{"id":8890,"date":"2011-08-19T18:19:01","date_gmt":"2011-08-19T16:19:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/?p=8890"},"modified":"2011-08-21T23:38:57","modified_gmt":"2011-08-21T21:38:57","slug":"abbandonare-i-preconcetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2011-08-19\/abbandonare-i-preconcetti\/","title":{"rendered":"Abbandonare i preconcetti."},"content":{"rendered":"<p>La prima cosa descritta quando \u00e8 arrivato il momento di presentarci \u00e8 stata la mia <strong>voglia di libert\u00e0<\/strong>. Ero partito per l&#8217;Africa convinto di non dovermi aspettar nulla e di dover abbracciare <strong>qualsiasi esperienza<\/strong> mi fosse stata offerta. Avevo lasciato l&#8217;orologio, avevo abbandonato il cellulare, avevo deciso che non avrei mantenuto i contatti con gli amici. Non era la stessa Africa che han cercato e vissuto gli altri ma era esattamente come sentivo di <strong>doverla vivere io<\/strong>. L&#8217;Africa doveva essere un momento mio, diverso. Io, dovevo provare a pensare diversamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8891\" title=\"Birra in caso d'emergenza.\" src=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/2011-08-19_birra_emergenza.jpg\" alt=\"Birra in caso d'emergenza.\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/2011-08-19_birra_emergenza.jpg 500w, https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/2011-08-19_birra_emergenza-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>Dopo un paio di giorni di conoscenza divenne <strong>palese<\/strong> che un&#8217;altra del gruppo mi veniva dietro. Gli altri lo facevano notare attraverso battutine velate e io &#8211; da bravo &#8211; facevo finta di non comprender nulla e <strong>me ne stavo sulle mie<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;intera prima settimana, senza rendermene conto, stavo vivendo libero da tutto <strong>tranne che dai miei preconcetti<\/strong>. &#8220;<em>Non voglio rovinare la mia esperienza e neanche la sua<\/em>&#8220;, &#8220;<em>non voglio modificare gli equilibri nel gruppo<\/em>&#8220;, &#8220;<em>non voglio fissarmi su qualcosa che posso ritrovare anche in Italia&#8230;<\/em>&#8221; e cos\u00ec via. Nonostante fosse una ragazza molto interessante e mi trovassi bene a discutere e scherzare con lei, quando vedevo qualche segnale di avvicinamento mi ritiravo indietro. <strong>Ero il solito me<\/strong>.<\/p>\n<p>Avevo ripreso con tutta una serie di ragionamenti che ogni volta mi porta forse a <em>non vivere<\/em> per dar voce ad un particolare senso di <strong>responsabilit\u00e0 verso tutto il resto<\/strong>. Qualcosa che tra educazione scout e bisogni familiari <em>particolari<\/em> si \u00e8 instaurata in me in maniera pesante. Pi\u00f9 passavano i giorni per\u00f2, pi\u00f9 mi chiedevo quanto non fosse stupido tutto ci\u00f2. Perch\u00e9 dovevo preoccuparmi di tutte quelle cose? Perch\u00e9 dovevo decidere <strong>io<\/strong> se fosse un &#8220;<em>rovinarle l&#8217;esperienza<\/em>&#8221; provare a lasciarmi andare? Perch\u00e9 dovevo occuparmi dell&#8217;equilibrio del gruppo? Se anche fosse stato vero tutto quanto&#8230; non poteva esser vero anche <strong>l&#8217;esatto opposto<\/strong>? Forse quella ragazza era anche il segno di questo cambiamento. Un&#8217;offerta che dall&#8217;Alto, stava a dir qualcosa e che potevo &#8211; per l&#8217;ennesima volta &#8211; prendere o lasciare andare. E io, che finalmente e dopo anni, mi ponevo domande simili&#8230; potevo far passare l&#8217;occasione senza darle un minimo di <strong>considerazione<\/strong> in pi\u00f9?