href=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/tag\/africa\/\" title=\"Tag: Africa\">l&#8217;Africa<\/a>, mi tornano in mente certi discorsi affrontati <strong>con alcuni ragazzi senegalesi<\/strong> che mi raccontavano che il passaporto potevano anche farlo per andar via ma che &#8211; dopo che paghi &#8211; non \u00e8 detto che il visto te lo accettino: e l\u00ec <strong>perdi tutto<\/strong>, soldi e speranze. Mi torna in mente tanto altro che dell&#8217;Africa non vi ho mai raccontato perch\u00e9 sono ingrato, <strong>un testimone incapace<\/strong>. Enaiat parte da un&#8217;altra terra dura: l&#8217;Afghanistan. Nel suo percorso si porta dietro, fino alla fine, la sua comunanza coi talebani, quelli che la societ\u00e0 occidentale ha stigmatizzato come <strong>esseri demoniaci<\/strong> facendo &#8211; al solito ed ingiustamente &#8211; di tutta l&#8217;erba un fascio.<\/p>\n<p>Enaiat <strong>dormir\u00e0 per terra per anni<\/strong>, dormir\u00e0 nei parchi, dormir\u00e0 sulla sabbia, dormir\u00e0 dove capita e quando &#8211; per la prima volta nella sua vita &#8211; gli verr\u00e0 dato un pigiama, faticher\u00e0 persino a comprendere cosa sia. Enaiat lavorer\u00e0 per anni in fabbriche spacca pietre e <strong>la tenera et\u00e0 non conta<\/strong> e non fa differenze: si lavora da mattino a sera, spesso anche schiavizzati, senza stipendio ma semplicemente con la possibilit\u00e0 di dormire e ricevere un pasto. Un futuro senza evoluzioni da cui scappare, <strong>clandestinamente<\/strong>. Ma la condizione di clandestini non \u00e8 semplice, quando i TG raccontano di un barcone di immigrati approdato sulle coste di Lampedusa la societ\u00e0 li avverte quasi come dei turisti dispettosi che abbiano deciso di visitare un villaggio turistico in bassa stagione. Il viaggio, per loro, non \u00e8 cos\u00ec. Cos\u00ec come non \u00e8 simpatico <strong>rimanere chiusi per giorni nel doppiofondo di un camion<\/strong>, piegati e al buio, ammassati con tanta altra gente tanto da pensare di dover morire l\u00ec dentro. Senza possibilit\u00e0 di comunicare <em>&#8220;mi arrendo, scendo qui&#8221;<\/em>, senza cibo, senza acqua e con una bottiglia in cui raccogliere i tuoi escrementi.<\/p>\n<p>La storia ti fa comprendere anche perch\u00e9, certi immigrati, arrivano da queste parti con la <em>necessit\u00e0<\/em> di <strong>rubare<\/strong>: la vita non gli ha mai mostrato strade diverse <strong>per sopravvivere<\/strong>. Ti fa comprendere anche cosa possa significare vivere in un luogo in cui persino i soldi perdono senso: averli serve a poco se ogni giorno combatti per rimanere in vita, se devi dormire <strong>in un fosso<\/strong> per non farti trovare, se devi camminare per giorni per lasciare il tuo paese e nel percorso qualcuno <strong>non resiste come te<\/strong> e devi abbandonarlo come carne che concimer\u00e0 la terra.<\/p>\n<blockquote><p><em>Il diciottesimo giorno ho visto delle persone sedute&#8230; Erano sedute per sempre. Erano congelate. Erano morte. Erano l\u00ec da chiss\u00e0 quanto tempo. Tutti gli altri sono sfilati di fianco, in silenzio. Io, a uno, ho rubato le scarpe, perch\u00e9 le mie erano distrutte e le dita dei piedi erano diventate viola e non sentivo pi\u00f9 nulla, nemmeno se le battevo con una pietra. Gli ho tolto le scarpe e me le sono provate. Mi andavano bene. Erano molto meglio delle mie. Ho fatto un cenno con la mano per ringraziarlo. Ogni tanto lo sogno.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Tratto da: &#8220;<em>Nel mare ci sono i coccodrilli &#8211; Storia vera di Enaiatollah Akbari<\/em>&#8220;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Dovete leggere questo libro<\/strong>. Dovete farlo conoscere. Dovete raccontarlo. E&#8217; un dovere morale e rimane ugualmente poco, cos\u00ec come poca cosa \u00e8 stato il mio <a title=\"Tag: Africa\" href=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/tag\/africa\/\">post-Africa<\/a> fin ora, ma che so &#8211; trover\u00f2, prima o poi &#8211; <strong>un modo nella mia vita<\/strong> per far fruttare in maniera decente o mi sentir\u00f2 sempre complice e carnefice di strorie come quella vissuta da Enaiat.<\/p>\n<p><strong>Emanuele<\/strong><\/p>\n<p>PS: lo stile del libro, la bellezza narrativa, la genuinit\u00e0 di certi passaggi che suonano quasi un diario personale da cui non separarsi, tutte cose che ho apprezzato, passano decisamente in secondo piano questa volta (<em>e se ho divorato il libro in due giorni un motivo ci sar\u00e0<\/em>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi so che si pu\u00f2 anche concludere un libro con le lacrime agli occhi. &#8220;Nel mare ci sono i coccodrilli&#8221;, scritto da Fabio Geda, non \u00e8 semplicemente un libro: \u00e8 una storia che dovete leggere. 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