<\/p>\n<p>Cos\u00ec una sera, ho provato a <strong>pensare diversamente<\/strong>. Ho preso un grande lenzuolo, il cavalletto e la macchina fotografica e sotto quel bel <strong>cielo africano<\/strong> ho proposto una veglia alle stelle. Tutti sdraiati col naso all&#8217;ins\u00f9 abbiamo fatto tardi parlando delle cose pi\u00f9 assurde. Io per\u00f2, persino in quel momento, provavo a rimanere sulle mie mantenendomi concentrato sulla macchina fotografica e un po&#8217; defilato dalle risate. Volevo ancora, per l&#8217;ennesima volta, capire quanto fosse giusto.<\/p>\n<p>Pian piano and\u00f2 via il primo e poco dopo anche la seconda del gruppo si trasfer\u00ec a letto. <strong>Rimanemmo solo io e lei<\/strong>. Io continuavo a scattare foto, lei continuava a smuovere il mio braccio quando &#8211; finito di giocare con le impostazioni &#8211; tentavo di far memorizzare a quel miracolo dell&#8217;umanit\u00e0 composto da obiettivo, diaframma e sensore fotorecettore, una cartolina del cielo.<\/p>\n<p><strong>Una rana<\/strong> quella sera gracidava molto vicino, probabilmente era nascosta tra qualche pianta a pochi metri. <strong>Sempre pi\u00f9 vicini<\/strong> ed incuranti di quel rumore poco rassicurante (<em>oh, se ti salta addosso non \u00e8 piacevolisimo!<\/em>) si chiacchierava come se quella notte potesse durare all&#8217;infinito e non c&#8217;era bisogno di dormire. Nessuno dei due aveva fretta di rientrare.<\/p>\n<p>Non so se sia stato l&#8217;ennesimo gracidare fastidioso o qualche zanzara che pungendomi mi fece <strong>sobbalzare verso di lei<\/strong> ma, tutt&#8217;un tratto la stavo baciando. Mi stava baciando.<\/p>\n<p>Il resto non ve lo racconto, ma la settimana successiva \u00e8 cambiata inesorabilmente. Non \u00e8 successo nulla di sconvolgente, nessuno del gruppo ha sofferto nulla, n\u00e9 io n\u00e9 lei abbiamo vissuto male o chiusi a riccio e adesso non posso che esser <strong>felice<\/strong> anche di questo. Ho provato a vivere <em>&#8220;una storia di una settimana&#8221;<\/em> che per tanti altri motivi non volevo portare in Italia e che per come son fatto non avrei mai fatto nascere. Qualcosa che diventa l&#8217;ennesimo regalo di quest&#8217;Africa misteriosa e sconvolgente. Il segno che altro in me deve ancora cambiare ma che se ha compiuto <strong>il primo passo<\/strong> \u00e8 gi\u00e0 sulla buona strada&#8230; perch\u00e9 \u00e8 da tempo che <strong>sono convinto<\/strong> che so vivere tutto con leggerezza tranne i rapporti interpersonali.<\/p>\n<p>Che io &#8211; mi sa &#8211; non ho bisogno di una donna. Ho bisogno di una donna che mi prenda a gomitate perch\u00e9 <em>il tempo<\/em> mi ha disegnato malissimo.<\/p>\n<p><strong>Emanuele<\/strong><\/p>\n<p>PS: la foto, scattata sulla nave verso l&#8217;isola degli schiavi, mi sembra perfetta. Sia perch\u00e9 <em>Goree<\/em> era il luogo in cui quegli uomini <strong>perdevano la possibilit\u00e0 di decidere della loro vita<\/strong>, sia perch\u00e9 &#8211; a volte &#8211; piuttosto che un giubotto di salvataggio, si ha bisogno di quella sana pazzia che solo <strong>una bella sbronza<\/strong> pu\u00f2 assicurarti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima cosa descritta quando \u00e8 arrivato il momento di presentarci \u00e8 stata la mia voglia di libert\u00e0. Ero partito per l&#8217;Africa convinto di non dovermi aspettar nulla e di dover abbracciare qualsiasi esperienza mi fosse stata offerta. 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